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Pinocchio Babilonia Teatri: all'Elfo Puccini in scena il senso della vita

"Non sono fatto di legno ma di carne e ossa" e anima aggiungerei. Troppe volte viviamo una vita per inerzia, "andiamo avanti" e non ci rendiamo conto del regalo che abbiamo tra le mani, nelle mani e aver qualcuno che ce lo urla nelle orecchie non può che giovarci, soprattutto se questo qualcuno è una persona che ha passato l'esperienza del coma. Passiamo la vita aspettando di viverla e non ci accorgiamo che nel mentre è giá finita, rovinata o semplicemente diversa. 

Pinocchio ci racconta proprio questo: le storie di tre ragazzi sopravvissuti all'esperienza del coma che si collegano come i fili di quello stesso burattino alla tanto amata storia di Collodi mostrandocela sotto una luce diversa. Credo che ognuno durante lo spettacolo e nel viaggio verso casa trarrá la sue personali conclusioni sulla base delle proprie esperienze personali e, se posso raccontarvi la mia, non é stato un boccone propriamente facile da mandar giù. Di fronte alla forza di volontá di questi tre uomini, al loro entusiasmo per la vita, nonostante quello che questa ha avuto in serbo per loro, mi sono sentita così piccola e stupida nei miei stupidi problemi dove tutto quello di cui posso lamentarmi é di un ragazzo che non mi richiama. Stupida stupida stupida: nemmeno si può dire che era la mia tanto agognata ricerca della fata turchina, nemmeno del principe azzurro ha poi così tanto, diciamo che del color del cielo c'é ben poco. 
Pinocchio fa bene e fa male: Pinocchio ti racconta con ironia delle aspettative sexy nei confronti della fata, così come ti colpisce con il pugno di ferro del momento dell'accasciarsi dei corpi dei burattini stremati. È un costante susseguirsi di stati d'animo, che si bilanciano e contro bilanciano: un equilibrio precario e instabile, lo stesso che accompagna il susseguirsi dei nostri giorni ma a cui troppe volte non diamo retta troppo impegnati a correre al ritmo sovrumano dei nostri impegni.
Dopo quest'inizio pragmatico e denso di tutte le emozioni che a 24 ore di distanza mi porto ancora addosso, vi racconto per bene che cos'é Pinocchio: si tratta di uno spettacolo realizzato da Gli Amici di Luca, compagnia teatrale costituita da persone che hanno vissuto sulla propria pelle l'esperienza del coma e che la raccontano parafrasando il Pinocchio che noi tutti conosciamo fin giá dall'infanzia. Il teatro é un mezzo per rimettere i piedi in quella societá che dopo il coma ha tagliato questi tre uomini un pò fuori facendo sentire la loro voce, amplificandola addirittura da un palco. Così le storie di Paolo Facchini, Luigi Ferrarini e Riccardo Sielli diventano famigliari per chi in quell'ora e mezza riesce ad avvicinarcisi, appassionarsi, impersonificarcisi e perfino commuoversi. Il racconto si muove attraverso le domande che Enrico Castellani fa ai tre e tante volte diventa davvero difficile capire dove ci sia un copione e dove no. In fondo in fondo potrebbe esser un'ulteriore metafora: non è forse vero che un po' ognuno di noi stende e si lascia stendere una sceneggiatura della propria vita e che via via andrá a seguirla in maniera più o meno fedele? Progetti, aspettative, sogni e poi un giorno può succedere il buio, il successivo strisciare in una stanza piena di ostacoli alla ricerca di quell'unico puntino di luce. Può succedere e può farlo proprio a noi. Se ora dovessimo fermarci un attimo e pensare a se succedesse proprio oggi mentre rientriamo dal lavoro, dalla scuola di nuoto dove abbiamo lasciato i bimbi o semplicemente scivolando nella doccia, che cosa ci pentiremmo di non aver fatto? 
Pinocchio é un progetto di Babilonia Teatri e il testo é proprio volto a far riflettere sulla vita, sulla sua fragilitá e la sua forza, così come sulle scelte fatte e quelle mancate. Quante volte ci si ripete che la vita é una sola e che bisognerebbe viverla al massimo? Temo più di quanto ci si ricordi di farlo per davvero e questo spettacolo é un vero e proprio schiaffo in pieno viso a chi butta via il suo tempo dietro a preoccupazioni e valori inutili invece di riempire i polmoni con quanta aria possibile, ridere tanto forte da irritare i vicini e cantare, quanto fa bene cantare.
 
al Teatro Elfo fino al 26 maggio
di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani
 
Nicoletta
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