Milan - Lazio 2013: chi l'avrebbe detto?

milan teamChi l’avrebbe detto? Chi l’avrebbe detto che saremmo usciti dal terribile trittico Barça-derby-Lazio con due vittorie e un pareggio (quest’ultimo in un match dominato in largo e in lungo), 6 gol all’attivo e la porta di Abbiati trafitta in una sola occasione (con il portiere rossonero a lungo inoperoso)?

Chi l’avrebbe detto che a inizio marzo ci saremmo trovati al 3° posto in campionato e che saremmo andati al Camp Nou a giocarci l’accesso ai quarti di Champions con 2 gol di vantaggio?

Chi l’avrebbe detto che Acciughino Allegri sarebbe rimasto sulla panchina rossonera tutta la stagione, guidando la squadra al riscatto?

L’atteso sorpasso sulla Lazio è avvenuto ieri sera con una partita splendida, a tratti entusiasmante. Il Milan ha cominciato da subito col piede giusto, sfiorando il gol a ripetizione con El Shaarawy (letteralmente scatenato), supportato da un gioco molto fluido di tutta la squadra e devastante sul binario sinistro (De Sciglio praticamente ala aggiunta e Montolivo a dirigere l’orchestra nella posizione di mezz’ala sinistra). Su Mattia non aggiungo altro, altrimenti corro il rischio di essere ripetitivo.

Tra occasioni fallite e pasticci dei sei-dico-sei arbitri in campo (rigori e mezzi rigori non dati al Milan ed espulsione troppo severa del laziale Candreva), il gol è arrivato solo al 40° pt grazie a un’ottima incursione di Abate (ormai recuperato ai livelli dell’annata-scudetto) il cui tiro respinto da Marchetti è stato ribadito in porta da Pazzini.  Bravo l’ex interista (sottolineo, l’ex interista), oggi al centro dell’attacco al posto di Balotelli infortunato, capace a differenza di quest’ultimo di non addormentarsi sul più bello (v.  derby). Il raddoppio solo quattro minuti dopo: colpo di testa di Pazzini respinto miracolosamente da Marchetti, sulla cui ribattuta Big Bang Boateng si è fiondato come un falco per il 2-0.

Con la Lazio tramortita e in dieci uomini, il secondo tempo si è rivelato un passeggiata. Il Milan dapprima ha reso più rotondo il risultato con un bellissimo tiro da fuori di un Pazzo in serata di grazia e poi controllato la partita senza patemi. Spazio anche per l’esordio di Zaccardo e per Niang, che ha colto da par suo una traversa nel finale. Poco prima il Faraone a tu per tu con Marchetti aveva fallito il poker. La sua rimane una grande prestazione: decisivo anche senza gol e questo la dice tutta sulle doti del ragazzo.

L’inverno sta per finire, il piccolo miracolo è avvenuto. Abbiamo raddrizzato una stagione partita in maniera quasi drammatica. Bravo Allegri, il merito è in gran parte suo. L’appetito vien però mangiando e ora bisogna darsi da fare per raggiungere gli obiettivi: a questo punto si tratta di mantenere il terzo posto e di giocarci la Champions “da Milan”, poi poco importa se l’avventura dovesse fermarsi in terra catalana o proseguire in qualche altro angolo d’Europa (o d’Italia). Le condizioni psicofisiche sono ottimali (speriamo che durino e di non pagare più avanti lo sforzo della rincorsa). L’entusiasmo c’è, dato dal giusto mix di giovani con la testa da veterani e di vecchi con lo spirito da ragazzini.

La fame pure.

L’umore dei tifosi si sta evolvendo di conseguenza: è come se dopo averci costretto ad ascoltare per mesi Gigi D’Alessio, nel jukebox del calcio avessero selezionato di colpo un pezzo dei Guns N’ Roses…

Se dovesse andare male ci sarà delusione, come è ovvio, ma con una inaspettata fiducia nel futuro grazie ai nuovi eroi che ci stanno facendo vivere uno splendido anticipo di primavera.

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