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Collezione Netter a Palazzo Reale: un’occasione da non perdere

Ecco il quartiere che per i pittori e i poeti è divenuto quello che Montmartre era per loro quindici anni fa, un quartiere di pazzoidi” scriveva Apollinaire su Montparnasse, quartiere di Parigi che nel Novecento fu reso famoso da artisti del calibro di Modigliani, Soutine, Utrillo, Suzanne Valadon, Kisling.
 
Dal 21 febbraio è in corso a Palazzo Reale la mostra “Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter” che ospita oltre 120 opere che permettono di ricostruire il percorso degli  artisti che vissero a Parigi nel quartiere di Montparnasse e che hanno come filo conduttore il collezionista Jonas Netter (1867-1946), mecenate per merito del quale molti artisti sono riusciti a mantenersi e a lavorare.
 
Primo fra tutti Amedeo Modigliani (1884-1920) che in cambio della realizzazione di “non meno di dodici tele al mese” ottenne uno stipendio fisso. Quella di Netter con Modigliani fu una scommessa, perché, anche se il suo entourage non approvava i dipinti del giovane italiano e i suoi nudi davano scandalo, egli amava le opere di Modigliani.
 
A Modigliani seguirono Soutine, Utrillo e Kisling. Opera dopo opera la collezione di Netter prese corpo diventando il racconto di un’epoca, di quegli anni folli parigini fatti dei ritratti di Modì (i visi di Zborowski, Soutine, della compagna Jeanne Hébuterne), delle vedute del periodo bianco di Maurice Utrillo, delle tele di Kisling (tra cui il ritratto di Netter), ma anche dei lavori di Derain e Hayden. Tutte opere che Netter riusciva ad acquisire grazie al polacco Léopold Zborowski, mercante d’arte e poeta.
 
La mostra a Palazzo Reale, che si protrarrà fino all’8 settembre, mette a confronto tutti i capolavori acquistati nell’arco della sua vita da Netter e rispecchiano il periodo bohémien della storia dell’arte. Un periodo in cui,come scrive il curatore Marc Restellini “questi spiriti tormentati” si esprimono “in una pittura che si nutre di disperazione. In definitiva, la loro arte non è polacca, bulgara, russa, italiana o francese, ma assolutamente originale; semplicemente, è a Parigi che tutti hanno trovato i mezzi espressivi che meglio traducevano la visione, la sensualità e i sogni propri a ciascuno di loro”.
 
L’esposizione rappresenta un viaggio pittorico attraverso un modo di vivere e comprendere la realtà che è passato alla storia e che ha cambiato il mondo dell’arte e, pertanto, è un percorso che vale la pena visitare. Una buona occasione per conoscere la mostra viene dal CRAL (Centro Ricreativo Aziendale dei Lavoratori del Comune di Milano) del Comune di Milano, che organizza per domenica 26 maggio una visita guidata tra i capolavori della collezione. La visita avrà inizio alle ore 18.00 con un costo tra i 13,20 euro e 14 euro per i soci CRAL e tra i 15,20 euro e i 16 euro per i non soci. Per partecipare è necessario prenotare entro il 17 maggio.

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