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Alcatraz Milano: novembre 2013 a tutto rock

Mancano poche ore ad uno dei concerti più attesi della stagione autunno-inverno dell’Alcatraz. Ed è solo il primo di una serie di gruppi leggendari che vi suoneranno da qui a fine novembre. Si tratta degli Editors, dei Pixies e di Nick Cave and The Bad Seeds
 
Partiamo dai primi. Gli Editors sono uno dei gruppi rock e new-wave più influenti del panorama musicale inglese degli ultimi anni. Le loro ispirazioni, i loro rimandi, si sono sempre diversificati e assottigliati a seconda degli album, più dark all’inizio (Joy Division, The Cure e Frank Ferdinand), più operistici e altisonanti nel mezzo (Arcade Fire, U2, Echo and the Bunnymen e Manic Street Preachers), più orecchiabili e indie-pop ai giorni nostri. Leitmotiv di tutta la loro produzione? L’imbarazzante somiglianza ai coevi e bravissimi Interpol, con cui rivaleggiano da anni per la conquista dello scettro di miglior gruppo rock britannico degli anni Duemila. Stasera alle 20.00 presenteranno all’Alcatraz Il prodotto ultimo del loro percorso, il disco “The Weight of Your Love”, a tratti malinconico e delicato, a tratti epico e solenne, che omaggia U2 e Depeche Mode. 
 
Lunedì 4 novembre alle 20.30, invece, sarà la volta dei Pixies, inventori del “garage” e del “grunge” almeno cinque anni prima dell’arrivo dei Nirvana, che peraltro, su stessa ammissione di Cobain, aspiravano ad essere una loro cover band. I Pixies, attivi dal 1986 al 1993 e dal 2004 ad oggi (dopo uno scioglimento durato undici anni), sono responsabili di aver coniato un nuovo linguaggio rock, da loro chiamato “noise pop”, ovvero “due terzi rumore, un terzo pop”, in bilico tra melodie scanzonate e riff graffianti, anzi, abrasivi. I loro riferimenti sono altissimi e trovano in loro una sintesi innovativa e geniale: Violent Femmes, Stooges, Neil Young, Velvet Undeground, Bowie, convivono tutti insieme e in una stessa traccia, con più rumore. Il risultato che ne esce è eccezionale: un rock primitivo ed intellettuale insieme, freddo ed avvolgente, anarchico e raffinato. Di un mese fa è l’ultimo EP, contenente quattro tracce inedite, meno riuscito degli album passati ma dagli stessi inequivocabili potentissimi riff di indelebile memoria. 
 
Maestoso, infine, il protagonista dell’ultimo concerto della proposta alternative rock dell’Alcatraz: Nick Cave con i suoi Bad Seeds, sul palco di Milano il 28 novembre. Un poeta d’avanguardia, letteralmente (ha partecipato anche al Festivaletteratura di Mantova), a volte oscuro e gotico, altre lirico e dolcissimo, che ipnotizza il pubblico mentre riempie il pianoforte di cenere e appunti. Cave è ormai un classico, un “grande” della musica mondiale al pari dei suoi amati Tom Waits e Leonard Cohen, e dalla produzione sterminata come quella di Bob Dylan. La sua musica rispecchia la sua vita e i suoi tormenti, il suo ciclo di condanna e redenzione, di cui l’ultimo album “Push The Sky Away” è altamente rappresentativo; pacato, melodico, in totale controtendenza rispetto ai suoi esordi, pare quasi che dica: “ho visto l’inferno e ne sono uscito”.
 
Non resta che constatarlo con i nostri occhi (i biglietti sono ancora disponibili e costano 50€). 

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