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Roberto Vecchioni - Poesie in musica al Teatro Nuovo

Rroberto vecchionioberto Vecchioni riesce nuovamente a stregarci con il suo ultimo album “Io non appartengo più” che presenterà a Milano al Teatro Nuovo in Piazza San Babila, i prossimi mercoledì 13 e giovedì 14 novembre alle ore 21. Lo spettacolo rientra in un tour teatrale che, partito da Crema dove a fatto il tutto esaurito, passerà per 15 città italiane nei mesi di novembre e dicembre.
 
Durante il concerto si alterneranno canzoni nuove e pezzi classici, e l'esibizione sarà “semplice e rigorosa”, come preannunciato dal cantautore che sarà accompagnato dalla sua band storica, Lucio Fabbri (pianoforte, violino, chitarre), Massimo Germini (chitarre), Roberto Gualdi (batteria), Marco Mangelli (basso) a cui si è unito un trio di archi formato da Costanza Costantino (violino), Riviera Lazzeri (violoncello) e Chiara Scopelliti (viola).
 
Più che mai, in queste sue ultime composizioni, è il testo protagonista delle canzoni a cui fa da sfondo  una musica avvolgente e non invadente che costituisce la perfetta base musicale da cui emergono le sue poesie. Ascoltando i 12 brani del nuovo album, chi ben conosce e apprezza da anni le canzoni di Vecchioni, ritroverà certamente molte delle tematiche del suo repertorio che vengono riprese e riplasmate per compiere un ulteriore balzo, continuando a coinvolgerci ed emozionarci.
Come non correre col pensiero a Le mie ragazze, quando ascoltiamo Le mie donne,  un inno alle donne della sua vita, alle grandi donne della storia, alle donne che lavorano con fatica e dedizione, figure femminili forti e sensibili, pragmatiche e sognatrici. Come non ripensare ai viaggi per mare di Velasquez, mentre in Stelle, ci lasciamo trascinare dal capitano che chiede: “Stelle di questo mondo, mandatemi una luce per vedere fino in fondo”. E sicuramente il tema della memoria, del tempo che vorremmo fermare, delle cose che vorremmo ancora dire, di cui ci parla in Il miracolo segreto, ci riportano alla mente Blumun e Dentro agli occhi . Fra i vari gioielli di questa ultima produzione, merita, infine, un’attenzione particolare la canzone Ho conosciuto il dolore, che si distingue come una perla rara e preziosa: un brano parlato in cui Vecchioni guarda in faccia il dolore, lo affronta a viso aperto, lo combatte e lo vince con quell’orgoglio di “essere uomo” di cui urlava al cielo nella Stazione di Zima.
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