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Mercato Bello, 7-8 dicembre: il bello del natale a Milano

La moda del momento? L'handmade market, la versione molto più stylish e raffinata dei mercatoni di natale all'italiana pieni di corredi e centritavola. E a Milano, da che la fiera degli Oh bej Oh bej è stata infaustamente spostata dalla Moratti da S. Ambrogio al Castello Sforzesco perdendo molte delle bancarelle di nicchia che vi si concentravano tra le vie più anguste, di un mercatino in cui poter trovare pensierini unici e pezzi originali c'era proprio bisogno.
 
Eccolo finalmente, il Mercato Bello. Dove, lo dice già un po' il nome: allo straordinario Ostello Bello di via Medici (traversa di via Torino all'altezza del Carrobbio), l'unico posto di Milano dove puoi sostare per ore e stare al computer senza che ti si guardi male.
 
L'ostello non è nuovo a questo tipo di iniziative: già il venerdì è diventato un cult per via dell'happy hour più economico della città (4€), inoltre il pianoforte che si trova nella sala d'ingresso si presta a serate d'intrattenimento musicale da parte di virtuosi e dj e la lezione di musica è alle porte (letteralmente).
 
Il Mercato Bello, allestito nel piano di sotto dell'ostello, non solo è una cornice pre-natalizia ideale per qualsiasi anima romantica, ma nelle edizioni passate si è rivelato un'utilissima occasione per avere la pensata geniale o il regalo perfetto cui non saremmo mai giunti altrimenti.
 
Tra le bancarelle, sabato 7 e domenica 8, dalle 12 alle 21, ci saranno gli architetti Twentytrees con i loro vasetti di muschio per contenere le piante secondo la tecnica giapponese del kokedama; Ladylike con i suoi capi dagli inserti in maglia, lana e/o acrilico, il duo italo-svedese Äduo con le sue fantasiose illustrazioni; Lovetop Jewels con i suoi gioielli esotici e Fil Rouge con i suoi accessori ricercati e altamente rifiniti. E poi ancora, i portatabacco in pvc di Tobag, gli sciarponi di Magi, le dolcissime borse di Moks e i burattini di Maraconde.
 
Un'edizione ulteriormente migliorata e arricchita di contributi di designer sempre più attenti a definire la loro cifra stilistica e a distinguersi tra i meandri del DIY, dove spiccare per originalità diventa una sfida sempre più ostica.
Chissà che non vi sia già venuto in mente un pensiero per qualche vostro amico.
A me sì, mentre scrivevo.

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