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Emma Marrone: la nuova icona gay sold out al Forum d'Assago

emma marrone Locandina20 novembre 2013 grande successo per Emma Marrone con il sold out del Mediolanum Forum di Assago da fare invidia anche alle più affermate star internazionali.
 
Dopo il successo radiofonico e di vendite di “Amami”, “Dimentico tutto” e “L’amore non mi basta”, la cantante salentina omaggia con il suo Schiena Tour le maggiori città italiane. Milano la accoglie regalandole un tutto esaurito e un pubblico in delirio che per la prima volta la celebra in un palazzetto di grande portata.
 
Il concerto si apre con “Amami”, la hit estiva “Dimentico Tutto”, “Cercavo Amore”, “Sarò Libera”, i duetti con l’amico e fratello Nesli e “Arriverà” con il compagno d’avventure sanremesi Checco Silvestre dei Modà. Per concludere con “Non è l’inferno”, “La mia Città” (brano autografo) e “Calore” il suo primo grande successo e probabilmente l’unico veramente noto.
 

Emma marrone tutina rossa

Durante il concerto mi guardo intorno e un aspetto in particolare mi incuriosisce, facendomi considerare il personaggio di Emma Marrone sotto una nuova luce. E’ dai tempi di “Amici” che si alimentano dicerie riguardo alle sue preferenze sessuali, voci tuttavia mai smentite né confermate dall'artista. Ma qui nel parterre, osservando alcuni dei miei compagni e compagne d’avventura, mi rendo conto come la giovane cantante sia diventata una vera e propria icona gay di tutto rispetto! 
 
Nonostante nessuna esplicita dichiarazione da parte sua una buona parte dei suoi fans si riconosce in lei. Sarà forse l’abbigliamento? Del resto Emma sul palco è la prima a dichiarare: “Anche se porto gli stivali sono sempre una Signora” quasi a voler rassicurare chi non se ne fosse accorto! Sarà forse l’energica gestualità che sfoggia mentre canta? Cosa sarà? Chi lo sa, ma soprattutto chissenefrega! In attesa di nuovi pettegolezzi sono costretta a tenermi questo angoscioso dubbio che mi toglierà il sonno e l’appetito e a godermi il suo trionfo milanese che sono certa proseguirà anche sui palchi di Padova, Bologna, Firenze, Roma, Acireale, Napoli, Pescara e Torino.
 
Tre cambi d’abito: un’attillata tutina rossa, un vestito da sera bianco con un generoso spacco e per finire un’altra tutina identica alla prima se non per il colore argentato e per qualche chilo in più che faceva intravedere.
 
Scenografia ed effetti speciali un po’ trascurati e ridotti al minimo indispensabile, ma la cura del visual a mio avviso può passare in secondo piano quando il palco è dominato da una delle voci più intense e calde della musica italiana. Come dichiara: “Sul palco niente tigri basto io”. E vista l’adrenalina a fine concerto non posso che essere d’accordo.

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