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Blue Whale Noise: l’anima s’infrange sugli scogli dei desideri

bwnÈ una domenica d’acquitrino, quella che cade il giorno di San Patrizio, patrono degli irlandesi.  Allo Speakeasy di Rozzano, club ARCI, si tiene la XII eliminatoria di “Emergenza Festival”, il più grande contest al mondo per band emergenti. Sul palco si alternano diversi gruppi con stili eterogenei e personali modi d’interpretare la musica. Sono 7 in tutto, con uno special guest che giunge dall'edizione torinese a chiudere la serata.

L’evento coinvolge in tutto 9 città italiane e la tappa che si tiene a Milano è ospitata appunto allo Speakeasy di Rozzano. Un progetto che viene descritto come il più grande concorso al mondo perché si tiene in contemporanea in più di trenta paesi diversi fra cui Canada, Giappone e Australia. L’organizzazione di Emergenza Festival offre inoltre l’occasione di dare visibilità ai gruppi invitando i vincitori delle singole eliminatorie nelle altre città italiane dove sono ancora in corso le manifestazioni.

Alla XII eliminatoria tenutasi a Milano, si sono aggiudicati il secondo posto una band dal nome e fascino tutto particolare, i “Blue Whale Noise”. Cercando di avvicinarli dopo la performance, intrigato dal nome e dalla loro musica riesco a farmi rilasciare una breve intervista.

La band è assai numerosa, otto componenti in tutto: due chitarre (Bernardo Visigalli e Tommaso Terzini), basso (Alberto Scalmani), batteria (Alberto Napoli), tastiera (Andrea Dellagioia), sax contralto (Tommaso Bersani), voce maschile (Lorenzo Pozzi) e voce femminile (Angelica Binetti). Ma è proprio il sovrannumero degli elementi rispetto ad una classica rock band che conferisce al gruppo la possibilità di esprimere una musica più completa: un sound che prima irrompe nella dimensione, l’avvolge e infine se ne impadronisce stravolgendone le regole.

Alberto Scalmani, bassista di grande talento e con esperienza musicale nel nuovo continente (invitato a suonare a New York con i “Mary Keey”), mi racconta come, un gruppo così decentrato rispetto ai tradizionali generi musicali, si identifica nel panorama della musica. “Rispecchiamo l’originalità del crossover degli anni ’90, un genere che tende costantemente a sperimentare, a mischiare e mettere in pratica l’immaginazione. Non fermandosi mai alla prima idea, ma mettendo sempre in gioco la voglia di creare qualcosa di nuovo.”

È un’essenza eclettica, dove si scontrano e si confrontano i diversi desideri musicali: da questa tempesta si origina l’autenticità del sound inteso come una vera miscela articolata musicalmente con diversi stili. E la complessità artistica che si ritrova nei brani originali, due su tutti “Subzero” e “Kamikaze”, riesce a rispecchiare nel modo più completo l’anima del gruppo: uno spirito conteso fra otto elementi animati da diverse tendenze e preferenze musicali.

Essendo tuttavia un gruppo emergente, c’è ancora molto da lavorare. L’introduzione dell’uso dei sintetizzatori ha contribuito ad innovare e maturare l’identità musicale della “Balena Blu”, conferendole un suono più mistico. L’impatto sul palcoscenico invece, è stato un po’ timido, probabilmente a causa della gamba rotta del cantante, Lorenzo Pozzi, che nonostante il gesso non si è tirato indietro.

Quindi, aggiudicato il secondo posto nella XII eliminatoria di Milano, i “Blue Whale Noise” saranno protagonisti, insieme alle altre band qualificate, alla fase successiva di “Emergenza Festival”, quando a Maggio saliranno sul palco del “Tunnel” di Milano. Nel frattempo, rimangono un gruppo da tenere sott’occhio, da lasciare esprimere al meglio e apprezzando, soprattutto, la loro passione per qualcosa di così autentico come la musica.

Ivan Potapov

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