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Erich Priebke: il testamento politico, i funerali e una riflessione

Dopo giorni polemiche e indecisioni si era trovato un luogo per i funerali di Erich Priebke, la cittadina di Albano Calci, nonostante il sindaco avesse emanato l'ordinanza in cui si dichiarava che i funerali non avrebbero dovuto aver luogo lì, questa è stata annullata dal prefetto e il rito si sarebbe dovuto svolgere in maniera privata presso l'istituto Pio X dei padri Lefebvriani con messa in latino, a porte chiuse solo per amici e parenti.

La situazione è degenerata, dalla gente che ha preso a calci e pugni il carro funebre ai manifestanti che mentre la salma era in chiesa urlavano 'assassini' fino a una tentata aggressione a un prete. Tra manifestanti contro e a favore era presente la polizia in tenuta anti-sommossa con 5 mezzi blindati che, data la situazione, ha dovuto fermate diverse persone, alcuni addirittura sono riusciti a entrare nel tempio e alla fine si è deciso di sospendere il funerale.

Non vi sono ancora notizie certe sul cosa si farà, nonostante, stando ad alcune indiscrezioni potrebbe essere cremato nella capitale, considerato che non è previsto alcun trasferimento né in Argentina dove risiede il resto della sua famiglia né in Germania, a Hennigsdorf, suo paese natale. Secondo gli ultimi aggiornamenti la salma sarebbe stata portata nella notte all'aeroporto militare romano di Pratica di Mare.

Erich Priebke, morto lo scorso 11 ottobre, è stato un militare tedesco durante la seconda Guerra Mondiale, capitano delle SS in Italia, in seguito condannato all'ergastolo per aver partecipato alla pianificazione e alla realizzazione dell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Ultimamente stava scontando la sua pena agli arresti domiciliari a Roma, in un appartamento del quartiere Aurelio.

Priebke è stato un criminale, al servizio di una dittatura sanguinaria e che probabilmente la pena scontata non è abbastanza rispetto a ciò che avrebbe meritato, considerando che ciò che ha sconvolto di più è che quest'uomo non si sia mai pentito, anzi nel suo testamento politico ha continuato a negare la presenza delle camere a gas nei campi di concentramento e a rivendicare con orgoglio di aver scelto di essere se stesso.

Il dolore è immenso, ma negare il funerale a un uomo che ormai è morto, aggiungervi altra violenza che sia un calcio a un carro funebre o l'aggressione nei confronti di chi ha idee diverse dalle nostre non cancellerà ciò che è stato e soprattutto non ci renderà migliori.

Sebbene ci siano azioni che non possono essere perdonate ritengo che la storia serve a formarci e imparare affinché gli errori non vengano più commessi. La violenza non si combatte con altra violenza che sia verbale, morale o fisica, già viviamo tra lotte politiche, assalti al potere e aggressioni all'ordine del giorno, guardate un po' quanti casi di violenza sulle donne e la non accettazione dell'alterità, ma bisogna lottare per essere diversi, per diventare migliori e soprattutto per non dimenticare.

Concludo a tal proposito consigliandovi il film documentario Notte e Nebbia di Alain Resnais, vi mostrerà come sono quei luoghi oggi e ciò che vi è stato.

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