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Rubrica Pagine che parlano: John Grisham

thriller legaliIn questa rubrica vi proponiamo, signori, la possibilità di dialogare con i membri della redazione appassionati come voi di lettura. Una possibilità speciale: commenteremo per voi molti libri cercando di inquadrarli nella realtà odierna. Un’opera di interpretazione che naturalmente si presenta sotto molti aspetti opinabile, ed è qui che entrate in gioco voi. Commenterete, proporrete idee, suggerirete testi da leggere per allargare il catalogo di commenti disponibili.

JOHN GRISHAM, I CONTENDENTI

Essendo uno studente di giurisprudenza, fin da subito mi sono appassionato ai thriller legali di John, che è stato per molti anni avvocato penalista: per chi si interessa di questioni legate alle aule dei tribunali Grisham è uno degli autori più accattivanti, con la sua capacità di descrivere le questioni legali più complesse con un occhio gentile e premuroso anche per chi non ha mai masticato i grossi tomi di diritto. Questa volta però Grisham sembra essersi ispirato in maniera diversa, raccontandoci una storia appassionante e più umana che mai.

ALLEGRAMENTE ISPIRATO

La storia si distacca leggermente dagli standard tipici di questo autore: infatti la vicenda si apre con un giovane avvocato, David Zinc, che una mattina prima di presentarsi in ufficio si sente al culmine della sua sopportazione emotiva, stretto tra i continui stress lavorativi e le pressioni dei capi dello studio, e scappa letteralmente dallo studio, andandosi ad ubriacare in un bar nel centro di Chicago (dove si svolge quasi tutta la vicenda). Dopo una serie di eventi strani, l’avvocato finisce ad essere assunto presso lo studio Finley&Figg, composto solo dai due fondatori Wally Figg e Oscar Finley. Si vede fin dal principio come Grisham abbia provato a inserire nella trama un umorismo non tipico dei suoi lavori, innestando in una trama che non è proprio da thriller degli elementi buffi e insoliti, che stonano nel contesto che ci si aspetterebbe dal clima delle vicende giudiziarie. In realtà queste novità sono ben calcolate da Grisham, risultando realistiche nel contesto, visto che si parla di un brillante avvocato (David) che guadagna centinaia di migliaia di dollari ogni anno, si ritrova in uno studio che tratta casi di lesioni lievi (che in pratica si tramuta in una caccia senza tregua alle ambulanze per procurarsi clienti) con due colleghi che hanno vicende personali diverse e davvero bizzarre. Lo scopo di Grisham è tuttavia raggiunto, con una trama scorrevole e piacevole nella sua alternanza tra momenti di grande impatto emotivo e situazioni sconosciute al giovane Zinc.

Wally Figg del trio si presenta come il personaggio più ambizioso, ossessionato dal continuo bisogno di soldi e dalla stanchezza della sua situazione, da un episodio bizzarro riesce a trarre l’occasione della vita, un possibile caso di morte per colpa di un farmaco contro il colesterolo, il Krayoxx. Sembra essere arrivato finalmente il momento di fare soldi sul serio, il caso scoppia e si forma una class action (un’azione collettiva, ossia una serie di persone che hanno avuto un danno dallo stesso fattore) per intentare causa (per responsabilità civile) all’azienda produttrice del prodotto, la Varrick Labs. La causa sembra praticamente vinta, i soldi sembrano giò in tasca, ma tutto è fin troppo bello per essere vero…

Grisham a questo punto si divertirà a farci girare la testa, con una trama che diverrà via via complicata e mai scontata: i personaggi sono descritti minuziosamente, le personalità sono brillante, verosimili fino ai peggiori lati possibili. Quello che tuttavia lascia stupefatti (come sempre del resto) è la capacità dell’autore di strizzare l’occhio anche a coloro che non masticano molto il diritto, evitando di inceppare la trama attraverso la tediosità della descrizione di tutte le procedure di un processo americano. Proprio qui vorrei soffermarmi per cercare di dare una lettura per meglio comprendere i meccanismi che ci circondano. Quello che chiunque potrebbe pensare, leggendo questo libro (e non sapendo nulla di diritto naturalmente) è che il sistema giuridico, così come quello processuale, sia uguale ovunque. Bhe, non è proprio così. Esiste infatti una differenza nettissima tra l’ordinamento giuridico adottato in Europa (detto di civil law) che trova il suo fondamento nei codici e nelle norme scritte: in questi stati in più, durante i processi, non esiste una giuria civile che deve emanare il verdetto, lasciando la decisione della controversia interamente al giudice, che decide utilizzando proprio quel diritto scritto che sta alla base del sistema. In America, invece, si utilizza un sistema diverso (detto di common law) che prevede sì l’applicazione di leggi scritte, ma con qualche limitazione. In primo luogo, non è il giudice a decidere la controversia, ma esso suggerisce una soluzione di tipo giuridico alla giuria, che dovrà quindi decidere il verdetto su votazione. Inoltre il sistema americano è diffuso, ossia significa che i giudici hanno tutti i poteri nelle loro mani, e possono decidere se tenersi i casi o decidere se spostarli in una sede sovraordinata in piena libertà (all’interno della vicenda un giudice statale si rifiuta di spostare il processo di fronte a una corte federale) mentre nei sistemi di civil law il sistema si presenta centralizzato, dove i giudici sono sottoposti alla legge e devono spostare il processo in una sede sovraordinata se vi è la richiesta.

Tutti questi elementi, più molti altri, si condensano in un lavoro che non presenta particolari smagliature, se non quella tipica dei libri di Grisham: se non siete interessati agli ambienti e situazioni legali, lasciate perdere. “I contendenti” offre una grande storia, tipica dello stile dell’autore, che vi lascerà nel dubbio fino all’ultimo, senza mai annoiarvi. Senza dubbio un acquisto obbligato per gli amanti del genere.

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