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Milan news: ecco a voi De Sciglio (aspettando Iniesta)

milan“Ha un’immagine bellissima, sarà il prossimo capitano del Milan”. (Antonio Nocerino)

In mezzo alle tante delusioni calcistiche, il 2012 ha dato ai tifosi rossoneri la gioia di vedere sbocciare - oltre al giustamente decantato El Shaarawy - un altro giovanissimo campione rossonero, per me la vera sorpresa dell’anno: Mattia De Sciglio.

Due rapidi flash back relativi a momenti tristi della recente storia rossonera:
6 maggio 2012, derby di ritorno (perso 4-2 e addio definitivo ai sogni di scudetto). A metà del primo tempo a causa di un infortunio di Bonera (toh, che caso) fa il suo ingresso in campo Mattia De Sciglio, alla terza presenza di sempre in rossonero. Mattia, destro naturale, viene schierato sulla fascia sinistra in una partita decisiva, trovandosi quasi solo nella morsa di Maicon e Zanetti. Spaventato? Per nulla. Lotta come un leone senza timori reverenziali, la sua ottima prestazione passa in sordina solo a causa del risultato finale negativo.
18 settembre 2012, esordio stagionale del Milan in Champions League, 0-0 in casa con l’Anderlecht. La partita più brutta in Champions che io ricordi, non tanto per il risultato quanto per la totale assenza di gioco e di fiducia da parte dei rossoneri. Uno dei pochi a salvarsi in questa serata nefasta è Mattia, di gran lunga il migliore dei rossoneri. In campo ci sono giocatori che hanno fatto finali mondiali, sfide europee ad alto livello, ma il veterano sembra De Sciglio.
Beata incoscienza? Per me no. La sera spengo la tv e mi lascio andare a questa semplice considerazione. A destra De Sciglio è già più forte di Abate (assente per infortunio), vale a dire di uno dei terzini destri più richiesti d’Europa.

Mattia De Sciglio nasce a Milano il 20 ottobre 1992.

Poche ore dopo, segno del destino, il Milan ottiene un’importante vittoria in Champions League, 10 contro 11 sul campo dell’ostico Slovan Bratislava, grazie a un gol di Paolo Maldini.

Cresciuto a Rozzano, periferia Sud di Milano, Mattia ha iniziato a tirare i primi calci al pallone nell’oratorio di paese, dove all’età di nove anni viene notato dal Cimiano, società dilettantistica milanese e uno dei più noti satelliti rossoneri. Neanche il tempo di abituarsi all’atmosfera del derby del Parco Lambro contro i cugini dell’Enotria (società satellite dell’Inter) e il Milan decide di prenderlo con sé. A 10 anni Mattia indossa la maglia rossonera e non se la toglie più, facendo tutta la trafila delle giovanili fino all’esordio in prima squadra nel dicembre 2011 in Champions League, in terra ceca contro il Viktoria Plzen.

Solo poche apparizioni nella stagione 2011/2012, ma con ottime avvisaglie. Nell’avvio disgraziato del Milan targato 2012/2013 De Sciglio è una delle poche note positive. Chiamato in causa per via degli infortuni dei compagni, sforna una serie di ottime prestazioni, straordinarie se consideriamo la poca esperienza e il momento molto difficile della squadra.


Colpiscono da subito molte cose di lui: la facilità di corsa, l’eleganza e naturalezza con cui esegue i cross, la lucidità che mostra in ogni momento della partita, la personalità. Appare sempre padrone della fascia di competenza, sbaglia pochissimo, dà l’impressione di fare la cosa giusta in ogni frangente della partita. Per i lettori più tecnici aggiungo che - dote non scontata per un terzino - riesce spesso a ricevere palla in posizione alta, rendendo più fluido e diretto l’approccio alla fase di attacco di tutta la squadra.

Per i seguaci del Lombroso, dico invece che ha una faccia da Milan.

C’è di più: quando con il rientro di Abate è chiamato ad operare sulla sinistra, mostra di cavarsela egregiamente anche con il piede non preferito.

Vi ricorda qualcuno, nato destro naturale, diventato il terzino sinistro più forte del Mondo? Con l’affermazione di Constant sulla sinistra, finisce poi per essere portato nuovamente a destra, soffiando il posto ad Abate. Arriva anche la convocazione di Prandelli. I media sembrano di colpo essersi accorti di lui, adesso lo danno già titolare per Brasile 2014! I più cinici e profeti di sventura azzardano invece paralleli con Santon…

E’ presto per dire se Mattia possa diventare un campione o addirittura un fuoriclasse. Dipende da lui, da chi gli sta vicino (finché c’è il Tasso per quello siamo a posto), dal caso e molto anche da ciò che sarà il Milan nei prossimi anni. Di certo vedere sbocciare un talento in casa, potere fantasticare (ma non troppo) immaginandolo fare una splendida partita contro i mostri sacri del Barcellona o indossare in un futuro non troppo lontano la fascia di capitano del Milan è già di per sé una bella soddisfazione, tanto più in una stagione di (poche) luci e (molte) ombre come quella che stiamo per ora vivendo.

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