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Campagna elettorale 2013: uno show nello show

the-endSignori e signore, chiudete baracca e burattini, lo show è finito. La campagna elettorale di quest’anno ha rispecchiato perfettamente quella che è la crisi di valori oltre che monetaria che stiamo attraversando. Niente botti finali dunque, solo gaffe, colpi bassi e sviolinate più o meno credibili.

E’ tempo finalmente di decidere, per poi andare a prenderci tutte queste benedette promesse che ci sono state fatte (almeno sulla carta). La peculiarità di quest’anno tuttavia è stata il fattore mediatico, il più sfruttato degli ultimi 50 anni probabilmente: non ricordo una campagna più corta, sponsorizzata televisivamente e compressata di quella appena passata. Il risultato finale ovviamente è stato pessimo, alla faccia di chi si augurava di scombinare un po’ le carte in tavola per ritrovare quella dignità che ai nostri occhi, i politici, ora non hanno proprio.

Ciò che tuttavia davvero ha spiazzato, e sorpreso sia positivamente che negativamente, è stato lo show che si è inscenato per tutta la campagna; intendiamoci, non tutto va buttato: ad esempio il dibattito avvenuto su sky per le primarie del pd è stato sfizioso, nonché interessante a tratti (sia come idea che come realizzazione). E’ chiaro però che le trasmissioni sono manovrate e montate ad hoc (sia per distruggere i candidati che per esaltarli) ma dobbiamo comunque capire che questa è l’era dei media, e a questo non ci si può sottrarre.

L’uomo che ha fatto la differenza da questo punto di vista è stato “l’arrovellatore” Grillo, che si è più volte rifiutato di presentarsi a interviste e trasmissioni televisive. Il motivo? Non prendere in giro la gente e non imbattersi in un terreno in cui probabilmente (quasi sicuramente) un comico trasformato in politico come lui avrebbe trovato solo botte e figuracce. Furbo, ma anche sincero da un certo punto di vista, perché è vero che ormai la maggior parte dei canali odierni non sono proprio super partes: vedi l’episodio di pochi giorni fa, dove un telegiornale nazionale non ha inquadrato la folla che era arrivata per ascoltare il leader del movimento 5 stelle. Che sia stata semplice sbadataggine o piccolo artefizio non ci è dato sapere, ma il fatto resta e ha fatto pensare. Che dire poi dei numerosi, nonché prolissi monologhi che si sono susseguiti negli scorsi giorni, con i leader delle coalizioni che si davano battaglia a chi la sparava più grossa. D’altronde non gliene si può fare una colpa, visto che il baldanzoso Grillo ha deciso dal canto suo di fare qualcosa di più originale ancora, come mettersi a nuotare o inneggiare di mandarli tutti a casa senza confrontarsi con nessuno, ma anche questo va capito, visto che il sant’uomo non sa ragionare che a pane e cipolle, e viva la ragione nonché la verità (magari fossero tutti così, sostengono alcuni: io non ne sono troppo certo).

Insomma, abbiamo assistito allo show di Grillo nello show degli altri politici, che hanno assistito (non senza qualche pensiero) a un uomo che ha ben capito in fin dei conti come utilizzare i media, sebbene abbia sempre dichiarato di non volerli utilizzare; ma scusate, non è un po’ un controsenso? Sarà... Alla fine siamo sempre lì, incastrati in un vortice personaggi che non sanno dove stia di casa la coerenza e tantomeno l’umiltà. Ora è il nostro momento gente, non tiriamoci indietro, ma andiamo incontro al nostro destino convinti che, nel bene o nel male, peggio di loro proprio non si può fare.

Andrea Lino

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