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Pdl spaccato: olio di ricino per i dissidenti

Forti malumori all'interno del PDL, dove alcuni esponenti si sono smarcati da quello che sembra da più parti essere "l'editto di Berlusconi". Gli si rimprovera di aver deciso il ritiro dei Ministri in autonomia senza riunire gli organi di partito e scavalcando il segretario Alfano. Angelino Alfano in questo caso è stato trattato peggio di un cameriere, questa è l'opinione di molti. "Sono diversamente berlusconiano" era stata la reazione di Alfano, contrariato sul modus operandi del leader di partito. Con lui Quagliariello, Lorenzin e Lupi che riflettono se è il caso di creare un nuovo partito di centrodestra o comunque di smarcarsi dalle scelte di Berlusconi che starebbe pensando più ai suoi problemi che a quelli del paese. Il grido di "muoia Sansone con tutti i Filistei" non va proprio giù a molti.

Berlusconi sembrerebbe furibondo contro i traditori del Silvio-pensiero e mentre si cerca il modo di far rientrare i malcontenti nei ranghi, nell'attesa del voto di fiducia di mercoledi', la Borsa crolla e lo spread s'impenna.

Ennesimo scenario inquietante della nostra storia politico-economica che si ripercuote inevitabilmente sulle condizioni e sulla qualità delle vita dei cittadini italiani delusi dalla classe politica nel suo insieme.

Qualcuno preannuncia che la spaccatura nel Pdl abbia ragioni più di poltrona che di altra natura e quindi con il voto di verifica si potrà vederne delle belle.

 

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