Spesa lowcost a Milano

discount-lowcostIn periodo di crisi, ieri come oggi, è sempre più necessario spendere il proprio denaro con la testa. A darci una mano a contenere le uscite del bilancio familiare e in particolar modo la voce più difficile da ridurre, sono alcune indicazioni di Altroconsumo.

Esistono molti accorgimenti che consentono di comprare ciò che serve per l’alimentazione e la casa, evitando il brivido di paura alla cassa e, non dimentichiamolo, tenendo come punto saldo la qualità.lowcost
Il principio che sta alla base del titolo di Miglior Acquisto che Altroconsumo assegna a uno o più prodotti alla fine di ogni test comparativo, che si tratti dell'ultimo modello di tv o di conseve di pomodoro, è che a un buon prezzo deve accompagnarsi una buona qualità. Spesso infatti spendere di più non garantisce affatto l’acquisto di prodotti migliori.
La qualità è un requisito fondamentale, se questa è presente, tutto il resto non conta: confezionamento, pubblicità, presentazione non devono influenzare la scelta.

Discount: campioni di convenienza

Altroconsumo esegue annualmente un’inchiesta a tappeto in più di 40 città italiane in cui si visitano oltre 600 punti vendita della grande distribuzione: supermercati, ipermercati, hard discount.
Lo scopo è quello di verificare l’andamento dei prezzi, la differenze tra una città e l’altra, ma soprattutto, all’interno della stessa città, i risparmi che si potrebbero conseguire scegliendo il punto vendita più conveniente.
È una fotografia della situazione sui prezzi dei beni di prima necessità che consente di sfatare luoghi comuni ed evidenziare i buoni esempi, quelli in cui la concorrenza funziona davvero a favore del consumatore.

Negli ultimi anni si è constatato che le distanze in termini di convenienza tra i discount e alcune insegne di super e ipermercati per i prezzi praticati sui prodotti più economici si stanno accorciando.
Sta insomma avvenendo ciò che è più auspicabile per i consumatori: la presenza di una rete di punti vendita focalizzati sui prezzi bassi induce anche gli altri attori della grande distribuzione a offrire un’ampia scelta di prodotti economici, così tutti ci guadagnano.

 

Promozioni: quando convengono davvero

Sono la gioia di chi ama i prodotti di marca ma li trova inesorabilmente sempre più cari. Le promozioni, presenti a rotazione su una serie di prodotti nei vari punti vendita, promettono ai consumatori di fare affari comprando gli articoli migliori a prezzi vantaggiosi. È naturale che la prospettiva sia allettante, e infatti capita spesso di arrivare al supermercato quando molti dei prodotti in promozione sono già stati spazzati via da chi ci ha preceduto. Ma ha senso questa corsa ad accaparrarsi il prodotto in offerta? O meglio, fare acquisti in promozione conviene davvero?
In genere le vendite promozionali riguardano articoli di marca che sono mediamente più cari rispetto ai prodotti a marca commerciale o primo prezzo.
Comprando questi prodotti in promozione è possibile risparmiare in media circa il 18% sul loro prezzo pieno. Ma le promozioni sono frutto di trattative tra le insegne della grande distribuzione e i produttori dei beni. È quindi possibile che lo stesso prodotto in offerta, che sembra così conveniente nel nostro supermercato, sia presente abitualmente a un prezzo altrettanto basso altrove.

Non va  mai dimenticato che per confrontare i prezzi dei prodotti tra loro bisogna prendere come riferimento il prezzo al chilo o al litro e non quello a confezione. Solo così è possibile valutare la convenienza di un acquisto, anche in promozione. Ma allora vale la pena comprare i prodotti in offerta oppure no? Potremmo concludere
che per i tipi abitudinari, che non abbandonano il proprio punto vendita di riferimento e che prediligono i prodotti di marca, acquistare gli articoli quando sono in promozione è senz’altro conveniente.
Non ha senso invece saltabeccare da un supermercato all’altro a caccia dell’offerta. Quello che bisognerebbe fare per ottenere risparmi consistenti nell’arco dell’intero anno è piuttosto individuare il punto vendita globalmente più conveniente e affezionarsi a quello.

Mercati rionali: occhio a prezzi e peso

Se i negozi di frutta e verdura espongono spesso prezzi inavvicinabili, chi decide di fare la spesa in un mercatomercato milano rionale lo fa sperando di risparmiare qualcosa. Una recente inchiesta svolta da Altroconsumo nei mercati coperti e scoperti, fissi e settimanali di 7 grandi città italiane, con acquisti fatti in 85 bancarelle, ha dimostrato che spesso fuori dal negozio regna una certa approssimazione nell’esposizione dei prezzi, nella loro reale applicazione, nel riempimento dei sacchetti. È generalmente vero che la frutta e la verdura costano meno alla bancarella che al supermercato o dal fruttivendolo sotto casa, sia pure con fl uttuazioni stagionali, ma rimane aperta la questione sulla trasparenza: i prezzi non sempre sono esposti in maniera chiara come la legge impone, e a volte può anche capitare che venga applicato un prezzo più alto di quello esposto. Chi vende al mercato, poi, tende sempre a esagerare con il peso, perché magari non ha un magazzino in cui alloggiare le rimanenze e vuole cercare di vendere tutta la merce in giornata. Soprattutto a Roma ci si può ritrovare anche con il 15% di peso in più non richiesto, ma fatto pagare fino all’ultimo grammo.


Farmers’ market: la filiera si fa corta

Un italiano su due (52%) ha acquistato almeno una volta direttamente dal produttore agricolo, la forma di distribuzione commerciale che ha registrato la maggiore crescita nel 2008, con un incremento dell’8% del valore delle vendite, realizzando un totale stimato in 2,7 miliardi di euro e battendo nel settore alimentare negozi (-1,3%) e ipermercati  (+1,8%). È quanto emerge dal Rapporto sugli acquisti dei prodotti alimentari direttamente dalle imprese agricole, realizzato da Coldiretti/Agri2000 e presentato alla fi ne del 2008. Tra le motivazioni di questo tipo di acquisto ci sono la genuinità (63%), il gusto (39%) e ovviamente il risparmio (28%). La voglia di comprare direttamente dal produttore è in aumento, e l’88% degli intervistati ha dichiarato che si recherebbe in un farmers’ market se ce ne fosse uno nella propria zona.
È un fenomeno recente ma in grande espansione quello dei mercatini dei contadini, allestiti periodicamente nelle piazze cittadine, in cui i coltivatori portano i prodotti delle proprie aziende agricole  (frutta, verdura, formaggi, salumi, vino…) e li vendono direttamente ai consumatori.
È una delle varie realtà della filiera corta, in cui produttore e consumatore hanno un rapporto diretto e si azzerano i costi (e gli impatti) di imballaggio, trasporto e distribuzione.
Questo comporta un ritorno al consumo dei prodotti locali, dal momento che a vendere le loro merci sono produttori della zona, che non hanno dovuto fare molta strada per allestire i loro banchetti.
Scegliendo bene si può risparmiare, garantendosi prodotti di buona qualità.

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