Elezioni Regione Lombardia: Svolta a destra

svolta-destra"Basta alzarsi una mattina alle sette e uscire per capire che abbiamo sbagliato tutto".
Sono queste poche parole di Ennio Flaiano che, ieri mattina (di buon'ora ma non alle sette), mi sono venute in mente quando, tra il caffè e il succo d'arancia, ho letto i risultati finali della corsa al Pirellone. Nulla era cambiato: una giunta di centrodestra avevamo prima, una giunta di (centro) destra abbiamo ora.
Non più Formigoni ma Maroni, la Lega sale al comando e il PdL ne diventa alleato. Cambia l'ordine degli addendi ma non il risultato.
Non sentiremo più parlare di vacanze in barca "dove uno paga una cosa, uno un'altra e alla fine c'e' un conguaglio" (con ricevute smarrite) ma del 75% di tasse da trattenere in Lombardia. Non ci sentiremo più sfigati per aver fatto vacanze solitarie e non in gruppo ma parte di una grande e ricca 'macroregione del nord'.
I lombardi hanno, di fatto, deciso di cambiare per mantenersi uguali, sommando ai 17 anni ininterrotti di governo Formigoni altri 5 della nuova giunta.

Non sono bastati, evidentemente, la sessantina di consiglieri della maggioranza (Pdl e Lega) indagati e accusati di peculato per aver usufruito, negli anni, di ingenti rimborsi pubblici per spese folli non legate all'adempimento del proprio servizio, nè il Trota, la Minetti e gli scandali della sanità lombarda, dal crac del San Raffaele alla Fondazione Maugeri. O tutte le altre notizie che hanno riempito i servizi di cronaca di giornali e televisioni negli ultimi 2 anni.
Alla prova del nove il centrodestra ha conservato il suo potere.
E non è possibile spiegare tutto puntando sull'anima politica dell'elettore lombardo, benestante, magari imprenditore, e di conseguenza propenso a votare a destra piuttosto che dall'altra parte. Innanzitutto perchè a Milano, alle ultime amministrative, ha trionfato il candidato di Sel, Giuliano Pisapia, molto più a sinistra dello sfidante di Maroni. E soprattutto perchè la storia dei comunisti che puzzano e mangiano i bambini ce la racconta ormai solo una persona, e sono rimasti in pochi a credergli. In Italia destra e sinistra non significano più niente da un pezzo.

La verità è che le elezioni le vincono i candidati e i programmi e, nel nostro paese, mancando totalmente i secondi, sconfessati un minuto dopo aver vinto, è la faccia da mettere sui manifesti elettorali che diventa l'ago della bilancia. E' il candidato che prende il voto e vince. Lo dimostra da sempre Berlusconi, che quando si spende in prima persona trionfa o contiene i danni.
Il PD, sia in Lombardia che alle nazionali, non è riuscito ad avere ragione di un centrodestra sconvolto dagli scandali e semi morente per la mancanza di un valido rappresentante.
Di Ambrosoli si fatica a ricordare una proposta, una dichiarazione o un qualsiasi commento in tutta la campagna elettorale. Viene difficile ricordarne addirittura la voce. L'immagine che viene in mente è quella di un uomo pacato e sinceramente spaesato. Arrivato lì quasi per sbaglio. E' stata questa pochezza, nonostante agli occhi dei più risultasse una persona credibile e onesta, a consegnare la vittoria alla Lega. Non di certo i voti che il M5S gli avrebbe portato via, come qualcuno, a sinistra, ha provato a far credere. Nel Lazio Zingaretti ha vinto le elezioni con un distacco enorme nonostante il portavoce dei 5 stelle laziale abbia preso più voti della Carcano in Lombardia.
Purtroppo l'elettore italiano ha una memoria molto corta e delle marcate responsabilità ogni volta che si va alle urne e noi non facciamo eccezione. Anche il freddo lombardo, evidentemente, vota più di pancia che di testa. Ma non si può pretendere di risultare validi e credibili solo per il fatto di presentarsi, a parole, come tali. Bisogna dimostrarlo. Ambrosoli non solo non è riuscito a mostrarsi come il meglio per la Lombardia, ma neppure come il meno peggio. E non era un'impresa improba o titanica.
Ieri mattina ci siamo svegliati e, uscendo, abbiamo capito, se non di aver sbagliato tutto, di avere di nuovo, colpevolmente, rimandato il cambiamento. Nessuno escluso.

Questo sito utilizza cookie proprietari e di terze parti per migliorare i propri servizi. Continuando accetti tale utilizzo.