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La Musica Dipinta nell'opera di Ragnar Kjartansson all'Hangar Bicocca Milano

Fino al 5 gennaio 2014 è possibile visitare l’opera dell’artista islandese Ragnar Kjartansson, The Visitors (2012), che unisce arte, musica, video e cinema in un’emozionante installazione video.

ragnar-kjartansson-the-visitors-hangar-bicocca-milanoLa mostra curata da Andrea Lissoni (curatore Hangar Bicocca) e Heike Munder (direttrice del Migros Museum Fur Gegenwartskunst di Zurigo) è ospitata all’interno dello Shed, lo spazio di 1400 metri quadrati dedicato agli artisti più giovani, all’ingresso del magnifico spazio espositivo dell’Hangar Bicocca. Si tratta di un’opera d’arte totale in cui poesia e musica si fondono in un instabile mix visivo e sonoro tra parodia  e misticismo.

The Visitors è il titolo del lavoro di Kjartansson ma è anche il titolo dell’album musicale degli Abba. E’ un album pieno di solitudine, malinconia, senso di cambiamento e di perdita che, fin dall’inizio, ispira l’artista nella realizzazione del suo lavoro. 

L’opera è composta da 9 proiezioni video in scala 1:1 in cui compaiono 9 musicisti (amici dell’artista) che intonano, attraverso la voce e diversi strumenti musicali, la stessa melodia per più di un’ora: Feminine Ways di Asdis Sif Gunnarsdottir.

Review1629 abba - the visitorsDi seguito il testo:

A pink rose
In the glittery frost
A diamond heart
And the orange red fire
Once again I fall into
My feminine ways
You protect the world from me
As if I’m the only one who’s cruel
You’ve taken me
To the bitter end
Once again I fall into
My feminine ways
There are stars exploding
And there is nothing you can do

IMG 2108Quest’ultima, ex compagna dell’artista, svolge un ruolo fondamentale all’interno dell’opera The Visitors, è il simbolo attorno a cui ruota la tematica dell’artista islandese. Il tema è quello del divorzio, del fallimento, ma anche il tema del femminile, fulcro misterioso del XXI secolo.

La performance musicale e artistica diviene il pretesto per riflettere sul tema della forza dei legami affettivi e sulla delusione della fine di essi, tipico del Romanticismo Nordico di cui fa parte il background culturale di Kjartansson. La musica è la principale protagonista di The Visitors, diventa plastica, materiale, corposa, viene visualizzata come un’immagine e sentita come un’emozione.

Anche l’ambientazione ha un suo significato: i musicisti sono rinchiusi nella dimora ottocentesca di Rokebyfarm dell’Upstate New York, ricca di manufatti e oggetti antichi. Biblioteca, studio, cucina, sala da bagno, veranda, camera da letto sono le locations privilegiate. Il concetto è quello dei tableaux vivant e dei grandi concerti da camera. Le 9 registrazioni audio e video, girate in un sol giorno nella grande casa newyorchese, sono proiettate contemporaneamente su grandi schermi e progettate ad hoc per lo spazio espositivo dell’Hangar, nel tentativo di rendere molteplice ed unica la visone dello spettatore.

The Visitors siamo noi, il pubblico, l’esistenza stessa. Il ritratto intimo di ogni singolo musicista che ci viene presentato è il ritratto intimo di ogni singolo individuo facente parte di un gruppo, che nella coralità, crea una società perfetta .

La società umana, qui rappresentata, gli amici-musicisti di Kjartansson e l’artista stesso, danno vita ad una performance in cui poesia individuale e collettiva si fondono e narrano di un nostalgico romanticismo reso ipnotico e ripetitivo da condivise musicalità nello spazio creato, in cui le mitologie della cultura contemporanea e le tradizioni popolari dell’Islanda (terra d’origine dell’artista) vengono rese note al pubblico.

Valentina

Ragnar Kjartansson. The Visitors

Dal 19 settembre 2013 al 5 gennaio 2014

Hangar Bicocca
via Chiese, 2 Milano
Aperta al pubblico dal giovedì alla domenica, dalle 11 alle 23
Ingresso gratuito

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