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No alla Pedofilia. Google blocca le ricerche pedopornografiche sul web

La Pedofilia è uno dei grandi problemi della nostra società e la sua diffusione sul web tende ad amplificare la questione sempre di più, se non in alcuni casi a favorirla. Da oggi anche Google dice No a questo fenomeno impegnandosi a combatterlo. È stata divulgata infatti la notizia da Eric Schmidt, amministratore delegato di uno dei più grandi colossi del web, che annuncia l'arrivo di nuova tecnologia utile a bloccare, per lo meno si spera, un gran numero di quelle che sono ricerche pedopornografiche su Internet.

google-stop-ricerche-pedopornografiche-sul-webAll'interno di un articolo pubblicato sul Daily Mail, Schmidt spiega che sono stati individuati più di 100.000 tipi di ricerca legati alla pedopornografia e che ora potranno essere bloccati; si partirà inizialmente con delle limitazioni nei confronti dei paesi di lingua inglese per poi estendere il blocco in un arco di tempo, previsto entro sei mesi, a tutto il resto del mondo. L'annuncio delle nuove misure arriva poco prima del vertice sulla sicurezza in Internet che si terrà a Londra, dove David Cameron incontrerà a Downing Street i vertici di Google, Microsoft e altre società per fare un punto della situazione.

Mobilitando più di 200 dipendenti e partendo dall'analisi di diversi casi di pedofilia, che talvolta hanno portato non solo a violenze ma anche a delitti, si è capito che in precedenza questi "uomini" hanno percorso le strade del web, passando per Google prima e per Facebook poi, e della televisione, trovando lì l'ispirazione e le immagini che hanno condotto a commettere queste atrocità. Le indagini hanno portato a capire qualcosa di più del rapporto tra pedofili e Web, carpendo un certo numero di query "tipiche" per il reperimento del materiale indicizzato dai motori. Da qui si è iniziato con la costruzione di un filtro mirato in grado di identificare quelle legate senza ombra di dubbio alla pedofilia.

Fino ad oggi, Google aveva evitato ogni intervento sul tema poiché è sempre difficile individuare quali siano le linee di confine riguardanti la libertà di espressione online. Google ha spiegato di aver messo a punto nuovi algoritmi con i quali l'opera di filtro su questo materiale sarà più efficace, senza contare che sta già collaborando con associazioni quali Internet Watch Foundation (IWF) e US National Center for Missing and Exploited Children (NCMEC) ed è stato costituito e analizzato un database di immagini pedopornografiche da gestire e sfruttare. Microsoft già da tempo si avvale di una sua tecnologia utilizzata per identificare e cercare le vittime degli abusi, e anche YouTube inizierà il proprio lavoro di identificazione dei video per una correlazione con query e SERP.

Speriamo che tutto quell'universo che viaggia attorno al "sistema pedofilo" si riduca notevolmente a partire proprio dalla rete, continuando a combattere questa violenza realmente e concretamente perché se online la pedofilia trova la sua distribuzione non bisogna dimenticare che è offline che il problema reale trova compimento e diventando tragicità.

Tiziana

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