Il Gatto nella storia

gattoMentre in un articolo precedente, sempre inerente al gatto, prendevo in considerazione l’animale dal punto di vista simbolico, con quest’articolo desidero narrare del gatto considerato sotto aspetti diversi.

Il primo aspetto che espongo è quello legato alle favole.
Favole sugli animali ve ne sono moltissime in ogni parte del mondo, così come quelle, dove il protagonista è il gatto.
Le più antiche sono quelle di Esopo (VI sec. a. C.), dove il gatto fa la parte dell’astuto e del cattivo predatore. Con queste caratteristiche, con l’aggiunta dell’intelligenza e di un forte egoismo, lo si legge in alcune favole di La Fontaine, siamo nel XVII secolo.
Il favolista Perrault modifica questa visione negativa del gatto, scrivendo la famosissima favola “ Il Gatto con gli stivali”, ripreso poi anche dal cinema. Perrault fa del felino un animale si intelligente e scaltro, ma che rivolge queste sue qualità anche a favore dell’uomo; quest’immagine è ben rappresentata nella fiaba “Il marchese di Carabà”.
Nella favolistica “gattesca”, non possono mancare i fratelli Grimm, che nei loro racconti fanno assumere all’animale sia ruoli negativi sia positivi.
Parlando di autori italiani impossibile non citare la favola di Pinocchio, dove il gatto, in combutta con la volpe – altro animale che rientra spesso nelle favole – svolge un ruolo molto importante e molto simbolico. Troviamo poi “La fiaba dei gatti”, di Italo Calvino, e Gianni Rodari che propone diverse fiabe che vedono protagonista il gatto.
Anche nella letteratura straniera non mancano scrittori che raccontano del micio, ricordo L. Carroll con “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie”, con il famoso Stregatto, poi ripreso in versione cinematografica. Edgar Allan Poe, con “ Il gatto nero”. Un gatto letterato è quello di H. Ernst T. Di Kipling Il gatto che se ne andava per i fatti suoi”, oppure il gatto Behemot nel racconto “ Maestro e Margherita” di M. Bulgakov, e moltissimi altri autori che fanno del gatto un protagonista dei loro racconti.


Anche la poesia non tralascia quest’argomento, infatti, molti sono gli autori che dedicano al gatto i loro versi, ad esempio  Neruda, Baudelaire, Elliot, Apollinare, il Tasso, Nodari, Merini e altri ancora.


Un altro spazio lo voglio dedicare al gatto nei fumetti e nei cartoni animati. Senz’altro uno dei più conosciuti è “ Il gatto Silvestro”, creato nel 1942, e sempre alle prese con il canarino Titti, che vorrebbe mangiarsi in un boccone. Altro gatto simpatico che ha allietato le ore di molti bambini, è Tom, anche lui sempre in combutta col topo Jerry, così come il gatto Birba, pestifero compagno di Gargamella, sempre pronto a cacciare i Puffi.
Gatti protagonisti li troviamo in molti film di Walt Disney, quali Gli Aristogatti, che vede protagonisti la gattina Duchessa, Romeo – Er mejo gatto del Colosseo – e i tre simpatici cuccioli. Altro protagonista famoso è Il Gatto con gli Stivali, che troviamo anche nel film “Sherek”, così come famoso è il gatto Felix, conosciuto da noi anche come Mio Mao. Il Gatto e la Volpe di Pinocchio, più volte celebrato, sia in cartoni sia con attori veri; chi non ricorda i due protagonisti Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, nei panni dei due furbi e disonesti animali! Neppure posso scordare quel ladrone, nemico di Topolino, Pietro Gambadilegno con la compagna Trudy. Altro gattone che si diverte a giocare con un orsacchiotto di peluche e guardare la televisione, è Isidoro o Garfied. Eccoci al famoso Stregatto di Alice, che sparisce e appare sempre all’improvviso, offrendo i suoi consigli. Due gatti impenitenti e bugiardi li troviamo in Lilly e il Vagabondo, mentre in Cenerentola abbiamo il malvagio gatto Lucifero.


Anche la pubblicità non poteva non prendere in considerazione questo simpatico felino, ecco allora uno spot che ritrae alcuni gatti che si alleano per riuscire a bere il latte che un signore vuole tutto per sé; oppure il WWF che ha utilizzato l’immagine di un micio per la campagna di promozione delle risorse e cibo sostenibile.


Nel cinema diverse sono le pellicole in cui compare il gatto, a volte solo come comparsa, a volte con ruoli da protagonista, come nel film “ Il terrore negli occhi del gatto”, oppure nel film di Comencini, con la Melato e Tognazzi, “ Il Gatto”. Altro film dove il gatto è protagonista è “ Il Gatto milionario”. Nel panorama cinematografico non possono mancare film che vedono protagonista il gatto in cartoni animati. Ricordo il già citato Gli Aristogatti, o quel bel film che è “ La Gabbianella e il Gatto”.


Altro aspetto che vede protagonista il gatto è quello dell’arte pittorica, e non solo. Moltissimi sono gli artisti che hanno dipinto un gatto, da Leonardo a Lorenzo Lotto, da Renoir a Goya, da Manet a Klee, a Durer, a Picasso; quest’ultimo ritrae un gatto che tiene tra i denti un piccolo volatile. Diversi sono i dipinti di Renoir in cui compare un micetto, come “ Nella giovane donna assopita col gatto in grembo”, o nel “Vaso di Gerani con accanto alcuni gattini addormentati”. Manet ha dipinto la moglie che tiene in grembo il suo gatto Zizi. Goya che ritrae l’infante Don Manuel Osorio con tre gatti, o Mirò che raffigura un gatto nella tela “La fattoria”. Il pittore contemporaneo Balthus, che soleva identificarsi con questo felino, lo ha dipinto su diversi quadri, ad esempio in “Autoritratto”, il “Re dei Gatti”. Un altro artista di fama, Botero, amava dipingere il gatto, e lo troviamo nelle sue tele. Insomma, lungo sarebbe l’elenco di opere che raffigurano il gatto, per cui lascio a voi il piacere di scoprirle.


Neppure la musica ha tralasciato l’occasione di dedicarsi al gatto, la prima canzone che canta di lui risale all’ultimo decennio del 1600, e ha per titolo: “Cantata di mezzanotte del gatto”. Nel secolo successivo troviamo una composizione di Scarlatti, per pianoforte e clavicembalo, dal titolo “ Fuga del gatto”. Altro fervido musicista che scrive di gatti è Gioacchino Rossini, nel “Duetto buffo di due gatti”. Il dialogo tra due gatti, uno bianco e uno nero, lo troviamo in Chaikowski nella “Bella addormentata nel bosco”; così come Stravinski che compose “ Il Gufo e la gattina”. Venendo ai tempi nostri ricordo D. Modugno nella canzone “Lo misciu niri”, e la famosissima “C’era una volta una gatta…” di Gino Paoli. Bennato lo ha cantato nella sua canzone dedicata a Pinocchio, così come al gatto anche i Pink Floyd hanno dedicato una canzone. Impossibile non citare lo Zecchino d’Oro, che ha espresso canzoni come “Quarantaquattro gatti” e “Volevo un gatto nero”.


Termino dicendo che in dialetto milanese gatto si dice gàtt, ma anche gnàu, minàu, misc, misciòn, mòsc e mosciòn. Per finire davvero in bellezza, ecco una poesia dedicata al gatto della poetessa Alda Merini.


AL MIO GATTO

Chissà che anima remota occulti,
mentre mi scruti misterioso e altero
con grandi occhi di ambra
o mentre guardi l’oscurità
con alterne scintille, verde brace!

Il Barbapedana

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