Disturbi alimentari a Milano: i centri

anoressia-milanoCapire i motivi che generano la malattia è il primo passo per poterla curare. Ci sono però situazioni in cui il perché non ha ancora trovato una risposta. Uno dei casi più eclatanti riguarda i disturbi alimentari: perché esistono?

La risposta più immediata e scontata è quella che vede la società moderna bombardare ragazze e ragazzi con messaggi (subliminali e non) in cui la magrezza è presentata come perfezione, tra spot pubblicitari e programmi tv con donne e uomini dai fisici scolpiti e sfilate di moda in cui la modella più in carne ha la taglia 38.

Il messaggio del magro a tutti i costi è martellante, e non passa solo attraverso televisioni e media. Chi pratica sport è spesso vittima di allenatori per i quali il controllo dell'alimentazione è una vera e propria ossessione, per non parlare della danza o di qualsiasi altra disciplina agonistica in cui, chiaramente, la forma fisica è necessaria. E si tratta di ambienti controllati, in cui maestri, preparatori atletici o addirittura medici dietologi dovrebbero seguire e proteggere l'individuo, ma nei quali la ricerca maniacale del risultato porta, nei soggetti più fragili e a rischio, a sviluppare la malattia.

Ma basta l'equazione magro=bello per spiegare i molti casi di anoressia e bulimia?

Se è vero che la maggior parte di queste patologie inizia dopo una dieta dimagrante, è altrettanto vero che tutti noi siamo vittime di queste "pressioni" e quasi tutti abbiamo seguito più di una dieta nel corso della nostra vita; quindi, se "magro" non fosse associato alla bellezza non ci sarebbero le diete e, di conseguenza, non ci sarebbero disturbi alimentari? Limitare la faccenda ad un fatto sociale è quantomeno semplicistico. Il mondo civile, imponendo dei modelli così distaccati dalla realtà, ha chiaramente avuto un ruolo attivo nella comparsa di queste malattie, ma, trattandosi di degenerazioni della psiche, non si può sostenere che i disturbi alimentari si manifestino semplicemente per una ricerca ossessiva della forma fisica.

Anoressia e bulimia non sono solo una patologica risposta alla pressione sociale verso la magrezza ma, soprattutto, sintomi di un malessere e un'infelicità che hanno radici molto più profonde, la punta di un iceberg di gravi problemi e situazioni personali. Attraverso il rapporto con il cibo (rifiutato come avviene nell’anoressia o, al contrario, abusato per quanto riguarda la bulimia) il malato esprime la propria sofferenza e, contemporaneamente, esteriorizza il proprio grido d'aiuto, il desiderio di essere seguito e soccorso. Il dimagrimento o il bisogno insistente di cibo sono il risultato della malattia e non la sua causa scatenante.

Ma come si affronta la questione? Innanzitutto non basta occuparsene solamente quando questa irrompe nell'attualità per poi dimenticarsene qualche giorno dopo. Non è sufficiente interessarsi, ad esempio, della presenza dei disturbi alimentari tra le ballerine di danza classica solo dopo l'intervista di Mariafrancesca Garritano, ex ballerina della Scala di Milano, alle Iene, oppure scandalizzarsi per la campagna "no anoressia" realizzata da Oliviero Toscani con protagonista Isabelle Caro, modella del peso di 31 kg.

L'assoluta mancanza di una seria campagna informativa e della volontà di perseguirla, l'assenza di un progetto di sensibilizzazione che vada oltre gli stereotipi e affronti il problema senza banalizzarlo sono evidenti.

È inaccettabile che manchi un dibattito pubblico su questa importante emergenza e che non venga data, dalle istituzioni, la giusta visibilità a un problema che solo in Italia colpisce 3 milioni di individui, di cui l'85% giovani donne. Si tratta di un grave vuoto colmato, almeno in parte, da un numero considerevole di associazioni e gruppi volontari che si fanno carico di dar voce alla questione, informando i cittadini su come riconoscere le prime avvisaglie della malattia e come affrontarla e comunicando l'ampia gamma di possibilità di cure, dalle strutture ospedaliere alle cliniche specializzate in terapie sia fisiche che psichiatriche.

Ma è sufficiente? Il fatto che non si sia ancora arrivati a scoprire i motivi che scatenano queste patologie dovrebbe essere un incentivo ad andare avanti anziché nascondere il problema. Non si può continuare a fare finta che questa non sia una vera e propria piaga, perché i disturbi alimentari sono visibili sì sulle passerelle o negli atelier di danza, ma esistono e si diffondono soprattutto tra la gente normale, che non vive per essere perfetta. Persone che scelgono l’isolamento sociale come unico modo per tenere nascosta la propria situazione, che hanno perso il controllo della propria vita e non trovano forze e motivazioni per riappropriarsene.

Può il silenzio essere la cura?

Strutture e centri a Milano:

ABA

ASSOCIAZIONE PER LO STUDIO E LA RICERCA SULL'ANORESSIA, LA BULIMIA E I DISORDINI ALIMENTARI
via Solferino 14, 20121 Milano
tel. 02 6596595 - 02 6555666, fax 02 29006988

 

AIDAP Unità Operativa Locale

ASSOCIAZIONE ITALIANA DISTURBI DELL'ALIMENTAZIONE E DEL PESO
Dr.ssa Arianna Banderali (presidente AIDAP)
viale Caldara 23, 20122 Milano
tel. 02 5456738 fax 02 5456738

 

ANSISA

ASSOCIAZIONE NAZIONALE SPECIALISTI IN SCIENZA DELL'ALIMENTAZIONE
via L. Ornato 7 20162 Milano
tel. e fax 02 6436788

 

CENTRO AUXOLOGICO ITALIANO

DAY HOSPITAL DIVISIONE ENDOCRINOLOGIA
via Ariosto 13, 20149 Milano
Dr. Alessandro Sartorio
tel. 02 58211426 - 02 582111, fax 02 58211435

 

CENTRO PER LA CURA DEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

Ospedale Niguarda Ca' Granda
Prof.ssa M.G. Gentile
tel. 02 64442368 - 02 64442467
E-mail: centrodca@ospedaleniguarda.it

 

CENTRO STUDI DISORDINI COMPORTAMENTO ALIMENTARE

OSPEDALE S. RAFFAELE - VILLE TURRO
via Prinetti 29, 20127 Milano
Prof.ssa Laura Bellodi, Prof. F. Brambilla
tel.02 26433206/03 - 02 26433229, fax 02 26433265

 

ISTITUTO SCIENTIFICO SAN LUCA

DIVISIONE ENDOCRINOLOGIA
via Spagnoletto 3, 20149 Milano
Prof. Francesco Cavagnini
tel.02 582161 fax 02 58216777

 

SOCIETÀ ITALIANA DI NUTRIZIONE CLINICA

via A. Di Rudinì 8, 20142 Milano
tel. 02 8184370 02 89122090

Alessio Spera

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