Grillo: una casa senza fondamenta

cettolaqualunqueCi siamo finalmente, è l’ora di decidersi, il voto è già qui. La domanda che mi sento fare (purtroppo) fin troppo spesso è: ma tu chi voti? Bhe, la questione sarebbe lunga, a partire dal precisare che la nostra scelta sarebbe segreta; ma si sa, certe cose ormai si dicono, e parlarne non è mai un male. La campagna elettorale è stata deludente sotto molti aspetti, e quasi tutti i personaggi coinvolti nella baraonda hanno fatto gaffe a non finire. I programmi sono stati depositati, le decisioni ormai si sono prese.

Sento, sempre più spesso, gente che inneggia quel famoso “mandiamoli a casa tutti” che è già diventato quasi un mantra, una frase da sfoggiare ogni qualvolta si parli di politica. Aldilà dell’affermazione bislacca e poco attinente a un momento di riflessione come quello del voto, si dovrebbe cercare di pensare al futuro (in particolare ai prossimi 5 anni).

L’aria è di rivoluzione (civile si intende) ma di quelle nate male, con pochi presupposti per essere matura, come una casa che viene su senza fondamenta. L’allarme è scattato, la gente è stufa di vedere sempre gli stessi volti, ed è disposta persino a lanciarsi in un cambiamento radicale che potrebbe scuotere tutto il nostro paese: la domanda è se questo terremoto farà danni o ci condurrà verso una nuova era.

La sensazione è che con i sondaggi delle scorse settimane ci faremo gli aeroplanini di carta, da lanciare al vincitore nel caso in cui si materializzi un flop che non è folle. Dopotutto Grillo ha portato una ventata d’aria fresca, ma ci sono molti punti che non vanno. La rabbia tuttavia spesso spazza anche la ragione, ma osservando il programma di Grillo mi sono sempre chiesto perché non sappiamo nulla della sua classe dirigente, o se il suo programma sia effettivamente sostenibile economicamente (pare difficile dire di sì, pensando a quanti soldi ci vogliano per soddisfare il suo programma, seppur di soldi non ce ne siano per ora) o perché non abbia mai risposto a uno dei due quesiti sopra citati.

La risposta che mi sento dire quando chiedo questo è una sola: chissenefrega, siamo stufi di come vanno le cose, buttiamo giù tutti e poi vediamo. E poi vediamo cosa? E’ un po’ rischioso come discorso, visto che i cambiamenti necessitano tempo. Forse sarebbe meglio restarsene ancora buoni, aspettare momenti migliori, organizzare delle fondamenta solide su cui poi costruire una casa, un cambiamento che sia davvero definitivo. Cambiare adesso rappresenta un azzardo, che al momento non possiamo permetterci, seppur la voglia di cambiare c’è, eccome.

Tuttavia a volte bisogna essere pazienti e attendere il momento buono, perché se Grillo si sbagliasse, faremmo la figura degli idioti proprio di fronte a quelle facce che avremo mandato via a calci, e che richiameremmo a gran voce per rimettere insieme la situazione. Ve la sentite di assumervi questa responsabilità? Se votate Grillo sarà meglio che siate disposti a farlo.

Andrea Lino

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