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Installazioni, sculture di zucchero e cioccolato: Islands all'Hangar Bicocca

Un allestimento che in un mese e mezzo ha trasformato 4.500 metri quadrati di spazio espositivo in un laboratorio in cui Dieter Roth, avvalendosi della collaborazione dei figli tra i quali Bjorn, che ne ha prodotto direttamente alcune opere, basa il suo iter creativo sulla collaborazione e sulla trasformazione di oggetti e materiali in opere d'arte, abbattendo ogni barriera tra spazio creativo e quello personale.mostra-hangar-bicocca-milano-islands-dieter-bjorn-roth
La rassegna, a cura di Vicente Todolì, presenta per la prima volta in Italia, 100 opere che dialogano direttamente con gli spazi ex industriali dell'Hangar Bicocca.

Realizzata attraverso l'assemblaggio di materiali e oggetti recuperati dalla quotidianità, tra bicchieri, bottiglie, luci, monitor e composto da un bancone, dei lavandini e una spina per la birra, la prima installazione che vedete iniziando il percorso espositivo è Economy Bar (2004-2013) che qui si arricchisce di un modulo del sistema di sorveglianza a circuito chiuso utilizzato fino a poco tempo fa nell'ingresso della Pirelli; inoltre l'opera può essere vissuta e utilizzata dal pubblico come un vero e proprio punto di ristoro.

Esposta alla Biennale di Venezia nel 1982 e, considerata uno dei capolavori dell'artista, è esposta anche all'ultima edizione della Biennale di Venezia "Il Palazzo Enciclopedico": 131 monitor creano una griglia di figure disposte su più livelli. Solo Szenen (Solo scenes) (1997-1998) è un racconto autobiografico per immagini, registrate dall'artista durante un periodo di disintossicazione dall'alcol, diffuse senza una successione temporale.

Tra le opere imponenti della mostra, un'installazione che prevede l'integrazione del pubblico che è chiamato a interagire con gli elementi della struttura, prodotta in occasione di questa mostra. The Relatively New Sculpture (2013) è un opera percorribile che presenta in spazi interamente praticabili composti da luci, scrivanie, vecchie insegne e strumeti musicali recuperati poco prima di diventare rifiuti. L'opera è concepita a partire dall'idea che si possano creare nuove sonorità, pur utilizzando strumenti rotti e in più l'artista fa della situazione dell'instabilità caratteristica peculiare dell'opera.

hangar-bicocca-milano-islands-dieter-bjorn-rothIn mostra anche le stampe Piccadillies: l'artista ha rielaborato e ingranditpartendo da immagini della piazza londinese, tratte da cartoline appartenute a Rita Donagh, moglie di Richard Hamilton, o per riflettere sul concetto di riproducibilità e esemplare unico d'arte.

L'interesse per le caratteristiche cromatiche, olfattive e plastiche dei materiali organici aveva portato Roth a creare lo Schimmelmuseum (Museo della Muffa), che rifletteva l'interesse per l'idea di mutamento e il deperimento dei materiali organici nell'opera d'arte. Si possono ricondurre a questo progetto le opere realizzate con cioccolato e zucchero: qui in mostra potete vedere le torri alte più di cinque metri Zuckerturm (Sugar Tower) 1994-2013, e Selbstturm (Self Tower) 1994-2013 composte da piccole sculture - autoritratto e zoomorfe, e l'opera Coquillen-Zwerge (Coqille Gnomes) 1994-2013. Concludo con una curiosità, il resto è tutto da scoprire: le opere Selbstturm e Coquille Gnomes sono state realizzate direttamente nello spazio espositivo forgiando oltre quattro tonnellate di cioccolato Novi.

Mostra: Dieter Roth - Bjorn Roth "Island"      

6 novembre 2013 - 9 febbraio 2014

Hangar Bicocca - Milano
via Chiese 2, 20126 Milano
Orari:
Lun-Mar-Merc: chiuso
Gio-Ven-Sab-Dom: 11.00-23.00
Ingresso libero

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