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Le 5 cose da non fare quando si è latitanti

latitante-coronaIl definitivo arresto di Fabrizio Corona non è mancato del notevole effetto pirotecnico a cui ci ha sempre abituato. Dallo scandalo di Vallettopoli alla relazione con Lele Mora è stato per anni la miccia di Studio Aperto.

Icona dell’uomo moderno che si è fatto da solo, si è fatto anche, non per dire, Nina Moric e Belen Rodriguez. Inoltre, fatto migliaia di euro con svariate opportunità di estorsione alle persone giuste (Adriano e Coco ad esempio). Fattosi anche cantante e scrittore pubblicando “Corona non perdona” e le due autobiografie “Vita pericolosa di un fotoreporter randagio” e “La mia prigione”. Ora, all’età di 39 anni, si è voluto scolpire come  Tony Montana. Bhé, il “mondo è tuo” Fabrizio.

Ma qualcosa è andato storto. Non è ben chiaro se mancava la cocaina o tutti quei fucili automatici, oppure il nemico giusto contro cui morire, ma sembrerebbe che Fabrizio Corona, imprenditore milanese, partito nel romantico sogno di una fuga dalle autorità, si è fermato amareggiato a Lisbona. Condannato pochi giorni fa a 5 anni per estorsione, ha optato per la via della latitanza e ora ne dovrà scontare 7 in tutto.

Ma analizziamo un attimo la situazione per capire cosa bisogna fare quando si sceglie di mandare al diavolo lo Stato:

1) Mai scappare con un’auto nuova perché potrebbe avere il localizzatore dell’antifurto, specie se non è la vostra (Corona ha usato una Fiat 500 ed è stato seguito per tutto il suo tragitto tramite satellite)

2) Scegliere solo gli amici fidati o meglio ancora non comunicarlo a nessuno (Corona è scappato con un suo amico che poi a metà strada ha deciso di tornare a Milano)

3) Camuffarsi (Corona è scappato dalla palestra dopo una soffiata, ancora in tuta e occhiali da sole è rimasto intrappolato 4 ore in una bufera)

4) Individuare la meta ideale (Corona si è perso a Ventimiglia)

5) Avere più fantasia di Fabrizio Corona (Mai e poi mai pensare di essere più furbi di quanto si è sciocchi)

Il Ministero dell’Interno ha pubblicato i sette latitanti più pericolosi ricercati dalla polizia. Si va da Cubeddu Attilio, latitante dal 1997 (ricercato per sequestro di persona e omicidio), a malavitosi vari, fino ad arrivare a Scotti Pasquale (latitante dal 1985 e ricercato per omicidio e occultamento di cadavere). Quindi la domanda che sorge è, che cosa c’entra Corona con questo contesto? Perché Fabrizio, hai scelto la latitanza? Era il sogno di morire come Tony?

Ora come ora però, ci sarà solo da rispondersi: cosa piegherebbe mai Fabrizio Corona? Sette anni in carcere non sono certo pochi e lui di giorni ne ha già fatti 77 in passato. Ma di fronte alla sua fuga si è giustificato dicendo che teme per la sua vita. Un uomo che vuole morire come Scarface e che teme per la sua vita? Suonerebbe paradossale, ma comunque resta una frase sua. Di Corona, intendo. Tony l’avrebbe riempita solo di due cose, garantendo le palle e la parola.

Incompreso, ovviamente, Corona è un personaggio che ha sempre sfruttato la sua arroganza solo per compiacersi con un tatuaggio nuovo, e mai per costruire l’immagine di condanna e ribellione vera. Il riflesso dell’Italia però è anche negli occhi di quest’uomo, da un facile vivere per un ancor più semplice destino. L’unico pretesto che conviene allora, è sistemarsi a guardare, non farsi coinvolgere troppo ed aspettare nient’altro che il prossimo Studio Aperto.

Ivan Potapov

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