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Un anno di mostre al Pac - Padiglione Arte Contemporanea

Nato nei primi anni ‘50 per ospac padiglione arte contemporanea milanopitare le collezioni delle Civiche Raccolte del XX secolo, il PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea (via Palestro, 14) rientra tra i primi esempi architettonici italiani progettati appositamente per ospitare le ricerche e le mostre inerenti all’arte moderna e contemporanea, in qualche modo ispirata al modello delle kunsthalle europee e concepita dall’architetto Ignazio Gardella come una struttura plasmabile articolata attorno a un volume centrale e su tre livelli, il più basso dei quali si affaccia separato da una vetrata sul giardino.

Dal 1979 la destinazione specificamente museale del PAC fu abbandonata per renderlo luogo dedicato a mostre temporanee che fossero strumenti di ricerca sull’arte del XX secolo. Così, a seconda di ogni tipo di esposizione gli spazi diventano contenitori non invasivi e interlocutori coinvolti attivamente, spesso oggetto di interventi d’artista.

Nel 2013 l’abbiamo già potuto notare con la mostra Actuality, prima grande retrospettiva italiana del celebre fotografo Jeff Wall, un’esposizioneche tra Lightbox e stampe fotografiche, alcune scelte tra le produzioni in bianco e nero, presentava un totale di quarantadue opere a testimonianza dell’iter creativo dell’artista. Basando il suo lavoro su una tensione all’interno della costruzione dell’immagine, i cui soggetti principali sono la vita, la quotidianità e la realtà, abbiamo avuto modo di vedere come Wall non coglie l’attimo ma lo costruisce, lo mette in scena, lo racconta attraverso una realtà che il fotografo ottiene tramite composizioni costruite in studio, ovvero nei suoi lavori viene resa una realtà sottoposta a rielaborazione dell’artista.

È invece in corso ora l’esposizione Rise and Fall of Apartheid: photography and the bureaucracy of everyday life in programma fino al 15 settembre. Anche questa un’esposizione fotografica frutto di oltre sei anni di ricerche, che dopo esser stata ospitata presso il Haus der Kunst di Monaco, giunge ora in Italia per illustrare il progetto che racconta l'epoca dell'Apartheid e i suoi effetti sulla vita quotidiana in Sud Africa. Oltre 60 anni di produzione illustrata e fotografica resi attraverso fotografie, documenti, video, opere d'arte, film, poster e periodici di quasi 70 fotografi, artisti e registi in un percorso che va dal saggio fotografico al reportage, dall’analisi sociale al fotogiornalismo e all'arte.

Per l’esposizione intitolata Vite in transito prevista dal 5 ottobre 2013 al 6 gennaio 2014 è invece protagonista Adrian Paci che soffermandosi su tematiche che agli inizi della sua carriera erano sviluppati a partire dalla propria esperienza personale, quali il movimento delle persone nello spazio, la perdita, l’abbandono della propria terra e la ricerca di un’altrove geografico e di conseguenza umano, crea lavori nei quali questi temi diventano punti di incontro tra attualità sociale e politica, legandosi inoltre ai temi della speranza e del ricordo. Dell’artista inoltre, che costruisce racconti per immagini che vedono la fusione del quotidiano con la storia della pittura, del cinema e della letteratura, sarà esposta in anteprima italiana l'opera The Column, prodotta grazie al contributo dello Jeu de Paume di Parigi, del Trondheim Kunstmuseum di Trondheim, del Röda Sten Konsthall di Göteborg e del PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano.

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