Grecia Violenze: Amnesty accusa il governo

parlamento-ateneKozani, Grecia settentrionale: venerdì 1° febbraio vengono rapinate contemporaneamente la Banca Agricola e le Poste. Vengono arrestati quattro ragazzi tra i 20 e i 24 anni, due dei quali accusati di appartenere al gruppo armato di ispirazione anarchica “Cospirazione delle cellule di fuoco”. Ne parla la stampa greca e Il giorno dopo compaiono on line le foto segnaletiche dei quattro scattate dalla polizia; è subito evidente la loro rozza manipolazione con photoshop, fatta con l’intento di mascherare i segni dei violenti e brutali pestaggi subiti dopo l’arresto. Il fotoritocco è poi confermato dalla confessione del poliziotto scrivano che l’ha eseguito.

I genitori dei giovani denunciano i metodi usati dalla polizia ellenica, paragonandoli a quelli di Guantanamo, e il 7 febbraio Amnesty International denuncia la Polizia e lo Stato greco per torture, chiedendo l’apertura di un’inchiesta.

Il 10 febbraio la notizia viene data su un blog  italiano, presentata come scoop nonostante la notizia fosse tranquillamente on line sulla stampa greca e, personalmente, ne fossi venuta subito a conoscenza. Per questo ne parlo ora in maniera più approfondita.

Martedì 12 febbraio i quattro giovani rilasciano una lunga dichiarazione in cui dicono di essere anarchici e di considerarsi prigionieri di guerra e, proprio per questo, non chiedono compassione per il trattamento subito, pur non condividendo il metodo della violenza. Spiegano poi la dinamica dell’arresto: durante la fuga si sono persi tra le stradine di Kozani, non conoscendo bene il posto; il loro furgoncino, camuffato da ambulanza, è passato per ben tre volte davanti a una pattuglia in sosta, che si è insospettita e ha iniziato l’inseguimento. Decidono così di abbandonare il loro mezzo, troppo ingombrante, e fermano un’auto di passaggio, tenendo con loro il conducente. Precisano che non era assolutamente loro intenzione coinvolgere un civile e, proprio per non mettere a repentaglio la sua vita, non hanno utilizzato le armi in loro possesso per evitare l’arresto (aggiungono però che, invece, non avrebbero avuto scrupoli a utilizzarle per il direttore di una banca. Cosa che comunque non hanno fatto).

La paura del terrorismo è molto forte in Grecia; nonostante lo smantellamento del temibile gruppo 17 novembre, il cui processo si è concluso prima dell’inizio delle Olimpiadi, nel dicembre 2003, nuove organizzazioni si sono sviluppate nel clima di esasperazione dovuto all’austerity imposto dalla UE. Lo Stato è ormai crollato sotto il peso dei debiti alla BCE (anche se non si ammette ancora il collasso), e la Germania si è sempre rifiutata di pagare i suoi debiti di guerra, che ammontano a 70 miliardi di dollari. Questi soldi non salverebbero lo Stato, ma i debiti di Berlino darebbero una boccata di ossigeno alla Grecia, che potrebbe così avviare una ripresa.protesta-atene-sciopero-metro

E’ possibile che il gruppo 17 novembre non sia stato veramente smantellato, considerando che tutti i condannati nel 2003 avevano un’età superiore ai 60 anni, e che i suoi membri allora giovanissimi abbiano deciso di restare nell’ombra, perché si calmassero le acque. Ad ogni modo si contano attualmente diversi gruppi di ispirazione terroristica, e quello denominato Cospirazione delle cellule di fuoco è stato l’autore degli attentati alle ambasciate straniere ad Atene nel 2010 (tra cui quella tedesca). E’ anche stato collegato all’attentato del 20 gennaio 2013 a The Mall, grandissimo centro commerciale del capoluogo ellenico, dove è stata fatta esplodere una bomba ad orologeria. Solo una chiamata anonima 1 ora prima della deflagrazione ha evitato la strage. Nonostante altri due gruppi abbiano rivendicato l’attentato, indizi avrebbero portato la polizia al gruppo dei quattro rapinatori di Kozani. L’attentato al centro commerciale è avvenuto a seguito di un attacco simile al di fuori delle case di quattro giornalisti.

Tutto questo non può comunque tollerare o giustificare l’uso della tortura, e Amnesty International affianca la denuncia alle violenze a quella di pochi mesi prima sulla violazione dei diritti umani, accusando il continuo respingimento dei rifugiati con modalità illegali.


rapinatori KozaniRiporto anche la notizia dello sciopero dei lavoratori della metropolitana di Atene, fatti sgomberare con la forza dopo una settimana con la minaccia del licenziamento, se non avessero terminato entro 24 ore; questo è stato reso possibile da una legge d'emergenza di solito usata in tempo di guerra (the Gardian, 25 gennaio 2013).

I gravi avvenimenti in Grecia non vengono riportati nel resto d’Europa, come se l’assenza di notizie fosse di per sé una buona notizia, oppure si danno notizie distorte tendenti al pathos che puntano sulla povertà e sulla solidarietà dei cittadini tra loro. Assolutamente falso che ci sia l’assalto ai supermercati e che i commessi chiudano gli occhi regalando il cibo ai cittadini. Se invece è vero che siano stati distribuiti generi alimentari gratuitamente nelle piazze (come l’episodio degli imprenditori agricoli che hanno distribuito i prodotti che si sono rifiutati di distruggere per calmierare i prezzi, così come richiesto dalla UE, e dagli ex proprietari dei caseifici), è anche vero che almeno in una occasione il cibo sia stato distribuito solo ed esclusivamente a cittadini greci che potessero dimostrare di esserlo. E se molti stranieri hanno deciso di lasciare il Paese non vedendo più nessuna possibilità in Grecia, altri sono stati costretti; è impressionante andare ad Atene e quasi non vedere stranieri!E in Parlamento siede anche Alba dorada.

Bisogna anche dire che la crisi c’è e si sente, che è vero che molti negozi hanno chiuso i battenti, ma ... quelli che ci sono non hanno certo abbassato i prezzi e, anzi, li hanno tenuti esattamente come prima; anche i locali sono sempre pieni, almeno ad Atene!
 

Rossella Atzori

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