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DANDELION IN TRIENNALE DI SIMONE D'AURIA

DANDELIONAd aprire la tua esposizione in occasione della Settimana del Design, la Triennale di Milano ha scelto di collocare il grande sistema illuminante di Simone D'Auria: il Dandelion.

Il Dandelion o, ai più conosciuto con il nome di "soffione" o Dente di Leone, è il fiore che forse più di tutti rappresenta la libertà e la felicità. Da piccolini li raccoglievamo nel giardino di casa o lungo la strada, pensavamo ad un desiderio e poi soffiavamo con quanta più aria avessimo nei polmoni per farne volare via tutti i pistilli così che i nostri desideri potessero avverarsi, un po' come il "m'ama, non m'ama" delle margherite. Come succede anche per gli altri fiori, il soffione rappresenta da un lato l'attaccamento verso la terra e le proprie radici, dall'alto la volatilità dei suoi pistilli ne va a raccontare la parte più libertina che vorrebbe librarsi nell'aria e andar via lontano.

Nell'opera di D'Auria, realizzata da BMA, il Dandelion va ad ergersi solitario, a simbolo della forza che guida gli animi oltre che completamente fuori scala, all'ingresso della Triennale di Milano: quasi si trattasse di un eroe contemporaneo pronto a sconfiggere il buio dei tempi di crisi illuminando il proprio futuro grazie alla forza interiore e alla condivisione di idee.Dandelion formato intero

La struttura vede una base quadrata sulla quale sono collocati pannelli ad energia solare che permettono al Dandelion di illuminarsi producedosi da solo l'energia necessaria. Uno stelo in acciaio inox lucido sostiene la parte illuminante del fiore costituita da fili in policarbonato luminoso che vanno ad accogliere all'estremità i led light, che ne donano un'illuminazione di tipo puntiforme.

Insomma, tutti pronti a pensare al proprio desiderio che, visti i suoi 450 cm d'altezza, può essere bello grande e via a soffiar fuori tutta l'aria dai polmoni: male che vada si rivelerà, comunque, essere un ottimo modo per allentare lo stress e ricordarci di respirare.

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