Ilva di Taranto: il punto della situazione

ilvaPer settimane ha tenuto banco presso telegiornali, giornali, radio e chi più ne ha più ne metta. Tuttavia, come tutte le questioni importanti nel nostro paese, la questione dell'Ilva di Taranto si è spenta come un fuoco di paglia, lasciando l'opinione pubblica con il solito punto di domanda non tanto sulla situazione attuale, ma su quella futura.

Negli ultimi tempi ho avuto occasione di parlare con più di una persona sull'argomento, e l'impressione è sempre la solita: regna per la maggior parte dei casi la disinformazione. Non è la prima volta che lo notiamo, e non sarà nemmeno l'ultima, ma cerchiamo di capire come stanno a grandi linee le cose con pochi passaggi fondamentali, giusto per capire il succo della questione.

Partiamo dal primo grande problema: la politica non dovrebbe scavalcare la magistratura, o deviarne le decisioni in alcun modo. E invece no; il governo fin dall'inizio della questione ha curiosato per capire cosa stava succedendo. Niente di male su questo, dopotutto il consiglio dei ministri ha come obbligo fondamentale di tenere d'occhio le strutture amministrative del paese proprio attraverso i ministri, che rappresentano il vertice di ogni dicastero. Poi però la situazione è cambiata totalmente dopo la decisione della magistratura di Taranto di porre l'ilva sotto sequestro, mettendo anche nei guai i vari componenti del Cda della struttura (qui però non ci occuperemo di tutti gli illeciti e fatti dolosi commessi dall'amministrazione dell'azienda, che peraltro ora sono sotto processo). Qui il governo, così come tutta la politica, hanno cominciato a mettere in dubbio la chiusura della struttura, che avrebbe rappresentato un danno economico enorme per tutto il paese. La soluzione a cotanto balbettamento si è materializzata in poco tempo: il governo ha emesso nel giro di 8 mesi ben due decreti legge, arrivando al commissariamento della struttura. 

Ora, cerchiamo di vederci chiaro in tutta sta faccenda, che proprio semplice non è. Il decreto legge è un atto avente forza di legge approvato dal consiglio dei ministri e votato dal parlamento in seguito. La peculiarità di questo atto è la costituzione in una situazione di urgenza, e concede al governo poteri legislativi che di solito sono in mano al parlamento. Che la situazione fosse grave e urgente, non ci sono dubbi; però non è accettabile che il governo, attraverso un atto legislativo particolare, abbia scavalcato le decisioni dei giudici e bloccato la chiusura di una struttura che, leggendo le 120 pagine che giustificavano il sequestro preventivo (che non è una chiusura totale sia chiaro, ma provoca sicuramente forti danni alla produzione), era davvero una fabbrica tossica e dannosa per la popolazione. In pratica questo primo decreto legge aveva annullato il sequestro preventivo della struttura, permettendo all'azienda di vendere tutti quei prodotti lavorati e semi lavorati della produzione. Ma c'è una beffa peggiore che si cela dietro a questo decreto "salva ilva". La procura di Taranto ovviamente non è rimasta a guardare, ma ha sollevato la questione di legittimità costituzionale sul decreto legge, che è però stata respinta. Tutti sanno probabilmente che una legge approvata dopo la conclusione o una decisione di un'indagine non può toccare tutte quelle decisioni prese: ebbene il governo ha pensato bene di rendere retroattivo il suo decreto legge con un emendamento che è passato all'inizio di Agosto. Il commissario scelto è Enrico Bondi, che avrà l'obbligo quindi di garantire la cosiddetta Aia (autorizzazione integrata ambientale).

Insomma, il messaggio è arrivato chiaro e forte: il governo non ha voluto chiudere l'ilva, per salvare il paese da un disastro economico incombente. Però la domanda mi sorge spontanea, e non credo che sia di facile soluzione: meglio salvare la vita dei cittadini, o pensare all'economia dell'intero paese? Ai corsi di giurisprudenza ti insegnano che i giudici solitamente devono comparare gli interessi in gioco, stabilire con equità e seguendo una logica razionale che spesso porta a decisione perlomeno opinabili. Eppure in questo caso la magistratura aveva scelto per un intervento forte, per salvaguardare i cittadini e l'area intera di Taranto (decisione che condivido per altro). Voi cosa avreste fatto?

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