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Rito, Costume, Paradosso. Il Cammino del Pane allo Spazio Oberdan

20131206 152637La mostra collettiva, promossa dalla Provincia di Milano - Assessorato alla Cultura, rientra nel progetto pluriennale Non di solo Pane ideato da Susanna Vallebona e racconta il rapporto dell’Uomo con il Pane, inteso come sostentamento ma anche come elemento di definizione culturale. Si delinea  un cammino, dove lo sviluppo umano si definisce attraverso l’uso del Pane. Il percorso espositivo analizza lo sviluppo del rapporto uomo–nutrimento e lo segue cronologicamente dalle origini fino ai nostri giorni.

Si individuano principalmente cinque sezioni, che seguono questa logica cronologico-antropologica: nella prima Il Pane è il sostentamento originario e originato dalla Terra. Vediamo opere che studiano la mitologia di Gea, divinità creatrice e protettrice, madre di tutto nelle opere di Carla Cacianti e ventre produttivo per Walter Valentini. La prima presenza in grado di donare all’uomo la materia per il proprio sostentamento, e la capacità di utilizzare i doni elargiti. Da qui la nascita dell’agricoltura e il mito di Proserpina: la perpetuazione delle stagioni come garanzia di continuazione della vita.

La sala e sezione successiva offre una riflessione sull’insediamento stanziale e il conseguente rito del cibo frutto del lavoro umano. La semina per Silvia Cibaldi con l’installazione Offertorio/Rito Propiziatorio,  e la conservazione per  Valerio Gaeti con Il grano in mezzo alla zizzania.

Terza sezione: il rito sociale. Quando il pasto viene consumato collettivamente nascono nuovi rituali: oltre che per nutrirsi la tavola rappresenta l’appartenenza cuturale e ostenta lo status. L’idea della condivisione, dello spartire la mensa è accolta nella simbologia cristiana. Interessante la grande installazione See you later, una tavola imbandita di posate in seta e stralci letterari come tovaglioli, di Marina Gasparini.

mostra-milano-spazio-oberdanLa quarta parte è dedicata alla difficoltà del procurarsi il cibo e l’emigrazione alla sua ricerca. La storia dell’uomo è costellata di fatica, povertà e calamità naturali, e questi sono gli elementi de L’atelier delfornaio-sotto la neve pane- pane penuria e guerra di Lucia Pescador. Suggestiva Il canto del Pane di Gabriella Benedini, un tributo al cantico dell’armeno Varujan.

L’ultima sezione arriva i nostri giorni e al travisamento del valore primario del cibo. Dalla cupidigia deformante nel disegno di Josè Molina, allo spreco e al rifiuto in Discarica di Iuccia Discalzi Lombardo, ecco il Paradosso. Nell’ultima sala l’installazione Pane, michetta milanese di Armanda Verdirame pare invece riconciliarsi con l’origine culturale e locale.

L’idea della mostra è quella di stimolare alla riflessione, proporre l’arte come suggestione e invito alla riflessione sul tema attraverso una molteplicità di linguaggi e stili, con artisti di diverse generazioni a confronto.

Michela Ongaretti

Rito, costume, paradosso. Il cammino del pane

Dal 26 novembre 2013 al 26 gennaio 2014

Spazio Oberdan 
Viale Vittorio Veneto 2, Milano 
Orari: 10 - 19.30 (martedì e giovedì fino alle 22), lunedì chiuso 
Ingresso libero

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