Pensieri costretti nelle righe di Whatsapp

abstract fluidsNon sono mai stata brava con le relazioni e temo sia un problema di giochi e personalità. La mia storia più lunga e sana l'ho avuta al liceo, lui é proprio un bravo ragazzo e ero felice. Poi un giorno per una cretinata ho perso la fiducia in lui e addio, é stato impossibile recuperare, é come se tutto quell'amore dentro si fosse spento in un solo momento e puff, sparito. Al liceo, davvero troppi anni fa. Ho avuto altri amori di diversa intensità e durata ma nulla che oggi mi faccia essere la felice signora di qualcuno.

Ad esempio, avete presente quando gli amici, tutti così bravi a dispensare consigli sulle questioni degli altri, vi spiegano che non si può dar un bacio la prima sera (ebbene si, è ancora un bacio, siamo della vecchia scuola noi!), che deve esser lui a richiamare, però non troppo presto o sarà uno che si appiccica, ma nemmeno troppo tardi o vorrà dire che non gli importa davvero nulla di voi? Ecco, io queste cose proprio non le so fare. Adoro i miei amici quando me le spiegano, con tanta pazienza nonostante i precedenti tentativi falliti, vedere cosa dovrei fare e poi arrivare sempre al punto di far con la mia testolina strana affermando "io sono così, meglio si sappia subito", preferisco le persone siano consce a cosa vanno incontro quando scelgono me. 
Scegliere me significa che per me, se hai voglia di chiamarmi e invece aspetti, sei un pirla, che se dici blu è perché davvero vuoi dire blu e io capirò blu, che non dovrai lottare con l'orgoglio, io credo mi hanno fatta priva e non ho paura a dimostrarlo (facilitando di molto il lavoro a chi ho di fronte), che sono conscia che potenzialmente potrebbe non esserci un domani e non vorrei perdere tempo dietro a pro-forma inutili ma vivere tutto e subito. 
Scegliere me significa per te che se ho voglia di chiamarti mi piace l'idea di poterlo fare quando voglio (e questo non significa che lo farò, tranquillo), che se dico blu sai che intendo blu e mi piacerebbe tu capissi blu, che adorerò farti sentire speciale ogni giorno ma tu, ti prego, cogli la differenza che ho nel guardarti rispetto agli altri e lasciami libera di essere me stessa senza mettermi continuamente in discussione o usare il tuo traduttore per codificare i miei pensieri. Ti dirò io esattamente quello che penso senza bisogno di ingannarti, ti prego smettila di andar oltre le mie parole e trarre conclusioni da solo: il mondo è fatto di persone e è normale ne incontri moltissime ogni giorno, che magari mi troverò in situazioni strane (e in questo sono bravissima!) ma se ho scelto te ho scelto te. Mi piacerebbe potessi vedere tutto dai miei occhi: é la differenza tra guardare e vedere, tra te e gli altri.
Negli ultimi tre anni ho fatto davvero molta fatica nello scegliere qualcuno, quando lo faccio ci metto tutto quello che posso. Mi piace corteggiare e essere corteggiata, mi piace che mi sia riconosciuto il giusto valore che ho. Due anni fa ero a New York in un club, quando un ragazzo salì dal pubblico per dedicare una canzone alla sua ragazza. Quella sera le parole di una canzone così sentite per una persona vera mi hanno fatto venir i brividi e pensare che non mi accontenterò mai più di qualcosa meno di quello: "when i see your face, there's not a thing i would change, cause you're amazing just the way your are." Penso non ci sia cosa più bella di chi non vuole cambiarti ma che ti vuole bene per quello che sei nonostante i nei o i brufoli, così come decidere di cambiarsi da soli, smussare gli angoli per combaciare meglio con l'altro. 
Soprattutto ora, ora che lui me l'ha fatto notare, mi rendo conto di quanto io sia sempre sul piede di guerra, più attenta a rispondere a tono per non passar in posizione di svantaggio che a sentire che magari sto leggendo nel modo sbagliato ciò che mi viene detto. Forse perchè la realtà è che so che quella è esattamente la mia posizione nei suoi confronti e cerco di proteggermi: le rassicurazioni da parte sua sono ben poche e questo basta per vedermi sempre con gli artigli tesi. Basterebbe una carezza, credo, ma invece devo continuare a cercare dentro di me una forza di continuar a sbattere contro lo stesso muro e temo di star facendolo nel modo sbagliato. Insegnami qual'è il modo giusto, parlami. La cosa che mi mette più in difficoltà è la mancanza di certezze anche in me stessa e in quello che sento, è tutto così terribilmente irrazionale che per me è più semplice pensare che tu sia un cretino, piuttosto che la cosa bella che il mio istinto sente.
Com'è difficile il mondo delle relazioni, come lo è iniziare da capo con chi non conosci e ti rendi conto esser così diverso da te. Mi vergogno un po' ad ammettere quante volte io l'abbia sognato, quante volte ho immaginato di mettermi con i piedi in cima ai suoi e protendermi il più possibile, con il mento verso l'alto per avvicinarmi al suo metro e novanta, appesa al suo collo. Quante volte quel pensiero di lui sia stato un riparo dal mondo: lui così irraggiungibile, un pensiero bello verso cui protrarmi per non farmi toccare dalla vita vera. Ora lui è quasi vita vera e io sono così confusa ma con la necessità di una sicurezza assurda per poterci capire qualcosa, per dargli delle motivazioni più possibile valide, così da poter andar a vedere insieme quanto ci sia di reale.
Scusatemi ora, prendo la conclusione per parlare direttamente a lui.
 
Perdonami ma tutti questi miei pensieri non potevano esser costretti nelle righe di Whatsapp, io ci sto stretta lì dentro. È così facile capirsi male, figurati tramite poche parole con la responsabilità di costringere grandi pensieri. Non ci conosciamo e questo rende tutto più difficile: non so come sono i tuoi toni, tu non conosci i miei, io ti ho cercato e ho interesse ad avvicinarti, tu ti ci sei trovato in mezzo, io mi sto mettendo in gioco più di quanto non faccia da troppo tempo e è un attimo che mi ritraggo. Tu non sei un obbiettivo, ma un regalo irrazionalmente bello, regalo che mi hai fatto il giorno che hai capito ogni dettaglio del mio messaggio e mi hai cercata. In quell'istante mi sono sentita così sicura di quello che avevo provato, mi avevi dato una conferma di ciò che pensavo di te; a distanza di un mese, sono sincera, lo sono un po' meno ma non per questo meno desiderosa di avvicinarmi a te. Nonostante questo però, come ogni qualsiasi tipo di relazione, ha bisogno di due interlocutori: non posso dirti le cose e esser sempre capita male, non posso aver davvero un'opportunità se non me la dai fino in fondo e ti prego smettila di dir che non ti importa di niente e nessuno, non è un gran incentivo nè deterrente. Da parte mia quello che ti prometto è di continuar ad aver la pazienza di aspettare e non farci più nemmeno una battuta a proposito, di aiutarti a smetter di pensare male di me non parlandoti più di altri uomini, nemmeno di mio fratello e di lasciarti stare se tu ora me lo chiederai. Scusa ma avevo bisogno di chiedertelo di nuovo, a bocce ferme.
Ti auguro una splendida giornata, speriamo smetta di piovere.
 

Questo sito utilizza cookie proprietari e di terze parti per migliorare i propri servizi. Continuando accetti tale utilizzo.