Teatro Frigia 5

teatro frigia 5 milanoSe cercate un luogo raccolto quanto basta per farvi respirare un’atmosfera informale di cordiale familiarità, il Teatro Frigia Cinque è ciò fa per voi (beh, l’indirizzo è facilmente intuibile!). Nato solo sette anni  fa per volontà dell’associazione Quinte di Carta fondata nel 1998 da Stefano Fiorentino e Santino Preti sopravvive con coraggio affrontando l’intemperie culturale del desolante panorama italiano che ormai  affida la cultura e la sua diffusione alla buona volontà degli operatori più che alle istituzioni che dovrebbero farsene carico.

Un vero spazio underground, dove gli spettatori (solo poche decine) siedono  su semplici sedie gli uni accanto all’altro come in un’assemblea un poco affollata  o trovano spazio su cuscini, tutti comunque vicini, vicinissimi agli attori. In un certo senso il pubblico è quasi “costretto” alla comunicazione, ma l’annullamento delle distanze sociali lontano dall’essere fastidioso è in realtà anticipazione della profonda interazione che è la cifra stilistica del Teatro Frigia. Questa volontà di stimolare una partecipazione attiva continua infatti alla fine di ogni spettacolo, quando il pubblico presente è invitato a uno scambio di opinioni direttamente con i protagonisti sorseggiando del conviviale vino naturalmente offerto dalla produzione! L’associazione è alla continua ricerca di giovani artisti emergenti che potranno usufruire delle strutture che il teatro mette a disposizione per tutte le fasi della elaborazione di uno spettacolo.

Le sale possono anche ospitare presentazione di corti, laboratori e incontri che vertono su specifici temi teatrali e cinematografici. Uno spazio polifunzionale, dunque, che pone al centro l’arte di comunicare e di unire, affrontando senza sosta la sfida dello sperimentalismo e le difficoltà dall’autofinanziamento.

Per saperne di più vi consiglio di visitare il sito www.quintedicarta.it e di iscrivervi alla newsletter per esser aggiornati sulle rappresentazioni teatrali in corso di svolgimento. Personalmente conto di ritornarci dopo esserci stata la prima volta un annetto fa per assistere a uno spettacolo che univa la recitazione alla musica di una cover band dei Beatles ( Band on the Roof Tribute to Paul McCartney and The Beatles per chi fosse interessato) e ho trovato che l’iniziale spartanità dell’ambiente fosse in realtà volontà di esaltazione dell’arte teatrale: sentire, infatti, così vicino il rumore dei passi degli attori, quasi il loro respiro prima di emettere il suono delle parole significa partecipare alla spettacolo da una prospettiva inedita.

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