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Forza Nuova: raduno spostato da Milano al Comasco

Il “Festival Boreal”, il raduno di estrema destra organizzato da Forza Nuova per il 12, 13 e 14 settembre a Milano, è stato spostato fuori dalla città dopo le polemiche per un evento di stampo marcatamente razzista e xenofobo in una città Medaglia d’Oro alla Resistenza.forza nuova raduno milano

Già nei mesi scorsi, alla periferia sudest della città, presso San Donato Milanese, c’era stato un altro raduno di estremisti di destra, tenutosi in un capannone, e che non aveva creato problemi, visto anche lo schieramento delle Forze dell’Ordine già alle uscite della Tangenziale. Ora il “Festival Boreal”, con estremisti di destra in arrivo da tutta Europa (dovrebbero essere circa 2 – 300), in origine previsto nella zona nord di Milano, ma, ora, spostato. Dapprima si era parlato di Brianza, in zona Seregno, ma anche qui tutto è saltato, e, pertanto, sembra che il raduno verrà spostato vicino a Como, a due passi dal lago. Il luogo esatto del festival si saprà, esattamente, solo ventiquattro ore prima dell’evento.

Forza Nuova ha dovuto compiere una mossa obbligata, anche su consiglio delle Forze dell’Ordine, che temevano, in caso di raduno a Milano, rischi per l’ordine pubblico. forza nuova raduno 2

Già quattro anni fa, quando l’hotel dei Cavalieri, in piazza Missori, pieno centro città, ospitò un convegno su identità e immigrazione promosso sempre da Forza Nuova, la città venne blindata, con contingenti di Polizia e Carabinieri arrivati anche da Torino, Genova e Bologna, ma non ci furono problemi di ordine pubblico. La strategia di spostare il raduno di estrema destra è stata dettata anche dalle forti reazioni in città su una possibile manifestazione neonazista proprio nei giorni in cui si inaugura un ciclo di incontri e convegni per celebrare il settantesimo anniversario della Resistenza.

Il vicesindaco di Milano, Ada Lucia De Cesaris, ha parlato di “schiaffo a Milano” e ha chiesto di evitare una manifestazione di questo tipo in città. Il costituzionalista Valerio Onida, due anni fa candidato sindaco alle primarie del centrosinistra, ha, però, parlato, dell’articolo 17 della Costituzione che prevede la libertà di pensiero e di idee purché non sfocino nell’incitamento all’azione violenta. Il sindaco Giuliano Pisapia ha fatto presente la questione sia al nuovo prefetto Francesco Tronca che al questore Luigi Savina, ricevendo solo rassicurazioni sullo spostamento della kermesse nera.

 

In Consiglio regionale, così come in Parlamento, sono in atto le interpellanze, anche per far saltare del tutto l’iniziativa. Il deputato milanese di SEL, Daniele Farina, ha chiesto al Ministro dell’Interno Angelino Alfano di vigilare su una questione che attiene la sicurezza e il rispetto dei diritti costituzionali per evitare che forze antidemocratiche e violente ottengano spazio. Hanno ribadito questo concetto il capogruppo PD in Regione Lombardia, Alessandro Alfieri, che ha chiesto l’intervento del governatore Maroni per evitare rigurgiti nazifascisti, la FIOM, l’ANPI (che ha ipotizzato una manifestazione simile a quella di Piazza Scala quattro anni fa) e Rifondazione Comunista.

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