Elezioni 2013: riflessioni di un cittadino

dubbiE ADESS COSSA FEMM? Dopo la tornata elettorale d’inizio settimana e il risultato ottenuto dalle urne, la domanda non è poi così peregrina. La situazione in cui si presenta il nostro parlamento è, al momento, una situazione di stallo. Tre sono le forze in campo: un Centro-sinistra, un Centro-destra e un Movimento. Nessuno può governare da solo non avendo la maggioranza necessaria, per cui restano da esplorare altre possibilità, e qui vedremo come agiranno queste forze, se con senso di matura responsabilità o se preferiscono ancora affilare i coltelli per scannarsi a vicenda e non risolvere nulla.

A mio avviso però, la questione è più profonda, mi spiego meglio. Nelle situazioni non ci si trova per caso, ci si trova perché sono state compiute delle scelte, nel passato e nel presente, ben precise e con motivazioni altrettanto puntuali, scelte che hanno prodotto, nel bene o nel male, delle situazioni concrete in cui il paese ha vissuto e convissuto. Proprio qui sta il punto dolente; la politica ha perso il suo vero significato e da troppo tempo, nel nostro paese, si assiste a una politica fatta di inciuci, d’intrallazzi, ruberie, furbizie varie, privilegi ingiustificati, corruzione, e via di questo passo, a danno di tutti, compiute da parte di alcuni che hanno ritenuto, e ritengono, che avere una carica pubblica significa poter fare e disfare a proprio tornaconto. Significa poter beneficiare di trattamenti privilegiati, di disporre della cosa pubblica come privata, di ritenersi in diritto di applicare liberamente e sfacciatamente il nepotismo e di trovare agli “amici” un posto sicuro. Molti trombati delle elezioni, guarda caso, il popolino se li ritrova ben comodi su qualche altra poltrona con un incarico ben pagato.

Questo scorretto modo di operare riguarda solo i politici? Purtroppo no, infatti, anche tra il popolino ci sono tutta una serie di stratagemmi truffaldini. Faccio due esempi per capirci, lo scandalo dei falsi invalidi, o chi, dopo avere timbrato il cartellino di presenza sul lavoro, se ne andava per i fatti propri. Tutto questo comportamento cosa ci vuole dire? Il suggerimento è chiaro, o si comincia davvero a cambiare il vivere sociale, oppure non cambierà proprio nulla, e la situazione politica del paese sarà così perché si vuole così. Il rimedio esiste, basta volerlo applicare, e cioè riconsiderare e riprendere, non solo a parole ma con i fatti, con l’esempio, un modello comportamentale, a ogni livello, personale e sociale, di tutti quei valori morali ed etici che sono alla base e garanzia per un vivere civile degno di una nazione matura e responsabile. Ci si scandalizza di ciò che accade, ed è più che giusto, ma quanto poi siamo disposti, ognuno facendo la propria parte, a cambiare? A rinunciare a un tornaconto, economico o meno, se questo è fatto a danno del prossimo? I politici, chi comunque ha un potere, sono disposti a considerarsi al servizio dei cittadini e non viceversa?

Questo mio sfogo non è una lezione di moralismo, ma è una constatazione che è sotto gli occhi di tutti, se si abbandonano quei forti valori che fanno di un uomo un Uomo, è inevitabile finire in una giungla dove i disvalori diventano punti di riferimento. Un Movimento, in queste ultime elezioni afferma di voler portare una ventata di pulizia, di rinnovamento. Benissimo, lo dimostri con i fatti, con l’esempio. La gente semplice, onesta e che si guadagna da vivere con fatica, ed è ancora la maggioranza per fortuna, si aspetta proprio questo. Tuttavia, a mio avviso, l’operazione riuscirà se le motivazioni affondano le loro radici proprio in quei Valori Etici e Morali che sono indispensabili per un vivere civile e sanamente democratico. Se così non sarà assisteremo ad un ennesimo clamoroso flop. Le altre formazioni politiche? Si decidano a prendere una posizione chiara, abbiano l’umiltà di recitare il mea culpa e dare una decisa virata di timone perché, come diceva saggiamente il mio maestro, chi non cambia resta come prima. E se si resta come prima siamo di nuovo nella melma stagnante. Per cambiare ci vuole coraggio, ma anche una dose di sana umiltà. Per cui, adèss còssa fèmm? Diamoci tutti una mossa e ritorniamo a vivere quei sani valori morali e civili che hanno fatto grande il nostro paese, e sono garanzia certa di un buon governo e di una democrazia davvero a misura della persona. Lasciamo ai nostri posteri un’Italia che possa camminare a testa alta. Questo è quello che auspico e che auguro ai nostri politici, nessuno escluso.

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