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Codice Trivulziano: il manoscritto di Leonardo, in mostra fino al 1 dicembre

codice-trivulziano-leonardo-da-vinci-castello-sforzesco-mostra-milanoLa mostra dedicata al celebre Codice Trivulziano di Leonardo da Vinci, in scadenza il prossimo 1 dicembre, va collocata tra le numerose iniziative promosse in questi giorni da Bookcity.

Ampio assortimento d’appunti e disegni d’inestimabile valore, il libercolo, steso a più riprese tra 1478 e 1490, figura tra i più importanti codici autografi del grande maestro fiorentino: quell'“omo sanza lettere”, come egli stesso amava definirsi, che le vicende dell’epoca (ventitré anni di soggiorno a Milano) avevano in un certo senso naturalizzato lombardo. 

Il codice, in mostra in una teca di vetro, può essere virtualmente sfogliato attraverso una coppia di schermi digitali presenti in sala: postazioni informatiche ad alta definizione, con differenti opzioni come il rovesciamento del testo e svariate gradazioni luminose che permettono al visitatore di gustarsi con calma la tecnica del sommo maestro: la puntasecca, che alla luce radente pare quasi un’incisione su carta. Le pagine sfilano come per magia, tra progetti di balestre, catapulte, canali idrici e rulli, studi di fisiognomica e tempietti a pianta centrale cinti da corone di cappelle radiali.

Cinquantacinque fogli per un concentrato di appunti, rigorosamente scritti alla rovescia e corredati da schizzi d’ingegneria militare e architettura ecclesiale, il Codice Trivulziano è senz’ombra di dubbio uno dei manoscritti più vari e poliedrici dell’eclettico genio che portarono il Rinascimento alla maturità: un concentrato di idee, fonte d’ispirazione per i progetti di molti altri artisti a lui coetanei e successivi: primo fra tutti il collega Bramante, per quanto riguarda lo sviluppo architettonico della pianta centrale, e l'Amadeo per il tiburio del Duomo di Milano.

il-codice-trivulziano-milano-castello-sforzesco-interattivoI leonardeschi e Lomazzo avrebbero approfondito le sue novità nell'ambito della fisiognomica. Insieme al codice, nella Sala del Tesoro risaltano pannelli esplicativi luminosi, oltre a testi di contorno di altri autori, chicche e curiosità varie: il de Architetura di Vitruvio, tradotto in italiano volgare da Fra’ Giocondo; un testo del neoclassicista Giuseppe Bossi dedicato al Cenacolo con postille autografe di Stendhal e un opuscolo sugli studi anatomici leonardeschi, steso nientemeno che da Karl Marx.

La Sala del Tesoro, sede scelta per l’esposizione, è davvero appropriata; su una parete troneggia l’affresco del guardiano Argo, fra architetture rinascimentali, pavoni e tondi monocromi: capolavoro eseguito nel 1496 da Bramantino, o forse da Bramante stesso.

L’iniziativa è stata curata da Edoardo Villata, docente di Storia dell’arte moderna all’Università Cattolica di Milano, con la concessione dell’ente Raccolta Vinciana che pubblica studi su Leonardo da quasi un secolo.

Chi volesse ammirare il Codice ha poco tempo, che può spender bene durante il weekend: l’inestimabile valore del codice impedisce di esporlo per troppo tempo. In caso contrario, le postazioni virtuali rimarranno comunque in loco fino al prossimo 2 febbraio 2014.

Marco

Il Codice Trivulziano di Leonardo

Dal 22 novembre al 1 dicembre 2013; postazioni virtuali fino al 2 febbraio 2014

Castello Sforzesco - Sala del Tesoro 
piazza Castello, 1 - Milano 
Orari di apertura: 
dal martedì alla domenica 9.00 - 17.30 (l'accesso è consentito fino alle ore 17.00)

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