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Unu singur - Progetto di riqualificazione di Piazza Ovidio

Dopo vari anni di degrado, un angolo della periferia orientale di Milano, Piazza Ovidio, torna a rivivere con un progetto di riqualificazione chiamato Unu singur – Ovidio en marche. Oggi, 1 giugno 2013, grazie a questa iniziativa i giardinetti della piazza si sono ripopolati grazie a un pomeriggio di free gardening, con il quale si intende attuare anche una riqualificazione ecologica, musica e autocostruzione di sedie e tavoli.
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A gestire questo progetto è l’Associazione HC, composta di artisti, rifugiati politici e progettisti, in collaborazione con il gruppo temporiuso.net del Politecnico di Milano. Il progetto è stato denominato unu singur, che in lingua rom significa “me lo faccio da solo”, appositamente per sottolineare come queste iniziative siano intese come un ponte tra le culture. Tutto è stato possibile grazie alla collaborazione con il Consiglio di Zona 4, soprattutto con la Commissione Ambiente.

Ciò è cominciato con un momento comune di osservazione di vecchie foto della zona tra gli anni ’40 e i ’70, raffiguranti le trasformazioni del quartiere, le demolizioni e le nuove edificazioni nello spazio tra la ferrovia e Via Mecenate. Si è, poi, proseguito con un’illustrazione del progetto unu singur. Esso è nato con una mappatura degli edifici e delle aree libere intorno alla piazza, per poi iniziare un percorso che conducesse gli abitanti del quartiere a riappropriarsi di quelle zone che, un tempo, erano vissute come “aree comuni” e che ora, spesso, come i giardinetti di Piazza Ovidio, sono in balia del degrado. L’obiettivo dell’evento è stato proprio questo: non qualcosa in pompa magna, ma una piccola iniziativa intesa a recuperare una territorialità reale e per ridare alla piazza quella dignità di agorà, intesa come spazio di aggregazione politica, culturale e anche economica e commerciale, oltre che di scambio e di discussione, e in questo ha avuto un ruolo importante il Consiglio di Zona 4, che si è dimostrato coeso nella volontà di restituire ai cittadini uno spazio vitale. Il percorso intrapreso dall’Associazione HC ha mirato anche a restituire non solo l’unità alla piazza, intesa come spazio di tutti e non più come di pochi, ma anche l’unicità territoriale dimenticando l’asse viario – tranviario di Via Marco Bruto che separa in due gli spazi verdi per intenderli come uno spazio unico da riqualificare e su cui gestire una rinascita sia umana che relazionale con il territorio. La piazza, infatti, per l’associazione, va intesa come entità pubblica e come polmone verde, ed è per questo che l’operazione odierna di free gardening, ovvero di giardinaggio libero e condiviso, può essere un ottimo punto di partenza per ridare linfa vitale a spazi che si credevano perduti. Il progetto è stato possibile anche grazie a una delibera comunale con cui le libere associazioni ricevono in gestione il verde pubblico da parte delle istituzioni per un lasso di tempo da uno a cinque anni al fine di riqualificarle e di farle rinascere: grazie a ciò si è venuta a creare una situazione di autonomia gestionale che ha avuto un discreto successo in quanto ha fatto sì che lo spazio venisse vissuto in tutta la sua totalità e con le connessioni umane, relazionali ed economico – commerciali che si vengono a creare. Molto importante dal punto di vista ambientale è stato, anche, il riuso di materiali di scarto, provenienti da aree dimesse, per il progetto di riqualificazione, come per esempio le sbarre di legno per creare tavoli e sgabelli. Il vero obiettivo dell’iniziativa è la condivisione reale dello spazio – piazza, cosicché essa diventi “area comune”, spazio pubblico e angolo di vita vissuta del quartiere, ottenuta anche con una corretta sistemazione del verde al fine di evitare il degrado, analogamente a quanto avvenuto un paio di chilometri più in là, in Piazza Santa Maria del Suffragio. Inoltre, secondo l’associazione, la piazza – agorà va intesa anche come opera d’arte, ed è per questo che HC si è rivolta anche ad artisti di strada per realizzare, sui marciapiedi di Piazza Ovidio e Via Toscolano, opere di street art raffiguranti delle frecce che corrono, in un movimento quasi centripeto, intorno alla piazza, per sottolineare sia la centralità dello spazio verde da riqualificare sia la totalità del corpo della piazza, intesa, ora come non mai, come un solo e unico spazio e non più come più angoli spezzettati. In questo modo si può creare quel connubio tra miglioria urbanistica, riqualificazione territoriale e rinascita umana che è uno degli obiettivi dell’associazione.

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