Una mostra per Tino Stefanoni

Negli spazi della galleria del Gruppo Credito Valtellinese, situata nei pressi di Corso Magenta e da sempre la vetrina delle iniziative milanesi dell’omonima Fondazione, è in corso la mostra L’enigma dell’ovvio, una delle antologiche più complete dedicata alla figura del pittore di Lecco, Tino Stefanoni.

tino-stefanoni-galleria-gruppo-credito-valtellinese-mostra-milanoNella mostra, curata da Valerio Dehò sono in esposizione circa cento opere dal 1965 fino a oggi, che ripercorrono il percorso artistico di Stefanoni, dalla Pop Art fino ad arrivare alla razionalità della metafisica di De Chirico.

Dopo aver studiato presso il Politecnico di Milano, dal 1967 il pittore si è aperto alle strade, sempre nuove e stimolanti, dell’arte contemporanea.

Già nel ciclo dei Riflessi, dipinti tra il 1965 e il 1968, Stefanoni utilizza dei piccoli rilievi tondi per fare intuire paesaggi in miniatura, con una grandissima attenzione al dettaglio anche più insignificante, una della caratteristiche principali della sua poetica.

Tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, il pittore lavora ai Segnali stradali regolamentari, in cui utilizzando con modalità ironica e demistificante allo stesso tempo dei normali cartelli stradali con al loro interno dei normali oggetti di uso comune, cerca di inserire nell’elemento visivo qualcosa che un tempo apparteneva solo alla parola.

stefanoni 2Un’idea che per tutti gli anni Settanta si concretizzerà in quello che è stata definita una “metafisica senza mitologia”  con gli oggetti comuni disposti in una serie di file ordinate, sovrapposti o affiancati in uno spazio vuoto o segnato da linee geometriche.

In questo senso vi sono degli esempi significativi come le Piastre, guida per la ricerca delle cose del 1971, le Memorie su carta carbone del 1975 – 76 e l’Elenco di Cose, 215 quadri ideati con la lente di ingrandimento.

Dagli anni Ottanta con la serie delle Apparizioni e le nature morte di Senza Titolo, la ricerca di Stefanoni si è spostata verso la Metafisica, con uno stile molto vicino al Beato Angelico.

Come descrive Valerio Dehò “Tino Stefanoni non adopera dei simboli, non vuole far aprire le porte all’ignoto o dell’inconoscibile. La sua apparente freddezza racchiude una passione per tutto ciò che di semplice l’uomo sia riuscito a creare, la sua arte ha pochi coinvolgimenti emotivi in questa fase proprio per l’essenzialità della disciplina platonico-cartesiana ma presuppone la complicità dello spettatore, la sua capacità di farsi sorprendere dall’ovvietà come strada per rileggere l’intera realtà. Il lavoro di Stefanoni è cristallo di rocca da scaldare con lo sguardo” come anche nel caso delle recenti Sinopie, dipinte con la tecnica dell’affresco.

Paola

Tino Stefanoni. L'enigma dell'ovvio

Dal 20 novembre 2013 al 13 gennaio 2014

Galleria Gruppo Credito Valtellinese
corso Magenta 59, Milano
Dal lunedì al venerdì ore 13 - 19.30 e sabato ore 9 - 12
Ingresso libero

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