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Una città nella città: il Monumentale di Milano

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La prima impressione che si prova a varcare, in un pomeriggio di primavera come questo, il portone del cimitero Monumentale di Milano, a pochi passi da porta Nuova, è quella di trovarsi in una città nella città, con una incredibile varietà di stili e tradizioni apparenti a varie epoche.
E’ proprio per questo che chi dovrebbe comprendere la varie anime di Milano non dovrebbe lasciarsi sfuggire l’occasione di fare due passi qui.
Inaugurato nel 1866 a partire da un progetto dell’architetto Carlo Maciachini, il Monumentale nasce dall’esigenza di onorare il passato di Milano e degli uomini che l’hanno segnata ed aiutata, oltre ad esprimere la varietà e l’apertura culturale della città.
Come dimostrano, al lati del Famedio, le due aree riservate alla sepoltura degli Ebrei milanesi e quella dedicata a tutti i cittadini acattolici, mentre il suo tempio crematorio è stato il primo a funzionare in Italia e uno dei primi in Europa.
Nel Famedio troviamo tutti i patrioti che hanno fatto grande l’Italia e Milano come Carlo Tenca, Cesare Correnti, Carlo Cattaneo, che anche se era diventato deputato del Parlamento Italiano dopo l’Unità d’Italia, rifiutò per non giurare fedeltà ai Savoia che vedeva lontani dal suo ideale democratico.
Ma ci sono anche personalità meno note ma sempre affascinanti, Antonio Beretta, il primo sindaco di Milano dopo l’Unità d’Italia e Carlo De’ Cristoforis, patriota che prese parte a tutti i moti antiaustriaci, morendo a 34 anni come semplice capitano sulla linea del fuoco.
Nel Famedio trovano posto anche numerosi artisti e sportivi, Francesco Hayez, il pittore de Il Bacio, Giorgio Gaber, Dullio Loi, il puglie imbattibile sul ring ma sconfitto dalla vita, Giuseppe Meazza, il simbolo del calcio di una volta, Ambrogio Fogar, che non si arrese neanche di fronte alla paralisi, Guido Crepax, il creatore di Valentina e Alda Merini, la poetessa che conobbe il mondo degli istituti per i malati di mente.
Ma oltre il Famedio è nelle zone esterne che il Monumentale sorprende, con statue ed edicole di ogni genere e stile artistico, come la statua di Maria Beruccini scolpita da Piero da Verona oppure lo scheletrico Monumento ai Caduti progettato nel 1945 dallo studio BBPR, mentre più in là commuove l’edicola dedicata a Isabella Casati, la giovane sposa del barone Gianluigi Casati, morta nel 1889 a solo 24 anni.

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