Habemus papam: Francesco

papa Francesco

Non uno dei più favoriti, Jorge Mario Bergoglio, un papa che viene dall’America del Sud, quell’America meno ricca, meno famosa, dove la storia ci racconta che il periodo post colonizzazione non è stato per niente facile.

Un papa con un cognome italiano, un gesuita, un papa che ha deciso di chiamarsi Francesco, forse per indicare a questo mondo di oggi un po’ folle, un po’ pieno di chimere superficiali e leggere, che bisogna tornare a guardarsi dentro e riscoprire i valori veri della vita.
La piazza stasera era emozionante e la fumata bianca ancora prima di sapere…. ha innescato gioia, forse quella di cui abbiamo bisogno è questo la speranza, la speranza al di là di un credo religioso, la speranza che ce la possiamo fare.
E’ inutile negare che la vicenda politica italiana, sullo sfondo a questi eccezionali avvenimenti (un papa tutt’oggi vivente vede l’elezione del suo successore) ci deve far riflettere.
Il nome che il nuovo Papa ha scelto è Francesco è tutto un programma, il modo con un simpatico “Buona Sera” con cui si è presentato ci ha fatto capire il rapporto che intende avere con noi.
Mi piace questo Papa che per prima cosa ha ricordato Benedetto, che ha salutato Roma e che alla fine ha richiesto il microfono per dire “Ci vedremo presto”.
Se “Il buon giorno si vede dal mattino”, il mattino di questo nuovo Papato ci fa ben sperare.

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