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Desire for Freedom. Arte in Europa dal 1945 a Palazzo Reale

Palazzo Reale, oltre a poter visitare l’esposizione Quelli che... Milan Inter '63. La leggenda del Mago e del Paròn, avete ancora pochi giorni a disposizione per visitare la mostra intitolata Desire for Freedom. Arte in Europa dal 1945. Questo progetto itinerante, che prevede ben altre due tappe, dopo esser stato presentato al Deutsches Historisches Museum di Berlino e al Palazzo Reale di Milano (14 Marzo al 2 Giugno 2013) sarà proposto al Eesti Kunstimuuseum – Kumu Kunstimuuseum di Tallinn e al Muzeum Sztuki Współczesnej MOCAK di Cracovia, tende a rappresentare l’idea di Libertà in Europa dal dopoguerra in avanti, attraverso il pensiero e le opere, tra dipinti, installazioni, fotografie e sculture di 94 artisti contemporanei.

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Il primo effetto dell’esposizione è storico e politico prima che artistico: in realtà si vuole risvegliare il senso un po’ assopito di un’Europa vasta e capace di riconoscere se stessa nella propria completezza. La mostra di Milano, nello specifico, traccia il percorso delle libertà individuali e collettive nel secondo dopoguerra, concependo la successione delle opere non in maniera cronologica o geografica, ma si organizza intorno ai temi portanti della libertà e del rapporto tra libertà e potere.

Desire for Freedom. Arte in Europa dal 1945 si suddivide in diverse sezioni: Tribunale della ragione, La rivoluzione siamo noi, Viaggio nel paese delle meraviglie, Terrore e tenebre, Realismo della politica, Libertà sotto assedio, 99 Cent, Cent’anni, Mondi di vita, L’altro luogo, Esperienza di sé e del limite e Il mondo nella testa e vede opere di artisti come tra gli altri Gerhard Richter, Damien Hirst, Christo, Niki de Saint Phalle, Jannis Kounellis, Mario Merz, Yinka Shonibare, Lucio Fontana e Arman.

Tra le opere si segnala di Jannis Kounellis, il Senza titolo (1969), che ricorda una tavola d’altare con la cassetta delle offerte. Di John Latham, è presentata in una teca di vetro Dio è grande (n. 1a, 1990) in cui operando una distinzione tra religione e fede nelle tre confessioni monoteistiche, alla Torah, alla Bibbia e al Corano l’artista ne accosta la trasparenza del vetro per evidenziare talvolta la discrepanza tra la verità cristallina e l’interpretazione delle Scritture. 

L’era dell’illuminismo - Adam Smith (2008) di Yinka Shonibare

Molto scenica è invece L’era dell’illuminismo - Adam Smith (2008) di Yinka Shonibare, artista che mettendo in scena un uomo senza testa che, nonostante il suo corpo logorato dal tempo avvolto in abiti preziosi ed eleganti, sta prendendo un libro e sembra voler dichiarare che con l’illuminismo il mondo ha perso la ragione.
 
Bara di guerra (Risposta a Marinetti - 1968) di Günther Uecker è un’opera che attraverso l’interazione dello spettatore che può schiacciare con il piede il tasto rosso a terra, fa riemergere il suono della morte e della guerra, interazione che ci può essere anche con l’opera di Jean Tinguely, Suzuky 1963, una scultura da “mettere in azione” creata da rottami e da oggetti trovati negli ordigni delle bombe. 
 
 

Dead End Jobs (1993) di Damien HirstParticolare è Dead End Jobs (1993) di Damien Hirst, una vetrina che presenta svariati mozziconi di sigaretta esposti quasi come fossero oggetti preziosi. Questi vogliono ricordare l’idea di “l’ultima sigaretta” quella che si fuma prima di “andarsene”, qui associata al concetto di “lavori senza sbocco”. L’artista vuole dichiarare che la globalizzazione e la new economy hanno reso instabile il mercato del lavoro. Borse per lo shopping da boutique di lusso di Parigi, di marchi come Gucci, Lanvin, Colette e Miu Miu, invece compongono Insolenza, 200 di Sylvie Fleury una rappresentazione di come dietro una superficie elegante si possa celare un ammonimento: lo sperpero non può colmare alcun vuoto interiore.

Infine il video dei The Blue Noses Group (Alexander Shaburov / Viacheslav Misin) intitolato Reality Show. Everything you always wanted to see on TV, but were afraid to ask for (2004/05), visibile all’interno di una scatola di cartone fruibile sono se ci si affaccia, vuol essere un confronto con quelle trasmissioni televisive che danno a intendere di riprodurre la realtà, come il Grande Fratello, seppur non vi sia alcuna allusione al romanzo 1984 di George Orwell.

La mostra, a cura di Monika Flacke, Henry Meyric Hughes e Ulrike Schmiegelt, è promossa in Italia dal Comune di Milano – Cultura, Moda, Design e prodotta da Palazzo Reale, dal Deutsches Historisches Museum di Berlino e da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 Ore.

Vi segnalo inoltre che la mostra Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter, in mostra a Palazzo Reale fino all’8 Settembre 2013, domenica 2 giugno sarà aperta dalle 9.30 alle 19.30.

Palazzo Reale
piazza Duomo, 12 Milano
Orari:
Lunedì dalle 14.30 alle 19.30
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 19.30
Giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30
La biglietteria chiude 1 ora prima.
Prezzo biglietti:
€ 16,00 Biglietto congiunto intero con la mostra di Modigliani comprensivo di audioguide
€ 14,00 Biglietto congiunto ridotto con la mostra di Modigliani comprensivo di audioguide
€ 11,00 Ingresso singolo intero comprensivo di audioguida
€ 9,50 Ingresso ridotto normale comprensivo di audioguida

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