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Expo: siamo rimasti ai blocchi di partenza

Programma Expo Milano 2015Parliamo oggi di un argomento a cui ultimamente mi sono interessato per via di alcune mie conoscenze, che mi hanno confermato quella che era la mia (come molte altre) impressione: i lavori per l’expo sono davvero a un punto morto.
La questione sembra davvero semplice, ma ai fatti le cose non sembrano andare come devono.

C’è da dire che le idee sono davvero tantissime, ma fino ad ora gli interventi sono stati pochi. Un piccolo sussulto (alla buon’ora) è arrivata dalla nuova metro Lilla, indispensabile per dare nuove possibilità ai pendolari (che nel 2015 saranno affiancati da una marea di turisti) di spostarsi in zone ad alta richiesta, come la zona Bicocca o Zara. Altre idee invece sono rimaste nel limbo, come l’idea dell'orto botanico da regalare alla città, per rispettare e lasciare in eredità un messaggio legato al tema scelto (Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita o tutti i significati positivi che si possono volere), sono spuntate poi diverse ipotesi: dal parco tecnologico allo stadio, dalla cittadella della giustizia a uno spazio da costruire dedicato ai giovani e all'innovazione. Di atti concreti se ne sono visti pochi: l'Inter ha mosso i primi passi per valutare se l'area potrebbe essere adatta ad ospitare il proprio impianto sportivo; la Camera di Commercio ha ufficializzato la disponibilità a collocare alcune attività di ricerca e trasferimento tecnologico all'interno del Palazzo Italia, struttura ancora da progettare. In seguito più nulla (ne di realizzato tanto meno di pensato).expomilan2015

Passiamo quindi alle infrastrutture, a cui non va sicuramente meglio: la Regione coordina il Tavolo Lombardia che sovraintende agli interventi infrastrutturali decisi per Expo. E giusto quindici giorni fa il vicepresidente di Assolombarda, Giuliano Asperti, ha lanciato l'allarme: «Solo sei opere su venti verranno concluse in tempo per l'apertura dei cancelli». Non ci saranno, ad esempio, la Pedemontana e la Tem, né saranno completate la M4 e la M5, tanto per citare gli interventi più noti e citati. Il problema principale sembra essere quello dei fondi: ci sarebbero 11 miliardi di quattrini da sbloccare, ma ogni volta si presenta un intoppo. A rischio è non solo la seconda parte della Lilla, ma anche il progetto per la nuova M4, che dovrebbe collegare Linate a Lorenteggio e che per Expo porterà i turisti (forse) solo da Linate alla stazione di Forlanini, dove si incrocia con il Passante: ammesso, però, si trovino i 300 milioni di euro di aggiornamento costi appena consegnato dal costruttore incaricato.
Per non parlare poi del marketing, che vede un grande paradosso materializzarsi: mentre negli altri paesi le prime ravvisaglie di informazioni stanno cominciando a circolare, in Italia e soprattutto in Lombardia non è ancora passato uno straccio di pubblicità o informazione su quello che sarà un evento fondamentale per la regione.

Per Expo si aspettano 20 milioni di visitatori, di cui almeno un terzo saranno stranieri. Uno studio dell'università Bocconi assicura che, solo a livello turistico, per il nostro Paese nei sei mesi di esposizione si potrà generare un fatturato di 5 miliardi di euro. Sarebbe forse una bella idea puntare sul settore enogastronomico, che è effettivamente uno dei punti di forza del nostro paese, ma finora è tutto fermo.

Insomma, vedremo se nei prossimi mesi la tendenza si invertirà, perché sarebbe davvero un peccato non puntare su questo Expo per cercare di risollevare il nostro paese.

Andrea Lino

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