Parco di Villa Scheibler

villa-scheiblerMi sono offerta volentieri di recensire questo parco a me tanto caro, ma mi trovo ora nelle difficoltà che ha una persona che deve descrivere al pubblico un amico intimo.... Sarà molto difficile essere imparziale parlando di questo luogo che ha fatto da sfondo alle diverse tappe della mia vita della mia vita come figlia un tempo, con gli amici poi, come mamma ora. Questo parco è stato meta di passeggiate, di quattro chiacchiere seduti sull’erba, di un po’ di jogging (… evitiamo commenti grazie….), dei pomeriggi in bicicletta o in area giochi coi bambini.

Il parco, che ha una superficie di 148.000 m², si chiama ora Parco di Villa Scheibler, un tempo era il  Parco Lessona … Ma per tutti coloro che vivono in zona è e sempre resterà “il vivaio”.

Ripercorrendo la storia di questo parco scopriamo quindi che la residenza era nel Quattrocento il casino di caccia di Lodovico il Moro, e che diventò nel Settecento un’imponente residenza nobiliare di campagna, Villa Scheibler. Alla villa era annesso un parco all’inglese, con piccole strutture architettoniche come l’arco, un tempietto e un piccolo portale che introduceva al giardino dell’adiacente Villa Caimi.
Negli anni Venti i possedimenti del conte vennero venduti e il terreno agricolo tra le due ville divenne vivaio comunale fino alla fine degli anni Settanta quando venne riconvertito in parco pubblico, senza che venisse però variata la struttura dei percorsi e delle alberature disposte in filari, in cui sono presenti moltissime specie vegetali, sia autoctone che esotiche, che permettono un itinerario botanico di grandissima varietà.ciliegio


Nel 2005, grazie ai finanziamenti europei del Progetto Urban, il parco è stato oggetto di un importante intervento di riqualificazione che ha sottolineato e riproposto alcune importanti caratteristiche storiche come la vista prospettica della villa con la fontana a quattro vasche, e rievocanto il torrente Pudiga ripercorrendone l'antico alveo con un viale dal tracciato sinuoso. Si è provveduto inoltre al recupero dell'arco del tempietto colonnato che creava un gioco di prospettiva tra Villa Scheibler e la vicina Villa Caimi, che resta però per il momento un rudere nascosto e soffocato dalla vegetazione selvatica cresciuta in decenni d'abbandono.

Nel parco sono presenti 2 aree giochi, percorsi jogging, 4 aree cani, oltre a dei ricchissimi percorsi botanici. Tra le principali specie arboree che troviamo ancora oggi ci sono diversi tipi di ciliegi, tra cui quello da fiore giapponese (una meraviglia durante la fioritura), il gelso bianco (che a giugno offre dei frutti dolcissimi), sequoia, falso loto, albero del caffè, acero di monte, ippocastano, robinia, olmo, sofora, faggio pendulo e tutta un’area, molto fresca in estate, dedicata alle conifere (eredità del vecchio vivaio).

Il "vivaio" è insomma un piccolo (ma neanche troppo) polmone verde in un'area urbana in cui sono fondamentali gli spazi di aggregazione. Rappresenta un luogo di ritrovo, familiare e in grado di accogliere diverse età e culture, in cui si specchia il quartiere che lo ospita: passegginado per i suoi viali potrete incappare infatti in partite di bocce, di calcio, di cricket; in una fiesta sudamericana o in un pic nic a base di involtini primavera.

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