I Legnanesi

Facendo parte, nel mio piccolo, di una compagnia teatrale dialettale, non posso non dedicare un articolo a una compagnia che del dialetto ha fatto la sua bandiera, mi riferisco ai Legnanesi.

Ascoltando il loro dialetto, molto simile al milanese, le loro storie che raccontano la quotidianità della vita, soprattutto della gente semplice, poveri lavoratori e massaie delle vecchie case di ringhiera, con le loro gioie e le loro fatiche, non si può non divertirsi.

La Compagnia è stata fondata l’8 Dicembre del 1949, da Felice Musazzi, attivo nelle rappresentazioni teatrali in dialetto milanese e legnanese, presso l’oratorio del quartiere Legnarello a Legnano.
Nella Compagnia originaria, nessuno dei componenti era attore professionista, ma tutte persone che amavano recitare. La caratteristica principale del gruppo, ieri come oggi, è quella che gli attori sono tutti di sesso maschile che devono recitare anche ruoli femminili, per cui si abbigliano con abiti e tengono atteggiamenti femminili, così da rendere ancor più comica la loro recita.

L’ambientazione delle loro commedie è di solito la “corte lombarda”, che era un insieme di abitazioni, dette case di corte, costruite attorno ad un’aia o cortile, e che presentano un unico ingresso in comune dalla strada tramite un portone. I protagonisti sono: i Colombo, famiglia composta dal marito Giovanni, ora interpretato da Luigi Campisi, che ben caratterizza il campagnolo della vecchia periferia. Sua moglie, Teresa, tipica donna di cortile, rumorosa e pettegola, interpretata prima da Felice Musazzi, e ora da Antonio Provasio. La figlia, eterna zitella, Mabilia, all’occorrenza assistita da ballerini, anche questi non professionisti, interpretata da Enrico Dolceri.
La figura principale è sicuramente la Teresa, la quale concentra comicità e arguzia, coinvolgendo gli altri nelle più diverse situazioni .
Altri personaggi che caratterizzano la Compagnia sono: la cugina Pineta, la Carmela, inimitabile meridionale, la Chetta, antagonista della Teresa, la Mistica, “Don Pietro”, il “Sindaco”, l’Esterina e la Maria.

Sicuramente nel panorama teatrale dialettale lombardo è la Compagnia più importante. Molti sono i premi ricevuti, tra cui ricordo l’Ambrogino d’Oro, la Rosa Camuna, premio al lavoro in Lombardia; il premio Isimbardi, della Provincia di Milano e il premio Sarchiapone – Walter Chiari, alla carriera teatrale.

Voglio ora citare alcune delle tante commedie da loro messe in scena:

-        E un dì nacque Legnarello, del 1949 e che diede inizio alla loro affascinante avventura teatrale.

-        Fam fùm e frec, del 1954

-        Chi vusa pùseè, la vaca l’è sua, del 1970

-        Il cortile dei miracoli, del 1979

-        Bu…. Come buleta, del 2004

-        Regna la rogna, del 2008

-        Sem nasù per patì…. e patèm, del 2012

-        Lasciate che i pendolari vengano a me, del 2013.

-        La scala è mobile, del 2014. La commedia sarà al Barclays Teatro Nazionale di Milano sino al 23 febbraio 2014.

Spero con questo breve di aver sollecitato la curiosità di chi ancora non ha assistito a un loro spettacolo, facendogli nascere il desiderio di andarlo a vedere.
Lo consiglio di cuore, trascorrerete un paio d’ore di sana allegria e, cosa non secondaria, sentirete il nostro bel dialetto, che ben si presta nella recitazione.

 

                                                                           Il Barbapedana

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