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Disturbi psichici: la salute mentale degli italiani ai tempi della crisi

mani-teseIntervista al Prof. Giuseppe Pellizzari, ex Presidente del Centro “Cesare Musatti” di Milano

Giuseppe Z., un passato da lavoratore edile, a 47 anni era rimasto senza lavoro con la famiglia da portare avanti. Girava con l’auto piena di curricula, ripetendo “Perché non si sa mai” a chi gliene chiedesse il perché. Finché la mattina del 23 gennaio Giuseppe ha portato la sua 206 nel Parco del Ticino e, nei pressi di Abbiategrasso, si è tolto la vita.

Una storia di quelle che quasi non colpiscono più, l’ennesimo servizio al telegiornale uguale a centinai d’altri fra la pagina politica e quella di gossip.
Il giorno dopo il ritrovamento del corpo di Giuseppe, si è conclusa l’operazione antidroga “Sibilo”. Arrestati i tredici gestori di un vero e proprio supermarket della “bamba”: un autonoleggio a Pero che smerciava cocaina proveniente dall’Olanda per un giro di centinaia di migliaia di euro.

Questi due casi di cronaca hanno in comune l’onda lunga della crisi che esaspera fragilità e tensioni interiori. In Italia aumentano i casi di disturbi mentali: non solo depressione, ma anche ansia, insonnia, dipendenze.

I suicidi sono una vera e propria emergenza sociale, per ogni punto percentuale di disoccupazione in più, il loro tasso aumenta dello 0,79 per cento al di sotto dei 65 anni.
Ma esistono anche modi più lenti per morire: Milano è la “Coca City”, capitale italiana del consumo di cocaina, con percentuali 5-10 volte superiori a quelli misurati in Svezia, Norvegia, Finlandia, Croazia e Repubblica Ceca. Ѐ emerso da uno studio recente delle acque reflue della città effettuato dall’Istituto Mario Negri e pubblicato sul prestigioso “Science of the Total Environment”.

A oggi sono circa 3,5 milioni gli italiani che ogni anno manifestano sintomi di un disturbo psicologico e oltre 8 milioni quelli che ne hanno sofferto nel corso della vita.
Tuttavia pochi entrano in contatto con uno psicologo nel corso della propria esistenza: circa il 5%, anche perché –come in tanti altri casi- lo Stato latita.

Ne abbiamo parlato col Prof. Giuseppe Pellizzari, ex Presidente del Centro Milanese di Psicanalisi “Cesare Musatti”, una delle dieci sezioni nazionali della Società Psicanalitica Italiana (SPI). Sotto il suo mandato, è stato avviato nell’ottobre scorso un progetto di solidarietà che prevede trattamenti a costi agevolati e in alcuni casi anche gratuiti per bambini, adulti e adolescenti che necessitano di supporto psicologico, ma non possono permetterselo.

D: Dott. Pellizzari, viviamo tempi difficili. Potrebbe spiegarci qual è lo stato della salute mentale degli italiani ai tempi dello spread?
R: La situazione economica di crisi si fa sentire sempre di più, non solo a livello economico, ma anche nella diffusione di sindromi depressive legate all'incertezza sul futuro. Ma invece che sfociare in rabbia e aggressività contestataria, questa incertezza tende piuttosto a esitare in rassegnazione, passività e sfiducia.

D: La crisi colpisce soprattutto i giovani…
R: Sì, ciò porta a un prolungamento ipertrofico del periodo di apprendistato, vissuto non come preparazione per l'ingresso nella realtà lavorativa -che appare incerta e ben poco allettante- ma come una sorta di limbo, spesso eccitato e contemporaneamente depresso, in cui aumentano la violenza e i comportamenti autodistruttivi. In questa palude senza prospettive sono in aumento le dipendenze non solo da sostanze, ma anche dal gioco d'azzardo, dai video poker alle lotterie. Constatiamo, inoltre, una regressione a modalità di pensiero magico: crescono fenomeni quali la consultazione di maghi, le affiliazioni a sette, l'occultismo.

D: La nostra città ha profili di particolarità rispetto alle altre città italiane?
R: Milano tutto sommato mantiene un ambiente ancora abbastanza vivace e stimolante. Non mi riferisco alla superficiale ed eccitata “Milano da sniffare” erede della “Milano da bere”: le proposte culturali e le iniziative sono spesso interessanti e ricche. C'è anche una "Milano da pensare", che andrebbe valorizzata.

D: A Milano esiste nell'uomo medio una cultura psicoanalitica o il disagio psicologico viene ancora visto come un tabù, qualcosa di cui vergognarsi in un periodo storico nel quale le fragilità non sembrano avere cittadinanza?
R: La cultura psicoanalitica oggi è oggetto di pesante discriminazione pregiudiziale da parte delle strutture psichiatriche. Assistiamo a una cronica decadenza della psichiatria sia ospedaliera che territoriale. Questo a dispetto di una maggior consapevolezza delle persone che in generale dimostrano interesse per la psicoanalisi e sono disposte a mettersi in discussione assai di più che un tempo, quando dominava la vergogna sociale.
Il Centro Milanese “Cesare Musatti” cerca di fare quello che è nelle sue possibilità per colmare questo gap, non solo offrendo il proprio Servizio Clinico di consultazione e terapia, ma anche organizzando gruppi di discussione di casi clinici con operatori del servizio pubblico.

D: Dott. Pellizzari, con questa iniziativa la SPI supplisce a una evidente carenza del Servizio Sanitario Nazionale.
R: Sì. Lentamente, nell’arco di quindici anni, le psicoterapie praticate nelle istituzioni pubbliche sono scomparse. Vengono formulate diagnosi, effettuate ricerche epidemiologiche, ma il trattamento psicoterapeutico non esiste: è stato completamente eliminato non solo per mancanza di una cultura psicoanalitica, ma anche perché considerato antieconomico. Attualmente l’unica offerta consiste in un ciclo di pochi colloqui, assolutamente non paragonabili a una psicoterapia.

D: Qual è stato il livello di adesione all’iniziativa?
R: L’iniziativa è appena nata, ma nonostante si tratti di un “work in progress” i risultati ci sono: dodici bambini sono in cura presso altrettanti soci SPI; sono circa venti i terapeuti che si occupano di adulti; il gruppo che si occupa di adolescenti è composto da una ventina di analisti che seguono una dozzina di ragazzi. Altre cinque richieste sono state fatte al Servizio Clinico del Centro.

D: Alcune persone sono scettiche nei confronti del trattamento psicoterapeutico. Ѐ realmente efficace?
R: Spesso si è detto che la psicanalisi è un trattamento lungo, incerto a volte addirittura inutile. In realtà, recenti studi molto documentati hanno dimostrato che trattamenti psicoterapeutici indirizzati psicoanaliticamente producono notevoli risultati e anche in tempi non lunghissimi. L’altra considerazione da fare è che la possibilità di offrire un trattamento di questo genere ha una funzione preventiva importante. Il Centro Milanese cerca appunto di contribuire diffondendo la cultura psicoanalitica con diverse iniziative volte a trasformare il disagio che caratterizza non solo i singoli individui, ma anche la vita della società, da opprimente fatalità in occasione di rinnovamento e di riflessione collettiva.

Quindi, le mani tese in aiuto ci sono. Spesso chi cammina sull’orlo del baratro, dei buchi neri della propria anima non riesce a vederle, ma basta afferrarle per ritrovare un proprio equilibrio.
Perché non solo stare bene è un diritto, ma la ricerca della felicità è un dovere di ognuno di noi.

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