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A tu per tu con César Pelli e i grandi architetti di Expo 2015

unicreditexpo2Si chiama “Mi/Arch” il ciclo di 8 lezioni pubbliche curate in questi giorni alla Triennale di Milano dal professor Boeri, docente di Urbanistica del Politecnico: il mese di novembre sarà un susseguirsi di progetti e proposte, avvalorate da un’incredibile equipe d’architetti di fama mondiale. 
Oltre a commemorare i 150 anni del Politecnico di Milano, il più chiaro obiettivo è proiettare Milano verso l’inaugurazione di Expo 2015; imperdibile incontro con il futuro, anche per quanto riguarda lo sviluppo dell’architettura contemporanea di Milano.
 
La serie di conferenze è stata inaugurata proprio ieri dal nipponico Arata Isozaki; oggi è il turno dell’argentino Cèsar Pelli: argentino naturalizzato americano ma di origini italiane, Pelli ha portato con sé idee molto chiare: dopo le celebri Petronas Towers di Kuala Lumpur in Malesia e molti altri edifici avveniristici sparsi in tutto il mondo, in Italia l’architetto si è reso noto ai più come progettista del “Master plan” del progetto Porta Nuova - Garibaldi, capace di rinnovare in maniera incisiva l’urbanista e lo skyline della città della Moda. 
Pelli ha riqualificato buona parte del tessuto urbano del quartiere, fornendolo di un vero e proprio centro direzionale, costituito da tre blocchi avveniristici in pietra, metallo e cristallo, inaugurati alla fine dello scorso anno: i tre unicreditexpo3grattacieli Unicredit, che disegnano una vera e propria piazza-podio circolare di 100 metri di diametro, su cui si erge una torre di 146 mt. con un pinnacolo slanciato alla quota di 231 metri d’altezza: citazione moderna e intelligente della guglia maggiore del Duomo di Milano.
Oggi abbiamo l’onore di possedere il grattacielo più alto d’Italia: nuovo simbolo cittadino, ancora circondato da cantieri in via di evoluzione: si consideri che nello spazio attuale sono in corso lavori continui, volti  alla costruzione di spazi pubblici e residenze private.
Il pregiudizio circa i moderni grattacieli e la loro inutilità tragga in inganno gli scettici: prima di tutto il progetto è costituito da una serie palazzi ecosostenibili. Proprio questa caratteristica, connubio tra tecnologia e razionalismo, scelte ambientali e di risparmio energetico, ha permesso al complesso di Porta Nuova - Garibaldi di diventare il primo progetto italiano di ottenere la certificazione "Leed" per la sostenibilità: un programma volto al riconoscimento di prestazioni degli edifici in settori chiave quali il risparmio energetico ed idrico, la riduzione delle emissioni di CO2, il miglioramento della qualità ecologica degli interni, i materiali e le risorse impiegati, il progetto e la scelta del sito.
 
Un ponte pedonale che, partendo dal podio, attraversa nuovi complessi edilizi, funge da raccordo tra Corso Como, con i suoi negozi e locali alla moda, la rinnovata stazione Garibaldi FS, e lo storicamente isolato “Quartiere Isola.” Il progetto prevede ampie aree verdi residenziali, passeggiate e percorsi ciclabili lungo i quartieri esistenti, fino a ai Giardini di Porta Nuova e a via Melchiorre Gioia, con conseguente valorizzazione del Cimitero Monumentale, in via di restauro.
unicreditexpo1La conclusione dei progetti permetterà, sostiene Pelli, “di poter di raggiungere a piedi o in bicicletta ogni quartiere, senza dover mai attraversare una strada, come nelle città avveniristiche.” 
L’architetto ha altresì dichiarato che un edificio moderno non deve essere un corpo estraneo, eccessivo e invasivo dell’ambiente, bensì svolgere funzioni razionali e concrete, tali da adattarsi al contesto circostante. Ritiene anche che sarebbe stato difficile realizzare un complesso come il Garibaldi - Porta Nuova in una città diversa da Milano, culla di geni del passato come Bramante e della dinastia Sforzesca: città da sempre in grado di rialzarsi, anche dopo una guerra o una lunga crisi. Per lui la vera metropoli del futuro non è Parigi, tantomeno Londra, bensì Milano. 
 
Tralasciando il repertorio di sviolinate, siamo in ogni caso grati all'argentino Cèsar Pelli per aver liberato la città dal grave periodo di stasi architettonica che ha afflitto Milano dagli anni ’60 fino a poco tempo fa.unicreditexpo4
Il ciclo di convegni, realizzato con il sostegno di CityLife, Fondazione Prada, Hines Italia SGR e Università Bocconi si chiuderà il prossimo 29 novembre, data di fondazione della prestigiosa istituzione universitaria del Politecnico di Milano. I prossimi ospiti di questi giorni saranno David Chipperfield, i Grafton Architects, Rem Koolhaas, Daniel Libeskind (che, come è ben noto, avrà un ruolo di spicco nel progetto City-Life della zona Fiera), il nostro Renzo Piano e Kazuyo Sejima. Ognuno di essi ci narrerà i suoi sogni e progetti personali per gli edifici che andranno a formare la città del futuro: come ha rimarcato il curatore e professor Boeri, architetture che tra 50 anni saranno i simboli del nostro tempo presente come ai giorni nostri lo sono ancora la Torre Velasca e il Pirellone. Forse che il mito della “Città che Sale” del Boccioni e della Milano coraggiosa e innovatrice del dopoguerra sia destinato a un felice seguito?  Ce lo auguriamo con tutto il cuore.

Vedi anche:
Cantiere Duomo - Expo 2015, costi e scontri. L'acensore della discordia.

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