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HIROSHI ONO: un designer tutto da scoprire

guzzini lavazzaUna volta si diceva che l’ossessione dell’architetto fosse la sedia. Poi è arrivato il designer, che di sedie ne ha disegnate fin troppe, e poi c’è chi, come Hiroshi Ono, preferisce alla seduta le macchine da caffè e i televisori.

Nel suo studio di Corso Vercelli a Milano la passione per questo universo è tangibile. In bella mostra campeggiano i mock-up dei suoi più celebri modelli, quasi tutti di un colore rosso intenso, ma anche macchine funzionanti, come l’elegante “Single” disegnata per Guzzini nel 2010, i modelli Lavazza e varie altre, mai stanche di preparare caffè.

Hiroshi Ono rappresenta una figura completa e quasi anomala nel panorama del design milanese. Il suo lavoro non si esaurisce al concept design perchè ogni intuizione creativa si trasforma in un progetto completo e disegnato in tutte le sue parti. Questa capacità di ingegnerizzare il prodotto rende più snello e agevole il rapporto con i clienti, alcuni dei quali si affidano da anni alla sua creatività, sin da quando, nel 1999 fonda Happy design (www.happydesign.it).hiroshi ono

I primi contatti con Milano risalgono al 1993: dopo la Laurea in Design e Urbanistica conseguita in Giappone nella città di Nagoya, si trasferisce nel capoluogo lombardo, affascinato da Alessandro Mendini, Sottsas e dall’esperienza del gruppo Memphis. Non è un caso che abbia iniziato la sua carriera con uno dei fondatori di Memphis: George J.Sowden titolare dello studio di cui per un periodo è stato socio.

Alla fine degli anni ‘90 intraprende la strada indipendente e dà vita a una lunga serie di nuovi progetti, che portano la sua inconfondibile firma, fatta da uno stile ironico e mai forzatamente minimalista. Oggi Hiroshi è una persona dall’imprinting internazionale, non fosse altro per il suo lavoro e per i numerosi giovani provenienti da tutto il mondo, che negli ultimi tempi hanno scelto di fare un’esperienza formativa nel suo studio. Molti di questi ex allievi spesso ritornano nella sempre affollata Corso Vercelli e si fermano a gustare un caffè da quell’ amico che parla poco ma trasmette tanto.

Noi lo abbiamo incontrato e gli abbiamo fatto alcune domande:

G.T-  Hiroshi, cosa vuol dire per te essere designer?

H.O- Per me il designer è come l’organizzatore di uno spettacolo, deve provvedere a tutto ma non deve essere lui il protagonista. Quando si progetta per un cliente, più che esprimere le proprie doti artistiche, devi essere in grado di recepire e tradurre in atto le sue esigenze, in un clima di piena collaborazione. Senza questa capacità un progetto non può avviarsi sulla strada giusta.

G.T- Descrivici in breve il tuo modo di lavorare.

H.O- Quando progetto qualcosa realizzo pochi schizzi per visualizzare l’idea che ho in mente, poi passo subito al 3D, per capire, analizzare a fondo e quindi risolvere l’aspetto meccanico e funzionale.  Una buona analisi aiuta a sviluppare bene l’idea di partenza. E’ in questa fase che si gioca la partita di un buon progetto. Non so come mai ma nella maggior parte dei casi io disegno prodotti complessi, quindi tutte le componenti devono stare al loro posto, in un ingombro ben definito. Il design è un processo fatto di vincoli, d'altronde se non hai vincoli puoi fare tutto…e niente.ITV tonino lamborghini

G.T- Qundi in te prevale solo l’aspetto tecnico o c’è anche una componente creativa?

H.O- Quando sono libero dai vincoli di un cliente posso disegnare anche le “nuvole”. Un designer deve sempre avere una grande fantasia ed immaginazione. Per questo, con l’amico e collega Lorenzo Gecchelin  ho creato “GO DESIGN”, un gruppo di lavoro composto da giovani designer e architetti con i quali ci divertiamo a lavorare su idee e temi scelti da noi per dare vita a progetti e ricerche sperimentali.

G.T- Quale pensi sarà il ruolo del designer nel futuro?

H.O-Ho letto un articolo in cui si diceva che i miei oggetti avessero un effetto positivo sulle persone, quasi terapeutico. Sono molto contento di questa definizione. Ebbene penso che anche in futuro il compito del deisgner rimarrà lo stesso di oggi: inventare e creare cose nuove e belle, capaci  di trasmettere gioia e simpatia. In generale  non ci sarà una sola  tendenza ma il design sarà sempre più sfaccettato e riguarderà moltissimi settori.

G.T- In un progetto quale di questi fattori ritieni più significativo: forma, colore, materiali?

H.O- Il materiale è un aspetto molto importante perchè determina l’essenza stessa dell’oggetto, mentre la forma è influenzata dal gusto delle persone. Per quanto riguarda il colore, se dipendesse da me, sceglierei sempre “nerazzurro”.

Grazie ad Hiroshi per la sua disponibilità.

                                                                                                                                                                                  Giuseppe Tucci

 

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