Colonna sonora estati anni 60 -70

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Ogni estate, da sempre, ha avuto una sua colonna sonora, un ritornello, un tappeto di note che ha fatto da sottofondo al sciabordio del mare, alle parole d’amore, al sapore dei drinks, alla trasgressione tipicamente estiva.
Negli anni ’60, il Cantagiro, carovana itinerante di cantanti e canzoni, rendeva più reale e vicina alle persone questa sensazione, questa presenza.
Alcuni dei complessi che hanno caratterizzato questo periodo erano proprio di Milano o degli immediati dintorni.
 
 
I Camaleonti 
 
 
Il gruppo nasce a Milano nel 1963, attorno alle personalità carismatiche di Riki Maiocchi e del
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batterista Paolo De Ceglie. 
Nel 1965 vengono notati da Miki Del Prete, uno dei collaboratori di Adriano Celentano, che  propone loro  di firmare un contratto con la casa discografica Kansas, legata al Clan Celentano.
Il successo per il gruppo arriva quasi subito, con pezzi beat travolgenti come Chiedi Chiedi e Sha la la la la, subito seguiti dal successo di Portami tante rose, un rifacimento della celebre canzone di epoca fascista, che arriva alle vette dell’hit parade.
Dopo l’addio di Riki Maiocchi, che decide di dedicarsi a una carriera solista , nel 1968, i Camaleonti ritrovano il primo posto delle classifiche di vendita con L'ora dell'amore, cover di Homburg dei Procol Harum, che diventa un inno dei giovani di allora e rimane nella hit parade per tredici settimane,  a cui seguono due successi come Io per lei e Applausi, che rimane in classifica per ben dodici settimane.
Con brani del calibro di Mamma mia ,Viso d'angelo e Eternità, presentata al Festival di Sanremo del 1970 in coppia con Ornella Vanoni, che rimane in classifica per tredici settimane, il gruppo si affaccia agli anni settanta al culmine della loro popolarità.  
Nel 1973 vincono Un disco per l'estate con Perché ti amo, a cui seguono nuovi successi come Amicizia e Amore, Piccola Venere, oltre a due partecipazioni al Festival di Sanremo, con Cuore di vetro e Quel attimo in più.
Nel 1984 i Camaleonti incidono Cuore neroazzurro, che diventerà l'inno ufficiale dell'Inter. 
Mentre nel 2004 il gruppo  pubblica l’album 40 anni di musica e applausi , lo storico batterista Paolo de Ceglie, muore per una malattia, lasciano i compagni nello sconforto. 
Nonostante tutto gli anni e le mode ancora oggi i Camaleonti continuano a suonare in tutta Italia, riproponendo sempre i loro più grandi successi, oltre a nuovi brani. 
 
I Dik – Dik
 
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Il gruppo, che prende il nome da una gazzella africana, debutta nel 1965 col singolo 1-2-3/Se rimani con me. 
Il tiepido inizio è surriscaldato l’anno dopo dall’enorme successo del brano Sognando la California, cover di un brano dei Mama & Papas su testo di Mogol, che consentì ai componenti del gruppo di abbandonare il lavoro da impiegati per dedicarsi a tempo pieno alla musica.
Da allora si susseguono i 45 giri di successo come Il mondo è con noi sempre nel 1966, mentre nel 1967 vedono la luce Inno, Senza luce, la popolarissima cover della leggendaria A Whiter Shade of Pale dei Procol Harum, con la quale raggiungono il primo posto nella Hit Parade, Il vento nel 1968 e Il primo giorno di primavera l’anno dopo. 
Nel 1970 ottengono un altro hit con L'isola di Wight, a cui seguiranno Vendo casa, Viaggio di un poeta, Storia di periferia e Help me.
Verso il 1975,  il gruppo vive un periodo di appannamento e declino, in parte per il cambiamento dei gusti del pubblico, oltre ad alcune scelte discografiche un po' azzardate e poco coerenti con il resto della loro produzione.
Dalla fine degli anni ottanta , grazie alle "trasmissioni-amarcord" come Una rotonda sul mare, i Dik Dik tornano al successo tanto che nel 1993 cantano al Festival di Sanremo insieme ai Camaleonti  e a Maurizio Vandelli, ex-voce degli Equipe 84, con la canzone Come passa il tempo, che avrà un buon esito commerciale.
Da allora i Dik Dik hanno continuato ad apparire in trasmissioni televisive, a fare concerti in giro per l'Italia e a ottenere un buon successo. 
 
I Profeti
 
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Il gruppo dei Profeti nasce a Milano nel 1964, sotto la guida di Renato Brioschi, un giovane e promettente cantante.
Dopo una breve gavetta nei locali della loro città, il gruppo entra in contatto con un rappresentante della casa discografica CBS, che  fa  loro firmare un contratto.
Cosi nel 1966 esce il primo 45 giri dei Profeti, Bambina sola, che sul retro presenta Le ombre della sera, uno dei rari brani scritti da Lucio Battisti senza Mogol, mentre il secondo contiene le canzoni Rubacuori, una cover di Ruby Tuesday dei Rolling Stones e Sole nero, grintosa cover di Call my name dei Them.
Il look dei Profeti per l’epoca è molto originale, si fanno fotografare vestiti con tuniche orientali e caffettani; inoltre utilizzano strumenti esotici come il sitar o propongono alcuni brani strumentali come Sunny.
Nel 1968 partecipano al Festivalbar con Ho difeso il mio amore, una cover di Nights in White Satin dei Moody Blues, che fu incisa dai Nomadi, da Dalida e dai Bit-Nik, che riscuote un buon successo, seguito da Gli occhi verdi dell’amore che esce nell’autunno dello stesso anno.
Ma nel 1970 la CBS decide di puntare su Renato Brioschi per vincere l’edizione di quell’anno di Un disco per l’estate del 1970 con la canzone Lady Barbara e ciò spinge il cantante a lasciare il gruppo per una carriera solista.
I Profeti non si perdono d’animo e nel 1971 pubblicano Non Si Muore Per Amore, mentre l’anno dopo partecipanno al Cantagiro con Era bella, ottima cover di Nothing Rhymed di Gilbert O’Sullivan.
A Un disco per l’estate del 1974 presentano Io perché, io per chi, che rimarrà il loro ultimo grande successo.
Dopo una serie di insuccessi il gruppo si scioglie nel 1977; solo Ciletti decide di continuare la carriera musicale, come del resto Brioschi, anche se solo come autore e produttore, mentre gli altri componenti si dedicano ad altre attività.
Nel 1989 Renato e i Profeti presentano nella trasmissione televisiva Una rotonda sul mare, Ho difeso il mio amore, Gli occhi verdi dell’amore e Lady Barbara, rinnovando in parte il loro  successo. 
 

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