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Le sopraelevate dell’autodromo di Monza tornano all’antico splendore

Nel bellissimo parco che circonda la Villa Reale di Monza, non è ospitata solo la pista  che vede disputare ogni anno il gran premio di F1, ma, ormai nascosta da arbusti  incolti e in parte preda dell’erba, si possono vedere i resti della pista sopraelevata.

Questo circuito, nato nel 1922 per l’alta velocità, è sicuramente uno dei simboli della  storia dell’automobilismo.

In quei tempi, agli inizi delle gare automobilistiche, solo pochissimi Stati erano dotati di impianti  di velocità e quello di Monza, per la sua particolare locazione venne subito circondato da un alone mitico.

Il circuito attraversa negli anni fasi di alterna fortuna, ma è in seguito al gravissimo incidente  del 1961 in cui oltre al pilota Wolfgang Von Trips perdono la vita 15 spettatori, che si decide di non correre più sul tracciato ad alta velocità.

Nel 1965 e fino al 1969 viene usato per la gara della 1000 km di Monza.

A partire dagli anni settanta le prestazioni troppo elevate delle vettura Sport consigliano per una questione di sicurezza l’utilizzo del solo circuito stradale.

Da questo  momento in poi inizia un lungo periodo di degrado per questo mitico anello.

Il progetto di restauro delle soprelevata dell’autodromo, avviato agli inizi del 2012, ha da subito trovato le resistenze degli ambientalisti, che avrebbero desiderato che l’anello di velocità venisse totalmente smantellato, per tornare al modello iniziale del parco.

Finalmente, dopo la gara di appalto che si terrà il prossimo novembre, dalla primavera 2014 potrà partire il ripristino che riporterà al loro antico splendore le sopraelevate dell’autodromo di Monza.. sarà quindi possibile testare il Nuovo BMW X1.sopraelevata monza 2

Anche se erano già stati fatti i primi passi, come la sostituzione di alcuni tratti dal guard rail che erano andati dal tutto distrutti e il consolidamento di parte della sopraelevata, la maggior parte del restauro conservativo è ancora tutta da iniziare. 

Tanto che Fabrizio Turci, amministratore delegato della società Sias, che ha la gestione dell’impianto sportivo, ha scritto a Roberto Scanagatti, sindaco di Monza, una lettera in cui chiede di aprire un tavolo di confronto per discutere del termine del lavori di restauro, che se non verranno ultimati entro luglio 2014 prevedono  una penale di 1000 euro per ogni giorno di ritardo e soprattutto chiedere un aggiornamento della convenzione che attualmente ammonta a circa 800 mila euro.

Infatti Turci vorrebbe chiedere una revisione del canone, con uno sconto sostanzioso,  che però il primo cittadino pare non sia disposto a concedere.

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