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ArtGallery no profit per l’arte: intervista alla Presidente Angela D’Amelio

ArtGallery è un’aartgallery logossociazione culturale no profit dedicata all’arte che a Milano si è fatta conoscere soprattutto per il Premio ArtGallery, vinto l’anno scorso dall’artista belga Lucas Racasse, e per le sue mostre, che vantano anche collaborazioni importanti (come, per esempio, con l’Associazione Italiana Private Banking e l’Institut français Milano).

Affascinata dall’idea di un’associazione non a scopo di lucro e dalla sua capacità di scoprire e dare valore a giovani artisti talentuosi, ho deciso di andare dietro le quinte per scoprire qualcosa di più su Artgallery e sulla sua fondatrice e Presidente Angela D’Amelio, che mi ha rilasciato un’intervista.

Dalle parole della Presidente emerge che dietro – o meglio, dentro – ArtGallery c’è anche più di un’associazione capace di stimolare la vista e il pensiero con eventi d’arte sempre originali. ArtGallery è infatti una vera e propria officina di idee e di passione dedicata ai giovani artisti emergenti, magari geniali, anche se non ancora conosciuti e riconosciuti.

D: Mi racconta qualcosa di sé e delle sue attività?

R: Sono Angela D’Amelio, una donna con tre passioni: il business, il graphic design e il no profit.

Sono imprenditrice, e quasi 25 anni fa ho fondato la mia agenzia di comunicazione Cartaematita; da qualche mese ho partecipato alla fondazione di The Snake, uno spin-off dell’agenzia che si occuperà di sviluppo e strategie di app. Il futuro, infatti, apparterrà sempre di più al mondo mobile.

Sono graphic designer di formazione. Ho la fortuna di applicare questa disciplina che amo tutti i giorni sul lavoro. Il graphic design è anche la materia che insegno all’università, attività che mi dà la possibilità di aggiornarmi e di tenermi in contatto con i giovani.

La mia attività no profit consiste nel valorizzare e promuovere i giovani artisti. Per questi ragazzi di talento è molto difficile farsi conoscere nel mercato dell’arte. Per questo ho deciso di aiutarli fondando nel 2003 l’Associazione ArtGallery. Il progetto, nato nel web, è cresciuto oltre le mie aspettative. ArtGallery è oggi un’organizzazione complessa, ha ricevuto molti premi ed è una case-study oggetto di ben due tesi di laurea. Da quattro anni abbiamo costituito il “Premio ArtGallery”, un concorso internazionale per artisti che è la nostra attività fondamentale.

D: Quali sono gli obiettivi principali dell'Associazione?

R: Per prima cosa dare visibilità agli artisti di talento, soprattutto giovani. Diamo loro la possibilità di farsi conoscere attraverso mostre, concorsi, ufficio stampa e promozione via web e social network. Vogliamo aiutarli a realizzare il sogno di ogni artista emergente: riuscire a vivere della propria arte.

D: Da dove è nata l'idea di creare un'associazione non a scopo di lucro che si dedichi alla promozione di artisti emergenti e non ancora rappresentati?

R: Innanzitutto dalla mia predisposizione ad occuparmi degli altri per sostenerli. I giovani oggi sono tra i più penalizzati dalla crisi e dalle difficoltà di trovare un lavoro. Secondo una recente indagine, la maggior parte degli artisti ha un reddito inferiore a 13.000 euro l’anno, mentre solo il 20% riesce a vivere con il proprio lavoro di artista. In queste condizioni, ho conosciuto anche giovani di talento con sensibilità e doti artistiche notevoli, costretti a mantenersi con altri lavori, rubando tempo prezioso che invece potrebbero dedicare alla proria arte. È per la volontà di porre rimedio a questa situazione che ho avuto l’idea di dar vita all’Associazione ArtGallery.

D: Con quali attività vengono sostenuti gli artisti?

R: ArtGallery organizza molteplici occasioni di visibilità per gli artisti. Innanzitutto effettua un lavoro di promozione sia attraverso il suo ufficio stampa, sia sul web e sui social networks. Ogni mese selezioniamo un artista particolarmente meritevole della scena artistica italiana e ne promuoviamo il lavoro sul nostro sito (Artista del mese, ndr). Inoltre organizziamo periodicamente delle mostre personali e collettive in location prestigiose, come il Museo Campari o il Palazzo delle Stelline. Si tratta di eventi completamente gratuiti. Infine, come accennato prima, ogni anno organizziamo il Premio ArtGallery, un concorso internazionale per artisti. Il vincitore di quest’anno avrà una mostra personale al Palazzo delle Stelline, compresa di catalogo, vernissage, ufficio stampa e altre attività promozionali.

D: Perché ha deciso di occuparsi proprio di arte?

R: Così come altre associazioni aiutano, per esempio, di disabili, io ho scelto di “curare” un altro tipo di disabilità. Penso proprio questo: un artista a cui, in qualche modo, viene impedito di vivere del proprio talento è come un ragazzo che viene costretto all’immobilità da una malattia. Oltretutto, soffocare sul nascere la creatività dei nostri giovani vuol dire mettere una seria ipoteca sul nostro futuro: la cultura, la società e l’economia hanno bisogno di nuove idee. Anche da parte degli artisti.

D: Oggi ArtGallery gode di una buona visibilità sia a livello nazionale che internazionale. Quando ha fondato l’Associazione, pensava che sarebbe cresciuta in questo modo?

R: Non sono una persona che programma o fa previsioni strategiche: parto con la certezza che sto facendo la cosa giusta e mi ci butto con anima, cuore e passione.

Nel tempo, tutti gli sforzi sono stati ripagati vincendo molti premi per il mio lavoro di graphic design, di ufficio stampa e di organizzazione di eventi legati all’Associazione ArtGallery. Il Premio ArtGallery è salito sul podio dei prestigiosi NC Awards nella categoria miglior evento, alla pari con progetti costosissimi che agenzie internazionali hanno sviluppato per grandi brand.

D: Quali sono i suoi propositi per il futuro dell’Associazione?

R: Convincere le Istituzioni, le aziende e i collezionisti a investire nell’arte e in un progetto come l’Associazione ArtGallery. Siamo un’associazione no-profit, e la tessera associativa non è sufficiente a finanziare le nostre iniziative. Per questo vorrei consolidare i rapporti con partner e potenziali sponsor. Credo che nel mondo si debbano scambiare e condividere i saperi, così ho anche creato legami con i Consolati, i centri culturali e le ambasciate di numerosi Paesi. Vorrei dare la possibilità agli artisti di farsi conoscere e confrontarsi con tutto il mondo. Con il Premio ArtGallery abbiamo avuto un vincitore dal Belgio e uno dalla Germania. Ma la mia ambizione è di dare a questo progetto un taglio sempre più internazionale.

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