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Legge di Stabilità: Trise, tagli e tasse, riduzioni Irpef e alle pensioni

Premettendo che il lavoro del Governo è ancora in corso, si pensa che la nuova legge rilancerà l'economia italiana, dopo l'aumento della percentuale IVA al 22% che per il momento dovrebbe essere sospeso e scattare dal 1° luglio, sono in arrivo nuove tasse, tagli in particolare per la Sanità, riduzioni Irpef e alle pensioni d'oro, senza contare che al posto dell'Imu arriva la Trise.

governoDefinita "Una legge che dà un forte sostegno a imprese e lavoratori, mantiene l'obiettivo di rimanere nei limiti europei" si prevedono per prima cosa dei tagli alla sanità attraverso i quali si conta di risparmiare oltre 2 miliardi e mezzo nei prossimi tre anni, seguiti da oltre un altro miliardo e mezzo derivato dai tagli regionali.

Per sostituire Imu e Tares, per proprietari e affittuari è in arrivo la Trise, suddivisa in due componenti: la prima per la copertura dei costi per la gestione dei rifiuti urbani (Tari) e la seconda utile a coprire i costi dei servizi indivisibili dei Comuni come l'illuminazione e la manutenzione delle strade (Tasi), con un'aliquota di base pari all'1 per mille.

Per le Imprese che decideranno di assumere più lavoratori a tempo indeterminato nuove deduzioni Irap: sarà riconosciuta una deducibilità del costo per una cifra annuale che non superi i 15 mila euro per ogni nuovo assunto. Sarà restituita la contribuzione aggiuntiva dell'1,4% pagata dal datore di lavoro nel caso venga trasformato in assunzione un trasformi un contratto a termine. Nuove detrazioni Irpef sul lavoro dipendente a basso reddito e l'Editoria godrà di nuovi fondi per favorire l'avvio di nuove imprese e ristrutturazioni aziendali pari a 50 milioni per il 2014, 40 milioni per il 2015 e 30 milioni per il 2016.

Probabili tagli ai ministeri, presidenza del Consiglio compresa. E ancora si dovrebbe rifinanziare la Cassa integrazione in deroga, per la quale sono previsti circa 600 milioni per il 2014. Per quanto riguarda le pensioni di accompagnamento, queste saranno abolite per chi guadagna più di 40 mila euro l'anno e per chi ha un reddito superiore ai 70 mila euro (compreso il reddito del coniuge).

Non ci resta che attendere il decreto legge definitivo.

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