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Aumenta l'IVA: i settori penalizzati e gli aumenti per le famiglie

Beh, siete pronti? Da domani aumenta l'Iva. Molti penseranno che l'aumento dell'aliquota fosse cosa "evitabile", altri "necessaria" per far fronte alla crisi economica italiana, ad ogni modo al di là delle opinioni dalla mezzanotte di oggi si avrà un aumento dal 21 al 22 per cento. E con questo nella difficile situazione italiana, cosa succederà?

Ovviamente questo porterà a ricadute negative su moltissimi prodotti di largo consumo, con un impatto sulle famiglie all'incirca, stando alla stima Adusbef e Federconsumatori, da 207 a 260 euro l'anno; secondo l'allarme lanciato da Codacons, si ipotizza che la stangata sarà pari a 349 euro a famiglia: dalla maggiore aliquota i consumi andranno giù del 3%, si prevede un'ecatombe del commercio e che inoltre ciò potrebbe avere ricadute ben piu' ampie per le tasche degli italiani, se si tiene conto degli arrotondamenti dei listini e dell'aumento dei prezzi dei prodotti trasportati.

Di conseguenza è giusto sapere cosa ci si deve aspettare, ovvero che l'aumento dell'Iva farà scattare rincari in tutti i settori, vi saranno ricadute enormi sul fronte occupazionale e sullo stato economico del nostro Paese. Tra i beni che da domani saranno colpiti dall'aliquota dal 21 al 22% rientrano, per quanto riguarda i trasporti, i carburanti, automobili e pezzi di ricambio, manutenzione e riparazioni dei veicoli; poi si prosegue con abbigliamento, calzature e le conseguenti riparazioni di questi ultimi due, lavanderia e tintoria, gioielleria e bigiotteria, mobili e arredamento, biancheria e articoli per la casa, servizi domestici, detersivi, giocattoli, elettrodomestici, radio, televisori, hi-fi e videoregistratori, computer e tutte le eventuali manutenzioni e riparazioni, cancelleria, piante e fiori, prodotti per la cura personale, parrucchiere e istituti di bellezza, i liberi professionisti, vino, birra e alimentari, a seguito dei maggiori costi di trasporto.

Altro particolare è che l'Iva aumenta anche per quanto riguarda la vendita dei prodotti dei distributori automatici, quindi chiunque ogni giorno in ufficio, sul posto di lavoro, in ospedale, in fabbrica, a scuola o in università si serve dei distributori per acquistare e consumare a prezzi contenuti caffè, cappuccini, bevande, snack e così via, pagherà le spese e le colpe di questi consumi in qualche modo superflui, a causa dell'Iva portata dal Governo da un valore del 4% al 10% per finanziare l'Ecobonus.

In difficoltà anche le aziende, che per adeguare i distributori automatici, il settore del vending dovra' spendere tra i 30 e i 50 milioni di euro. L'incremento dell'imposta sui prodotti somministrati, comportera' un aumento di 5 centesimi sul caffe' e le bevande calde, e di dieci centesimi sulle bevande fredde e gli snack.

Ma non solo perchè si prevede che uno dei tanti settori penalizzati sia proprio quello del Made in Italy, asse portante del manifatturiero italiano. E per questo, qualora si verificasse un calo dei consumi, piccole e medie impresesi potrebbero avere ripercussioni senza contare che molte aziende si trovano già da tempo a operare in condizioni di grave difficolta' a seguito di tassazione a livelli record, accompagnata da una burocrazia eccessiva, talvolta asfissiante e di questa crisi che continua a produrre esclusivamente effetti negativi.

Facendo una riflessione, credo che anche in generale, allargando il panorana economico, molte aziende ne risentiranno e saranno costrette a comunicare ai propri dipendenti la necessità di dover rinunciare alla loro prestazione per motivi di equilibrio dei bilanci aziendali, e non per essere pessimista, la disoccupazione continuerà ad aumentare. Non ci resta che incrociare le dita e sperare che tutto vada per il meglio.

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