Kernel Mapping Cinema 2013

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Cosa sono il Kernel e il Mapping Cinema?

 

Mai come negli ultimi 150 anni il concetto di Arte è stato in continua evoluzione, modificando costantemente se stesso in maniera camaleontica, trovando la capacità di adattarsi alle molteplici modalità espressive soggettive degli artisti e all’utilizzo di diversi supporti, spazi, tecniche, stili e materiali. 

L’avvento dell’informatica e il suo potenziamento ha reso inevitabile oggi porsi la domanda se il nuovo supporto, che sta invadendo lentamente tutti gli aspetti della nostra vita, sia pronto per essere considerato anche veicolo di artisticità.

Il fenomeno della computerizzazione si è inserito nel mondo dell’Arte grazie, soprattutto, a due supporti espressivi protagonisti del ‘900: la musica e il cinema.

Da questo percorso nasce anche l’Audiovisual 3D Mapping, protagonista della rassegna Kernel Mapping Cinema 2013 svoltosi il 27 e 28 Settembre scorso presso la Villa Tittoni Traversi di Desio.

Utilizzata negli ultimi anni più da un punto di vista commerciale, l’Audiovisual 3D Mapping consiste nella creazione di video pensati e costruiti in maniera esclusiva per la proiezione su determinate superfici, come la bellissima facciata fine settecentesca della villa brianzola.

La novità della rassegna consiste nel cercare di svincolare questo lavoro da un contesto puramente pubblicitario e di porlo sotto una veste artistica.

 

“Cerchiamo di analizzare se questa tecnica può veicolare dei contenuti di tipo cinematografico” spiega il Direttore Artistico Marcello Arosio, “ossia riuscire, con le limitazioni che dà l’architettura, a trovare una narrativa, a introdurre lì dentro il personaggio, le voci, i dialoghi. La rassegna promuove la sperimentazione: guardiamoci e capiamo se l’essere cinematografica è un obiettivo plausibile per il Visual Mapping.”

 

In ogni momento della storia c’è un punto in cui la tecnica si trasforma, superando quella linea sottilissima che la sublima in qualcosa che l’intelligenza e il cuore umano percepiscono su un piano diverso, a cui comunemente si dà il nome di arte. 

 

“Noi abbiamo fatto tutto il lavoro tecnico di preparazione“ continua Arosio “Essendo artisti visivi ed esperti di mapping, eravamo stanchi della solita routine e del lavoro esclusivamente tecnico, e volevamo trasformarlo in qualcosa di artistico. Ciò che facciamo richiede tantissimo tempo: andare sul luogo, prendere le misure dell’edificio, fare i calcoli di proporzione, fare il modello 2D e 3D. Dopo di che bisogna creare il filmato, creare l’animazione 3D, il rendering, il montaggio e tutto per 10 minuti, utilizzabili solo una volta, per quell’architettura e per quella occasione. 

Abbiamo deciso di condividere quel blocco di lavoro con tutti gli artisti. Abbiamo detto: <<Artisti del mondo questo è quello che facciamo. Ecco il set up tecnico, non avete nient’altro da fare che creare i contenuti>>.  È ciò che mi piacerebbe succedesse anche a me. Fare la parte tecnica è un lavoro abbastanza noioso perché non stai ancora creando, stai solo settando, stai ritagliando il foglio bianco su cui andrai a disegnare, stai preparando la tavolozza dei colori.  Noi offriamo la tavolozza e la tela già pronti. E’ questo il nostro successo”.

 

Un successo notevole che ha portato in sole 3 edizioni a selezionare più di 700 progetti artistici da numerosi artisti provenienti da più di 40 Paesi diversi.  Inoltre tutte e quattro le proiezioni (20:30 e 23:15 entrambe le serate) hanno registrato il tutto esaurito, con il numero di spettatori che ha superato abbondantemente il numero delle sedie a disposizione.

 

Un evento nel suo genere “unico nel mondo” secondo Arosio, che racconta di aver cercato a lungo su internet notizie su rassegne o manifestazioni simili, ma che, non trovando riscontri, ha dovuto inventarsi ex novo insieme al team di AreaOdeon, una rassegna di questo tipo, senza poterne prevedere i risultati e la reazione del pubblico.

 

 

Il Kernel Mapping Cinema 2013kernel-areaodeon

 

L’edizione di quest’anno si è presentata in una veste diversa rispetto a quella degli anni passati, dove la proiezione delle opere si accompagnava ad eventi musicali e discoteca con famosi Dj di musica elettronica.

Proprio per avvicinarsi maggiormente al cinema e per problematiche meno artistiche legate al budget, si è preferito, quest’anno, incentrare l’evento su 16 filmati, 12 dei quali, selezionati nell’ultimo anno tra le centinaia che hanno risposto al bando pubblicato online,  partecipano ad un concorso con il premio della giuria critica e del pubblico.

 

E lo show è stato assolutamente all’altezza delle aspettative. 

La facciata di Villa Tittoni Traversi è stata trasfigurata da giochi di luce e di animazioni spettacolari per due ore. Bocche urlanti, stelle, pianeti, elementi architettonici in continua scomposizione, deformazione, rotazione, incendi, esplosioni, luci, figure, ombre. La villa immobile, eppure in continua trasformazione, invecchia nel tempo, ringiovanisce, viene saccheggiata, distrutta e ricostruita, invasa dalle crepe e dalle piante rampicanti. Le finestre dei vetri si frantumano, le parteti cambiano colori, girano su se stesse, le colonne e i profili diventano vasi sanguigni, terminazioni nervose, piattaforme di calcolo, giganteschi circuiti informatici. Le immagini si susseguono accompagnate dalla narrazione di un accompagnamento musicale elettronico martellante che sembra nel bellissimo gioco di illusioni il respiro, la voce, l’urlo di ribellione della perfetta architettura classica di una villa che prende vita, che si esprime, che si modifica lasciandosi plasmare docilmente dalla luce e dalle ombre.

La descrizione che gli artisti francesi di Paradigme forniscono sul programma della loro Concrete Face, esprime e  riassume l’intera serata:

 

Facce e figure, fissare e sfigurare, illusione o forma, deforme, distorta. Punti, linee, punti alla linea. Un ode dell’effimero; un sogno…

 

Il premio della critica è andato al lavoro dei turchi Ouchhh con il loro Mentalis Structuram, per “il magistrale equilibrio fra potenzialità linguistica della disciplina ed efficacia espressiva”.

Ma la vera vittoria è stata quella di tutta la manifestazione e di una tecnica che si presenta prepotentemente nel panorama artistico mondiale, che rielabora oggi il sogno barocco e romantico di fusione tra le arti, nella sinestesia di architettura, musica e arte visiva, aggiungendo la modernità del cinema, l’arte digitale e la scultura dell’effetto visivo della luce. 

Così in una notte di fine estate una villa del settecento si trasforma in uno schermo cinematografico d’avanguardia, su cui ogni artista, a suo modo, si diverte a rileggere e a ridisegnare il passato nel gioco irriverente del presente, mentre il progresso tecnologico-scientifico si afferma, ancora una volta, come il nuovo modello di espressione e miniera di novità con cui confrontarsi e da cui attingere.

 

 

OPERE PRESENTATEkernel-fazio-2

 

Concrete Face, Paradigme (Francia)

EVO, InsynchLab (Italia)

Untitled, Roberto Fazio (Italia) Fuori concorso

123, Julien Noyer (Francia)

Online games, Thetis (Grecia)

Kalamità, Nobu_Lab Project (Italia)

B-Side, Stereochrome (Italia)

Prometheu’s invocation, Andrea Giansanti (Italia)

30 HZ, Telenoika (Spagna) Fuori concorso

Mapping Museo, LuckyAssembler (Italia)

Timelaps, AreaOdeon (Italia) fuori concorso

Mentalis Structuram, Ouchhh (Turchia) Vincitori premio critica

Lo spazio neutro, Kanaka Project (Italia)

My Beloved Brontosaurus, Video Animazioni Vive (Italia)

A-Side, Luca Agnani (Italia)

Untitled, Miami School of Art (U.S.A.) 

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