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Cagliari - Milan Serie A 24° giornata: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

milan teamL’incertezza sullo stadio che avrebbe ospitato Cagliari – Milan si risolve solo un paio di giorni prima del match: i ragazzi sono volati a Cagliari per giocare nella modesta struttura di Is Arenas: peccato perché la squadra frizzante messa su da Cellino meriterebbe uno stadio da serie A.  
 
La sbornia di complimenti seguita all’aggancio all’Inter ed una serie di complicazioni nell’undici iniziale (Montolivo squalificato, in campo De Sciglio, Muntari ed Ambrosini dopo stop più o meno lunghi, quasi tutto il resto della squadra reduce dagli impegni infrasettimanali con le nazionali, con i colombiani Zapata – Yepes tornati storditi dal Sudamerica) fanno capire subito ad un milanista attento che sarà un pomeriggio di passione
 
Nel primo tempo il Milan prova a tessere trame offensive sul centro destra con il binario Abate – Flamini – Niang, ma in molte occasioni i palloni che arrivano in area sono inoffensivi nonostante la buona volontà degli interpreti, per gli evidenti limiti tecnici del terzino e del centrocampista rossonero al momento del cross. Preoccupa di più l’assenza di gioco sul centrosinistra, dove la coppia De Sciglio – El Sharaawy incappa in un pomeriggio opaco, frenata bene anche dalle marcature impostate dal duo Pulga – Lopez, che ha saputo dare ordine e vivacità ai sardi.
 
E così il primo tempo trascorre tra cartellini gialli, abbozzi di azioni offensive e grande corsa a centrocampo, ma non ricordiamo parate di Agazzi, mentre il Cagliari si rende pericoloso in un paio di occasioni, una volta il Milan è salvato da Abate e l’altra dalla mira sbagliata di Ibarbo, che comunque tiene in apprensione la difesa rossonera. 
 
Quando lo zero e zero al termine del primo tempo sembrava scritto, su una punizione dei sardi, Zapata (che probabilmente stava ancora pensando ad una hostess incontrata sul volo che l’aveva riportato in Italia) si dimentica di Ibarbo che colpisce di testa e mette la palla alle spalle di Abbiati (probabilmente incolpevole, ma la reattività del tuffo è l’ennesima conferma che uno dei primi acquisiti estivi dovrà essere un portiere).
 
Nel secondo tempo solita girandola di cambi: entrano Boateng, Bojan ed il sempre più sferico ed abulico Robinho, ma la musica non cambia ed il Milan, che pure occupa più stabilmente la metà campo cagliaritana, fatica a creare occasioni vere, con Agazzi tutto sommato spettatore, che interviene solo su una punizione da lontano di Balotelli (messaggio per SuperMario: da 35 metri si può anche crossare in area di rigore, a noi hanno fatto gol proprio in questo modo!).
 
Nell’ultimo quarto d’ora l’azione del Milan si fa più insistente e quando tutto sembra perduto Balotelli conquista un rigore (questa volta sacrosanto!) che trasforma con la solita freddezza, col Cagliari che rimane anche in 10 per l’espulsione di Astori. Solo a questo punto i ragazzi sembrano metterci un po’ di verve in più e creano in diverse occasioni i presupposti per il goal, in particolare con un tiro di Bojan parato da Agazzi. Null’altro cambia però e dobbiamo dire che il Cagliari ha meritato il punto che ha portato a casa.
 
Cosa ci è piaciuto: 1) in certe giornate, riuscire a limitare i danni è un segno di maturità della squadra; 2) Flamini è un giocatore ritrovato ed era importante riportare in campo anche Muntari; 3) Niang sembra sempre più una realtà e non una semplice scommessa.
 
Cosa non ci è piaciuto: 1) coppia d’attacco Faraone – SuperMario molto in ombra, forse ubriacata da tutte le chiacchiere e foto dell’ultima settimana; 2) Ambrosini purtroppo ancora fuori condizione, molto distante dal Montolivo degli ultimi tempi; 3) i terzini hanno fornito il più delle volte assist spettacolari…per i raccattapalle!
 
Come reagire a questo punticino: noi vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, un rallentamento dopo la rincorsa era prevedibile e la zona Champions resta comunque a 3 punti.
 
Domenica prossima però, contro l’amico Donadoni, vietato distrarsi!
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